[L'intervista] "Grillo ci sbatte la porta in faccia, ma tra noi di Mdp e M5S ci sono molte convergenze"

Arturo Scotto (Mdp): “Abbiamo visto con il voto siciliano che questa volta il richiamo del voto utile è scattato nei confronti dei Cinque Stelle e non del Pd. Pur di non far vincere Musumeci, una quota degli elettori del centrosinistra ha deciso di votare per Cancelleri. E' la prima volta che accade"

[L'intervista] 'Grillo ci sbatte la porta in faccia, ma tra noi di Mdp e M5S ci sono molte convergenze'

E all'improvviso Beppe Grillo ha mandato un messaggio forte e chiaro. Nessuna apertura di dialogo con Mpd o con la Lega: "Sono stalker. Frangette del sistema". Anche Di Battista e Di Maio hanno chiuso il portone in faccia sulla vicenda dell’articolo 18. Non male, onorevole Arturo Scotto, uno dei coordinatori di Mdp, come avvio di riflessione sulle alleanze. "Non parlerei di alleanze ma di convergenze su battaglie politiche. Voglio ricordare che con i Cinque Stelle abbiamo condiviso la battaglia contro il referendum istituzionale e ora la legge elettorale in Parlamento".

Le chiedo subito se oggi sarete a Ostia, con il sindaco di Roma, Virginia Raggi.
Certo. Per solidarietà nei confronti del giornalista e dell’operatore aggrediti da uno Spada. Ma voglio dire di più: al ballottaggio dobbiamo impedire che si affermino scenari inquietanti che diano respiro ai fasciomafiosi".

Questa mattina Pagnoncelli ha sfornato l’ennesimo sondaggio che conferma quanto il centrodestra unito sia forte e vincente. In grado di conquistare 253 seggi. I Cinque Stelle prenderebbero il  29,3%, il Pd il  24,3%, Forza Italia il 16,1%,. Ma il Centrodestra unito arriverebbe, secondo Pagnoncelli, al 36.5% e Sinistra unita è ferma al 2.5%.
"Sondaggio sottostimato. In realtà noi con la candidatura del presidente del Senato Grasso arriviamo al 10%".

Condannati a perdere, se non vi inventate una mossa del cavallo. Un qualcosa che riapra i giochi...
"Campo Progressista domani compirà un ulteriore passo in avanti verso la convergenza sulla proposta di Piero Grasso. Certo che il centrosinistra e la sinistra devono inventarsi qualcosa per non consegnare il Paese ai Salvini, Meloni e Berlusconi. Il Pd dovrebbe avere la lungimiranza politica di annunciare la disponibilità a rimettere in discussione quelle leggi approvate in Parlamento che sono configgenti con gli stessi impegni assunti in campagna elettorale dallo stesso Pd".

Faccia qualche esempio.
Si era schierato contro la precarietà nel mondo del lavoro e invece con il Jobs Act o con la stessa riforma della scuola ha precarizzato larghe fasce di lavoratotori. Ci siamo presentati con un programma di sinistra con Bersani e Renzi ha adottato invece l'alfabeto dell'avversario. Poi è logico che la gente non ti vota più".

Torniamo alla bestia nera dei Cinque Stelle. Continuano ad essere l’oscuro oggetto del desiderio per voi, per il Pd.
"Una gran parte dell’elettorato di sinistra si è depositato in questo grande contenitore. Abbiamo visto con il voto siciliano che questa volta il richiamo del voto utile è scattato nei confronti dei Cinque Stelle e non del Pd. Pur di non far vincere Musumeci, una quota degli elettori del centrosinistra ha deciso di votare per Cancelleri. E' la prima volta che accade. È una verità indiscutibile eppure il Pd ha reagito con la puzza sotto il naso, giudicando i grillini depositari del moderno populismo. Il populismo rischia di diventare un'altra parola manomessa che non significa niente. Piuttosto vedo che con la candidatura di Di Maio la tendenza dei Cinque Stelle è di accreditarsi come un'altra variante del sistema".

Dai Cinque Stelle arriva un no forte e chiaro contro qualsiasi vostra politica dell’attenzione, del dialogo. Dunque, cosa farete? Prenderete atto di essere destinati alla sconfitta, alle prossime politiche?
"Anche i Cinque Stelle sono a un bivio. Se aprissero a una riflessione sulla politica delle alleanze vorrebbe dire che comincerebbero con coraggio a fare politica. Loro hanno negato alla radice la politica delle alleanze ritenendo tutti quelli che non sono loro uguali. Meglio l’opposizione che mescolarsi con gli altri. Noi crediamo di dover continuare a battere il chiodo sul confronto e la convergenza sui contenuti. Per esempio non si capisce perché non votano la nostra proposta di ripristino dell'articolo 18 che arriverà in Parlamento il prossimo 20 novembre. Forse perché hanno l'ansia di entrare nel salotto buono?".

E allora?
"Berlusconi e il centrodestra sono destinati a perdere se si afferma la nostra agenda politica. Se continuiamo a inseguirli sui loro contenuti siamo destinati a perdere. Dobbiamo avere il coraggio di riscoprire le nostre radici".