I paletti di Mattarella sul governo: nessuna carta bianca e vincoli rispettati. Così bloccherà le fughe in avanti

I vincoli Ue e le alleanze internazionali la preoccupazione maggiore. Il Colle pronto a vagliare il patto M5S-Lega e i ministri

I paletti di Mattarella sul governo: nessuna carta bianca e vincoli rispettati. Così bloccherà le fughe in avanti
di An. L.

"Più sicuri che nel dopoguerra, più liberi che nel dopoguerra, più benestanti che nel dopoguerra, rischiamo di apparire oggi privi di determinazione rispetto alle sfide che dobbiamo affrontare. E qualcuno, di fronte a un cammino che è divenuto gravoso, cede alla tentazione di cercare in formule ottocentesche la soluzione ai problemi degli anni 2000". Bisogna riscoprire l'Europa - ha osservato Sergio Mattarella - "sottraendoci all'egemonia di particolarismi senza futuro e di una narrativa sovranista pronta a proporre soluzioni tanto seducenti quanto inattuabili, certa comunque di poterne addossare l'impraticabilità all'Unione".

Ue e Nato: il monito di Mattarella

Il monito del capo dello Stato alla conferenza "State of the Union", indirizzato chiaramente ai due attori protagonisti di queste ore di trattative per la formazione di un governo, arriva precisa. E coglie nel segno, interpretando il principale dei timori del Quirinale e non solo. Le due forze che più delle altre hanno storicamente sollevato dubbi sull'efficacia dell'azione dell'Unione europea, incluse le sue ramificazioni monetarie e finanziarie, oggi sono sedute intorno a un tavolo intente a siglare un accordo di governo. 

Partendo da qui sembra chiaro, come riporta La Stampa, che il capo dello Stato sia intenzionato a incontrare una per una le forze politiche coinvolte nel progetto per un esecutivo che Di Maio e Salvini stanno portando a termine. E che, entro domenica - questo è il tempo che è stato chiesto e concesso - dovranno presentare al Quirinale. Sembra chiaro che Mattarella incontrerà i protagonisti ma vaglierà punto per punto il pacchetto che gli verrà sottoposto, pronto a intervenire laddove si dovessero palesare incongruenze. Persone e cose, insomma. E sulla base della somma di ciò trovare un nome condiviso al quale affidare l'incarico. 

I paletti del Colle

Ma i paletti ci saranno eccome. Non pensino Salvini e Di Maio (e dall'esterno Berlusconi) di poter agire a 360° per metter su un carrozzone che, magari, possa perdere il controllo rischiando la deriva. L'Italia è un Paese europeo che fa parte della Nato. La preoccupazione maggiore di Mattarella riguarda proprio gli impegni internazionali che il capo politico dei 5Stelle, stando a quanto scrivono diversi organi di stampa, vuole tenere sotto il suo personale controllo occupando la poltrona del ministero degli Esteri. Non sembra questo dare fiato alle polveri del cambio di rotta nelle alleanze, vedi la Russia di Putin, sia chiaro. Piuttosto appare plausibile una posizione più critica nei confronti dell'alleato storico statunitense. Ma con il teatro mediorientale più incandescente - gli Usa e Israele che puntano il dito sull'Iran e il complicarsi della situazione siriana - è comprensibile l'attenzione del Colle. 

Altro teatro di osservazione è l'articolo 81 della Costituzione, quello modificato da Monti con il contestato pareggio di bilancio. Un vincolo assoluto che l'Italia si è autoinflitta seguendo con un realismo senza eguali in Europa le indicazioni comunitarie. Quali strumenti userà il Colle per dare una "disciplina" è facilmente intuibile. Si può cominciare dalla nomina dei ministri, prerogativa del presidente della Repubblica (art. 81), su proposta del presidente del Consiglio. Lì è possibile che Mattarella, uomo di grande pazienza, come si è potuto constatare in questi due mesi, possa voler dire la sua: senza convinzione della bontà dell'azione politica, al servizio del popolo italiano, niente nomina. Staremo a vedere.