[L’inchiesta] Il collegio infernale delle banche del crack e quello su misura per Di Maio. Ecco la nuova mappa del voto

Ci guadagnano Lega e M5s e ci perde Renzi. Rignano finisce con Livorno, Lotti avrebbe il collegio ad Empoli, l'M5s la possibilità di prendersi due collegi importanti nel Lazio. Di Maio ha un collegio maggioritario che gli sembra ritagliato addosso a Pomigliano D'Arco. Va bene alla Brambilla e pure a Tajani

[L’inchiesta] Il collegio infernale delle banche del crack e quello su misura per Di Maio. Ecco la nuova mappa del voto

Se ci fosse un banchiere intenzionato a "scendere in campo" alle prossime Politiche c'è un collegio che dovrebbe  evitare con tutte le sue forze: quello toscano che riunisce le due Province di Arezzo e Siena. Lei due città epicentro delle crisi di Banca Etruria e Monte dei Paschi dovranno eleggere un solo - unico - rappresentante a Palazzo Madama ed è meglio che tutti i partiti - specie il Pd, che ha sempre vinto quel collegio - scelgano bene il profilo del loro candidato. 

Questo collegio per le prossime Politiche è stato creato l'altroieri il Consiglio dei ministri insieme a tutti gli altri. Il primo atto dopo l'approvazione della legge elettorale - cioè il Rosatellum - è stato il decreto legislativo che ridisegna i collegi per la Camera e per il Senato. Rispetto a quindici anni fa, quando furono tracciati i confini per il Mattarellum, la distribuzione della popolazione sul suolo nazionale è cambiata tra metropoli e province vicine, Nord e Sud, così si è reso necessario distribuire diversamente il numero degli eletti. 

Il primo dato è che a guadagnarci, alla luce del censimento del 2011, sono soprattutto le Regioni Settentrionali. Otto circoscrizioni aumentano il numero dei collegi rispetto al vecchio sistema:  Lombardia 2 e Lombardia 3 passano da 7 a 8 collegi; Sicilia 1 passa da 10 a 9; Veneto 1 da 7 a 8 e Veneto 2 da 10 a 11; l’Emilia Romagna acquista due collegi passando da 15 a 17 mentre hanno il segno meno davanti  l’Umbria, che passa da 5 a 3, e la Basilicata da 5 a 2. 

La Lega, che grazie al nuovo disegno potrà far valere ancora di più il suo peso anche rispetto a Forza Italia, che è l'alleato più forte nel Sud. La retrocessione di Umbria e Marche sembra destinata a penalizzare invece il Pd.   In altre Regioni, invece, il governo ha dovuto "semplicemente" modificare le dimensioni, spostando qua o là alcuni Comuni di modo da riportare "in soglia", cioè ad una adeguato numero di elettori, il collegio. Sono 60 i collegi uninominali del Mattarellum modificati su 232: quasi il 25%. Queste modifiche delle dimensioni dei collegi hanno una importante valenza politica: unire un Comune "rosso" con un Comune storicamente berlusconiani può cambiare l'esito del voto, favorire uno o l'altro. Le modifiche più discusse sono in Toscana, che poi è la Regione da cui provengono il segretario dem e i suoi collaboratori più stretti. 

Rignano sull'Arno, in provincia di Firenze, che poi è il centro dove Matteo Renzi vive con la famiglia, è stata data in "prestito" alla vicina Livorno. "Vi rendete conto che il collegio di Rignano è nel collegio plurinominale di Livorno? Comodo, no? Se mi candido a Rignano sono capolista a Livorno... è meraviglioso. A questo punto non  so dove mi candido...", ha scherzato ieri coi giornalisti, a bordo del Treno del Pd che attraversava proprio quelle zone.  Livorno, oltretutto, è una città amministrata dal M5s. 

Un altro "esiliato" dal collegio è il braccio destro del leader Pd. Il ministro per lo Sport Luca Lotti, nato a Montelupo Fiorentino, si ritroverebbe con questa nuove divisione territoriale come  candidato ad Empoli. 

La sottosegretaria Maria Elena Boschi, che è di Laterina, non molto lontano da lì, è invece elettrice di un terzo collegio della Camera dei deputati, quello di Arezzo. Tutti partono comunque in vantaggio. Non accade lo stesso nel vicino collegio di Massa, che un tempo era zona rossa, ma che potrebbe finire conquistata da un forzista, Massimo Mallegni, ex sindaco di Marina di Pietrasanta, dimessosi lo scorso settembre proprio per fare il grande passo verso il Parlamento col partito di Silvio Berlusconi. 

La nuova geografia elettorale, che dovrà comunque essere oggetto di un parere del Parlamento, così come è stata predisposta dal governo e controfirmata dal ministro Anna Finocchiaro, già consente di capire chi potrà avvantaggiarsene e chi no. 

Al Movimento 5 stelle, per esempio, non è andata male. Innanzittutto il loro candidato premier, Luigi Di Maio, avrà un collegio uninominale che gli sembra cucito addosso: Pomigliano D'Arco, cioè la cittadina in provincia di Napoli dove è cresciuto e risiede la sua famiglia. Potrà farsi campagna da dentro casa, senza nemmeno spostarsi troppo. 

Ci sono altri due collegi - tra quelli nuovi - che sembrano possibili da conquistare per i grillini e si trovano entrambi nel Lazio. Uno è quello di Roma Fiumicino, dove i grillini sono fortissimi come hanno dimostrato le elezioni della settimana scorsa, che è stato infatti accorpato col popolosissimo Comune della cintura urbana di Roma, cioè Pomezia. Qui i seguaci di Beppe Grillo hanno già eletto uno dei primi sindaci del Movimento. Idem a Civitavecchia. La città portuale a Nord del Lazio, dove i grillini governano la città, è tornata ad essere un collegio (grazie allo "spostamento" del Comune di Mazzano Romano da un'altra parte) e, agganciata ad alcuni centri del viterbese, sembra scalabile dal M5s. 

Parte invece avvantaggiato il centrodestra nel collegio-omnibus creato tra Frosinone, Latina e Terracina. Sono  aree tradizionalmente di destra, quelle stesse dove veniva sempre eletto Giulio Andreotti. Difficile che si candidi, ma lì, dalle parti di Fiuggi, è sempre andato fortissimo Antonio Tajani, attuale presidente del Parlamento europeo. 

Nessun altro leader di partito avrà - come Di Maio - un collegio tutto "suo". Matteo Salvini dovrà scegliere tra uno di quelli di Milano e Giorgia Meloni un'altro a Roma, presumibilmente dalle parti della Garbatella vicino dove è nata, nel collegio 8 di Roma Ostiense o in quello di Roma Tuscolano. Silvio Berlusconi? Se dovesse essere candidabile si vedrà. Quindici anni fa aveva scelto il collegio più centrale di Milano, anche se negli ultimi anni ha spostato la residenza  Roma, a Palazzo Grazioli, dunque potrebbe pur correre in quel (piccolo, ma prestigioso) collegio che viene rinominato "Roma Centro + Rione Trastevere". Arcore, invece, insiste nel collegio di Monza, altro Comune dove i forzisti hanno appena piazzato - a giugno - un loro sindaco. 

Se davvero Massimo D'Alema, oggi leader di Mdp, vorrà ricandidarsi come gli hanno "chiesto gli elettori", non potrà farlo nel suo "storico" collegio di Gallipoli o, comunque, avrà un bel po' da faticare. "E' probabile che mi candiderò, lo farei in Salento, con quelli che storicamente sono i miei elettori. Non ho mai fatto turismo politico da un collegio all'altro, sono sempre stato rappresentante del Salento nel Parlamento con tutte le leggi elettorali", ha detto giusto ieri.

Se un tempo era sufficiente conquistare la maggioranza degli elettori della nota cittadina di mare, stavolta la questione è più impegnativa: il nuovo collegio è Gallipoli - Nardò - Maglie, decisamente più grande di quello del 2001. Pierluigi Bersani, se vorrà vincersi il suo collegio, a Bettola, dovrà conquistare la maggioranza dei voti nell'intera provincia di Piacenza. 

Un'altra "avvantaggiata" dalla nuova redistribuzione dei seggi c'è. Grazie al ricalcolo dei residenti e all'aumento del loro numero in Lombardia, è spuntato un collegio a Lecco. La cittadina sulla più famosa sponda del lago di Como è quella dove vive - ed ha una azienda - la forzista fondatrice del Movimento Animalista, Michela Vittoria Brambilla.  Non tutti sono soddisfatti, però. Tanto che la Relazione illustrativa che accompagna il decreto del governo c'è scritto che l'esecutivo potrebbe recepire alcune modifiche rispetto alla proposta dei "tecnici", recependo le indicazioni del Parlamento, quindi della maggioranza. "No al mercato delle vacche", chiede però Renato Brunetta. Il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio segnala come nella relazione si individuino criticità "guarda caso in Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Sicilia, si manifestano perplessità che sembrano avere natura quasi solo politica... Noi non ci stiamo,  il Parlamento dia l'ok al decreto sui collegi così come sono", chiede. Per il dibattito e studiare come intervenire, però, ci sono ancora quindici giorni di tempo.