Tiscali.it
SEGUICI

Meloni mette le mani avanti e dice che le può bastare il 26% alle europee.

Probabilmente c’è la preoccupazione che qualcosa non stia funzionando. Che, ad esempio, l’effetto Vannacci possa avere la meglio

Giuseppe Alberto Falcidi Giuseppe Alberto Falci   
Foto Ansa
Foto Ansa

Sembra quasi che si siano arresi. Ha detto qualche giorno fa, Raffaele Fitto, più di un riferimento per Giorgia Meloni: «Basterà confermare il risultato delle elezioni politiche». Quindi? Il 26%. Un modo per mettere le mani avanti così da poter esultare in caso di performance migliore? C’è di sicuro della tattica. Ma c’è anche la preoccupazione che qualcosa non stia funzionando. Che, ad esempio, l’effetto Vannacci possa avere la meglio. Che, dunque, i delusi del centrodestra si rifugino o nell’astensionismo o nel generale della discordia. D’altro canto, dice a bassa voce un ras delle preferenze, «ogni cento persone che incontro almeno sessanta dicono di non votare…». 

E la presidente del Consiglio che ha partecipato a molteplici campagne elettorale ha compreso che la sfida delle europee può essere un dentro fuori. Insomma, sarà un referendum per il suo esecutivo. Basterà tenere, dunque. Certo, se poi c’è l’exploit ben venga. Per tutte queste ragioni si è caricata tutta la fatica dell’ultimo scampolo battaglia. Ogni giorno «Giorgia» - vuole essere chiamata così - scende in campo come fosse l’ultimo. Eccola ieri - nel corso di un’intervista con la tv del Corriere della Sera - spargere melonismo in purezza. Perché di questo si tratta. Dopo la performance con il presidente della Regione Campania (“Presidente De Luca, sono quella stronza della Meloni”), ieri ha preso di mira la rivale Elly Schlein: «Quando De Luca mi attaccò la sinistra non disse nulla, adesso si straccia le vesti. Hanno due pesi e due misure in tutto e non credono a ciò che dicono» attacca la premier. «Mi dispiace che Schlein abbia perso un'altra occasione per sostenere quel cambiamento che avevo promesso - aggiunge Meloni -. Quando De Luca mi insultò le chiesi di dire qualcosa e non ebbe il coraggio di farlo, mentre ieri se l'è presa con me. Io comunque continuo a tifare perché Elly Schlein tiri fuori il coraggio che la gente si aspetta da lei come leader e come donna». E a proposito di De Luca è ritornata proprio sul governatore: «In quello che è accaduto ieri c'è anche una questione femminile. Quando De Luca mi insulta lancia il messaggio che le donne si possono insultare perché sono deboli. Non siamo deboli, a essere deboli sono i bulli, perché come si è visto sono bravi a fare i gradassi dietro le spalle ma quando li affronti non li fanno più i gradassi. Le donne non devono più subire e mi aspetto di sentire anche una parola delle femministe. Io sono stata insultata e banalmente mi sono difesa». 

Far parlare di sé, accentrare tutto il dibattito attorno al suo ruolo. I maligni dicono che tutto questo sia legato a due motivi: ingraziarsi l’elettorato di destra e colmare la debolezza delle liste di Fratelli d’Italia.

Ed è su queste note che si mostra all’esterno come una leader di destra, lontana dal profilo più moderato che avevamo conosciuto negli ultimi mesi di governo. L'alleanza in Europa con Orban? «Io in Europa dialogo con tutti, non sono probabilmente completamente d'accordo con nessuno con cui parlo, ma non sarò mai d'accordo con l'idea che la Ue sia un club, un salotto radical chic penso che in un tempo come questo chi lavora per dividere faccia un errore strategico fondamentale, ha molto più senso chi lavora per cercare le sintesi». Il dialogo delle ultime settimane con Marine Le Pen? «Marine Le Pen sta facendo un percorso interessante e su alcuni dossier ci siamo trovate sullo stesso fronte già in questa legislatura. Su molti dossier si sono già create maggioranze alternative e per questo la sinistra è così nervosa». 

Resta il dilemma su cosa si comporterà rispetto alla prescelta Ursula von der Layen, presidente della commissione Ue, riconfermata dal Ppe, e sua grande “amica” nell’ultimo anno e mezzo: « Faccio il presidente del Consiglio, von der Leyen era presidente della Commissione Europea e il mio lavoro era quello di far cambiare la posizione dell'Europa su alcune cose che non condividevo e spesso ci siamo riusciti, lavoro per costruire una maggioranza alternativa alla sinistra e in questo ci sono interlocuzioni con varie forze» spiega la premier. Un commissario italiano al posto della von der Leyen? «Io ho le mie idee ma non parto dal candidato, parto dalla maggioranza, la politica la fa la maggioranza. Se si parte dal candidato è per tentare di ricostruire il sistema dell'inciucione. Non si può decidere chi farà cosa prima che i cittadini avranno votato, non è mai stato il mio modello».

Di sicuro il suo modello di governo è il premierato che sta affrontando un iter complicato. «Rafforzerebbe il luogo della politica, che in questi anni è stata debole e ne beneficerebbe chiunque vincesse le elezioni, anche l’opposizione. La riforma del premierato risolverebbe una falla nel sistema  perché il presidente della Repubblica è costretto a un ruolo di supplenza e comunque deve schierarsi e  non ne annullerebbe il ruolo di garante della Costituzione». Premessa che precede l’attacco alla sinistra: «L’opposizione non vuole la riforma del premierato perché non vuole far scegliere i cittadini. La riforma è utile per tutti. Questa opposizione non la capisco. Io voglio che la politica risponda ai cittadini». E per fare questo sta personalizzando il match delle europee. Puntando tutto se stessa. Dentro o fuori. Basta il 26%, dunque? «Sto» risponde  a Fiorenza Sarzanini, vicedirettrice del Corriere, e sorride...

Giuseppe Alberto Falcidi Giuseppe Alberto Falci   
I più recenti
Autonomia:De Luca,Italia non è più giusta ma più a rischio
Autonomia:De Luca,Italia non è più giusta ma più a rischio
Autonomia, Conte contro Meloni: ecco cosa diceva su Lega e Regioni
Autonomia, Conte contro Meloni: ecco cosa diceva su Lega e Regioni
Mattarella: rispetto voto ma democrazia e stato diritto invalicabili in Ue
Mattarella: rispetto voto ma democrazia e stato diritto invalicabili in Ue
Mattarella, rispetto del voto ma Ue ha valori irrinunciabili
Mattarella, rispetto del voto ma Ue ha valori irrinunciabili
Teleborsa
Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...