Marra, le chat con la Raggi sulle nomine del fratello e la guerra con le tre "mign...e mentali" del M5S

Caduto il riserbo sulle indagini, le intercettazioni rivelano i contatti fra l'ex capo del personale ora agli arresti e la sindaca, e lo scontro con Taverna, Ruocco e Lombardi

Da sinistra: la sindaca Raggi, Carla Ruocco, Raffaele Marra, Paola Taverna e Roberta Lombardi
Da sinistra: la sindaca Raggi, Carla Ruocco, Raffaele Marra, Paola Taverna e Roberta Lombardi
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Riassumendo: chiuse le indagini e ricevuti i due fascicoli che documentano il completamento di quella fase da parte del pm di Roma Francesco Dall'Olio e del procuratore aggiunto Paolo Ielo, la sindaca di Roma Virginia Raggi rischia di andare sotto processo. Le accuse sono di abuso d'ufficio per la nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica (al vaglio degli inquirenti anche le polizze intestate da Romeo alla Raggi) e il falso per la nomina di Renato Marra al Turismo capitolino. Romeo lasciò il suo ruolo, quello di Marra fu revocato, Renato è fratello di Raffale Marra, ex capo del personale della giunta Raggi attualmente in carcere per corruzione. Nel mentre è caduto il riserbo degli inquirenti sulle intercettazioni dei messaggi scambiati fra la sindaca e Marra. E altre dichiarazioni, intercettate, che svelano la guerra di Marra contro quelle che definisce "mignotte mentali", le tre esponenti del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi, Paola Taverna e Carla Ruocco, che a dire dello stesso Marra avrebbero un ruolo fondamentale nell'esercitare pressioni su Beppe Grillo perché intervenga contro di lui. 

La nomina del fratello concordata fra Marra e la Raggi

Sentita dall'Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, Virginia Raggi aveva ribadito di aver deciso autonomamente la nomina di Renato Marra a capo del dipartimento turistico del Comune di Roma. Le chat, non più secretate dal pm, fra la Raggi e Raffaele Marra, svelano uno scenario diverso. Lo scontro fra i due, con la presa delle distanze della sindaca (a nomina comunque avvenuta) è innescato dall'aumento di stipendio di Renato, fatto di cui la Raggi accusa Raffaele Marra di non averla informata. Nelle chat, Marra scrive alla Raggi: "Non dire così, mi dispiace. Mi stai dando del disonesto. Non di ho mai nascosto nulla. Te l'ho detto. Evidentemente non troppe volte. Se lo avessi fatto vicecomandante la fascia era la stessa". La Raggi continua ad opporsi: "Infatti abbiamo detto vice no. Abbiamo detto che restava con Adriano". Il riferimento è ad Adriano Meloni, assessore al turismo con cui Renato Marra avrebbe dovuto lavorare, prima della revoca della nomina". L'incombere dell'intervento di Grillo preoccupa sia la sindaca che il suo ex braccio destro, come si legge nelle chat: "Beppe mi ha già chiamato" scrive la Raggi, Marra risponde: "Le tre donne lo staranno pressando (le tre sono Ruocco, Lombardi e Taverna, che hanno un rapporto di stretta fiducia con il comico e fondatore del Movimento, e che non nascondevano di considerare Marra "un virus" nell'amministrazione capitolina, senza peraltro aver mai nascosto la loro contrarietà al modo di gestire il potere della Raggi). Ancora la Raggi scrive: "Daniele (Frongia, l'assessore allo Sport, ndr) mi dice che Grillo avrebbe parlato con la Procura". Raffaele Marra risponde: "Speriamo faccia in fretta...così questa farsa finisce e si convince che sono tutte palle".

Sotto assedio

La sindrome da accerchiamento è evidente, parlando con l'ex responsabile della segreteria politica, Romeo, Marra aveva definito Lombardi, Ruocco e Taverna "mignotte mentali". Nelle telefonate acquisite dagli inquirenti, contro la Raggi l'ex capo del personale è ancora più duro: "Sta facendo la vittima. Io le ho mandato messaggi e lei non mi risponde. Se lei mi dovesse di' ' tu non me l'hai detto' (della nomina del fratello Renato, ndr) io direi 'guarda, sei 'na bugiarda. Perché non vuole parla' con me? Perché quando lei parla con me è in soggezione". Laconica la risposta di Renato a Raffaele: "Lasciali perdere. Tanto alla fine non potranno fare niente. L'atto l'ha firmato la Raggi".

La missione di Casaleggio Jr. per sostenere la sindaca

Nonostante gli imbarazzi e le sfuriate, Grillo non fa mancare il sostegno a Virginia Raggi. A sua volta in collegamento diretto con i vertici del M5S, in particolare con Davide Casaleggio, figlio del cofondatore del Movimento, anche per atti di normale amministrazione. Come la gestione delle case popolari, su cui Casaleggio scrive alla sindaca: "...anche capire se questi sono veramente nelle case che dovevano essere per emergenza abitativa o meno...". Lo stesso Casaleggio sta tentando una mediazione nei confronti di Massimo Colomban, da lui mandato a Roma per gestire le Partecipate. Colomban ha annunciato il suo addio a settembre, dichiarando di aver trovato una giunta "unita e vogliosa di fare" ma sottolineando le difficoltà nello svolgere il suo compito dopo aver proposto un piano di tagli e razionalizzazioni. L'ennesimo addio alla giunta Raggi.