Renzi e Grillo ai ferri corti, l'epica battaglia si è scatenata attorno a una busta per la ‘monnezza’

L’immondezza irrompe di nuovo veemente e irrancidita nella politica italiana. Volano ancora volta stracci, ma anche buste vuote di qualità “eccezionale”. Il fatto e l'antefatto

I twitter della disfida
I twitter della disfida

L’immondezza irrompe veemente e irrancidita nella politica italiana. Volano ancora volta stracci, ma anche buste vuote di qualità “eccezionale”, fra Matteo Renzi e Beppe Grillo. "Vi ricordate la storia dei sacchetti di plastica? Quella per cui io avrei favorito un'azienda amica? Quella squallida fake news per cui io avrei privilegiato una 'mia amica solo perché aveva parlato alla Leopolda'? All'inizio del 2018 la vicenda dei sacchetti di plastica fu utilizzata in campagna elettorale in modo vergognoso, soprattutto dai Cinque Stelle. Oggi il giornalista Franco Bechis ci informa che nell'azienda "incriminata", la Mater Biotech (prima azienda al mondo per la produzione industriale di bio-butandiolo da materie prime rinnovabili), ieri si è recato in visita Beppe Grillo", ha scritto in un post su Facebook l'ex presidente del Consigllio.

"Proprio lui, Beppe Grillo. Si vede che non si ricordava cosa scrivevano i suoi sui sacchetti di plastica - prosegue il senatore Pd - e Beppe Grillo ha parlato di quest'azienda come di "un'eccellenza italiana" ed è uscito ammirato da questo "vero esempio di economia circolare". Catia Bastioli, la manager massacrata un anno fa per essere "mia amica", adesso è divenuta una leader visionaria". "Mi hanno coperto di fango per tutta la campagna elettorale sulla storia dei sacchetti di plastica. Adesso, banalmente, ci inseguono - scrive Renzi - va tutto bene. Se fossero civili i Cinque Stelle oggi si scuserebbero con Catia, con me e con tutti gli italiani. Ma non potendo chiedere troppo, mi accontento di meno. Non importano le scuse, ma almeno che la smettano di gettare fango sui loro avversari. Quell'azienda non era l'azienda di una mia amica: quell'azienda è un'eccellenza italiana. Se lo dice Grillo riusciranno finalmente a crederci e a fermare i loro troll?".

Se così stanno le cose, è evidente che Grillo ai troll ha preferito i New Trolls, per potersela cantare e suonare beatamente da solo. Grillo è un provocatore di professione: sulla provocazione ha costruito la sua grande carriera di comico e di politico. Renzi, anche lui ex protagonista di trasmissioni leggere e di monologhi in tivù, non avrebbe dovuto cascarci. Ormai la politica è questa. Peccato, perché il nostro Paese avrebbe bisogno di politici di rango, magari chiacchierati come Bettino Craxi e Pannella, magari conservatori come Enrico Berlinguer o reazionari come il divo Andreotti, tralasciando volutamente, perché di classe stellare, De Gasperi, Nenni e Togliatti e (perché no?) in tempi di riesumazioni, Almirante. La politica ormai si fa sui social. E siccome il livello delle proposte è quella che è, la battaglia questa volta si è scatenata attorno a una busta per la ‘monnezza’ sporca. Che schifo.