[il caso] M5s nella lunga attesa di Conte: il partito ancora non c’è. Ma ci sono ben tre correnti

La querelle con Casaleggio blocca tutto. L’ex premier dice di non volersene occupare. E il tempo passa. Intanto si è organizzata la corrente di Casaleggio, “Controcorrente”, i duri e puri. “Italia Più 2050” fa capo a quelli di Parole Guerriere. Ultima nata è “Innovare”, i giovani parlamentari

[il caso] M5s nella lunga attesa di Conte: il partito ancora non c’è. Ma ci sono ben tre correnti

Imploso. Poi magari dal caos e dalle macerie “nascerà una stella danzante”. Al momento però è solo caos. Nel Movimento 5 Stelle. E in quella che doveva essere l’alleanza strategica e strutturale Pd-M5s votata alla guida del Paese grazie alla leadership di Conte. Certo, l’arrivo di Letta ha cambiato tutto, ha riposizionato il Pd al centro della partita e i grillini, eventualmente, gregari così come altri in una coalizione larga ispirata all’Ulivo. Il risultato però, al momento, è il blocco totale di ogni decisione nel nuovo centrosinistra allargato per le amministrative. E Salvini e Meloni che spadroneggiano sulla scena politica spesso strumentalizzando temi e dossier. Più grave che lo faccia Salvini che è al governo. Scontato che lo faccia Meloni visto che è rimasta all’opposizione per questo. Nessuno dei due capisce che questo non è il momento delle bandiere - ho vinto io o fatto io - ma di lavorare insieme con responsabilità per uscire da questa situazione. Questo è stato lo spirito dell’appello del Presidente della Repubblica quando decise di affidare il Paese a Draghi.  

“Conte vittima di un complotto internazionale”

Di sicuro, tornando al centrosinistra, non sono felici le iniziative come quella di Goffredo Bettini - artefice dell’ alleanza Pd-M5s a guida Conte - che nel lanciare il proprio think tank Le Agorà, nei fatti una nuova corrente del Pd, ha detto e scritto che Conte è stato fatto fuori sulla base di un complotto nazionale e internazionale. Letta ha fatto cadere il gelo su questa affermazione e ha ripetuto che “il governo Draghi è il governo del Pd”. Il professor Morando si è permesso di essere più chiaro: Conte è caduto perchè non sapeva governare.

E adesso non sa prendere in mano il Movimento. Assumerne la guida. Non è colpa sua, sia chiaro. Però la situazione sta diventando imbarazzante. Anche per i parlamentari M5s consapevoli di non toccare palla, di non avere iniziativa politica in un momento difficile per il Paese. L’unico visibile, che sta crescendo sotto la guida di Draghi, è proprio Luigi di Maio alla Farnesina a cui il premier ha affidato importanti dossier. E anche questo forse non è un caso.

L’attendismo di Conte

Conte quindi. Cosa aspetta a prendere in mano la situazione? Perchè traccheggia? Ha colpito molto - e non in positivo - che nelle riunioni via Zoom dello scorso fine settimana con deputati e senatori si sia chiamato fuori da ogni decisione su Casaleggio (“Io sono appena arrivato, non sta a me decidere”) e non abbia detto una parola sul nodo più complesso di tutta la vicenda: chi ha già fatto due mandati - in Parlamento e negli enti locali - deve lasciare o può andare avanti? La regola ferrea, ribadita da Grillo, è che dopo due mandati un cittadino deve smettere di fare il portavoce e lasciare imposto ad altri. Altrimenti perde genuinità e la politica diventa un mestiere da difendere con le unghie e con i denti. Non una parola sulle alleanze e sulle candidature negli oltre mille comuni al voto in ottobre tra cui cinque grandi città come Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli.

La leadership di Conte è bloccata da un fatto oggettivo come l’uso della piattaforma Rousseau e i rapporti tra il Movimento e la Casaleggio e associati. Davide Casaleggio chiede 450 mila euro di arretrati (i versamenti dei parlamentari che non vogliono più affidare i 300 euro mesnili cadauno a un privato di cui non controllano le attività) e impedisce di usare la piattaforma. IL contratto di servizio è chiaro. Senza la piattaforma Conte non può essere votato e non può diventare leader. In ogni altro modo la sua elezione sarebbe invalidata da ricorsi a raffica. Fino al 22 aprile, quando scade l’ultimatum di Casaleggio, la situazione non si sblocca. Non è secondario che Gianroberto Casaleggio sia stato il fondatore e motore del Movimento. Il guru di M5s è morto cinque anni fa. In questi giorni c’è stata la kermesse in memoria di Gianroberto, Sum#5 . La pandemia non aiuta. E però ci sono stati appena 200 collegati nei primi giorni.

Il timore del logoramento

C’è però anche l’opportunità tra i motivi per cui Conte ancora traccheggia con la guida del Movimento. All’ex premier non conviene scendere in campo adesso, senza sapere quando cadrà la legislatura e sottoporre la sua giovane leadership al logoramento di una fase politica così incerta. A qualcuno viene anche il dubbio che Conte possa essere il liquidatore del Movimento per farne uno tutto suo. Qualcuno, tra i parlamentari, lo accusa di “parlare troppo con il Pd e troppo poco con il Movimento”. Raffaela Dieni, membro del Copasir s’è permessa di ricordare che “non basta ascoltare e prendere appunti (Conte lo dice gigioneggiando un po’, ndr) le amministrative si avvicinano e noi non siamo pronti”. Un altro deputato, con incarichi da prima fila, osserva che “mentre la gente è in piazza disperata, si scontra con la polizia, si tirano bombe carta e il paese chiede di ripartire, noi dibattiamo sulla proposta di legge sulla cittadinanza digitale in memoria di Casaleggio…Se Conte non si sbriga qui ci ritrova metà gruppo…”. “Qui” è il Parlamento.

E allora nascono le correnti no

Quindi, il partito ancora non c’è, è un work in progress, un “cantiere” come ha detto Conte. In compenso ci sono le correnti. Ben tre e tutte già molto organizzate. E’ l’unica cosa chiara che ha detto Conte nelle assemblee con deputati e senatori: “No alle correnti”. Un po’ come ha fatto Enrico Letta appena ha preso in mano il timone del Pd e che ha proposto la” nomina” di Arnold Schwarzenegger per la loro gestione.

Una corrente è certamente quella di Davide Casaleggio. Il Manifesto di “Controcorrente” campeggia da giorni sulla home page del Blog delle stelle. Si leggono cose di questo

tipo: “Per tornare a volare alto dobbiamo anteporre le idee alle persone, le riforme alle poltrone, l’esempio personale al cambiamento che vogliamo vedere negli altri. Per tornare a volare alto non dobbiamo accomodarci sulle seggiolone della tifoseria della politica, sventolando le bandiere di destra contro sinistra, opposizionisti contro governisti, nordisti contro sudisti”. Casaleggio jr ormai è in rotta di collisione su tutto con Conte, Di Maio, Crimi. Punta il dito contro i parlamentari: “I loro mancati versamenti (circa 450 mila euro, ndr) stanno mettendo a rischio questo progetto civico”. E li accusa di non voler più uscire dal palazzo che dovevano riformare e che invece ha riformato loro. “Mi attaccano – dice Casaleggio - perché vogliono la deroga sui due mandati (con la quale molti di coloro in Parlamento non potrebbero più essere candidati a cominciare da Di Maio, ndr)”. Con Casaleggio ci sono Alessandro Di Battista, la sindaca Virginia Raggi che tenta il bis, il senatore Elio Lannutti. Oltre al Manifesto, Controcorrente avrebbe anche uno zoccolo duro di militanti: “400 tenaci cittadini che hanno partecipato al percorso di formazione della Rousseau Open Academy per diventare Ambasciatori della Partecipazione digitale, cioè della democrazia diretta e partecipata direttamente dal territorio”. Tra i parlamentari è difficile dire quanti siano rimasti fedeli a quel modello di Movimento. Di sicuro non chi è stato al governo in questi anni. Con rare eccezioni:Alberto Airola e Carmen Di Lauro.

Italia Più 2050

Un’altra corrente, già strutturata e avanti nell’organizzazione è quella di Parole Guerriere. Tra i fondatori conta ben due sottosegretari, Carlo Sibilia e Danila Nesci. Hanno già un simbolo (Italia Più 2050, in campo verde e senza stelle), un manifesto in dieci punti dalle politiche green alla lotta alle diseguaglianze e un tesoriere, Lorenzo Chieppa, commercialista. Transizione ecologica, solidarietà, formazione politica alcuni dei punti del programma. La chiamano “la nostra mano tesa per ripartire e ritrovare la nostra strada”. E considera “esaurito” il rapporto con Rousseau. Di sicuro, in questo momento di caos è il progetto più strutturato e che sta trovando adesioni A destra e a sinistra (hanno firmato più di 40 parlamentari)ma anche nella società civile. “Italia Più 2050” è stata la prima corrente ad uscire alloscoperto. Ancora prima di “Controcorrente” di Casaleggio. Per rompere l’inerzia del post Conte 2.

I giovani di “Innovare”

L’ultima è di pochi giorni fa: si chiama “Innovare” e raccoglie i più giovani, tutti al primo mandato, per lo più ostili alla deroga al secondo mandato, hanno già saputo mettersi in mostra in questa legislatura. Aderiscono circa 30 eletti, tra questi Maria Pallini, Luca Carabetta, Davide Zanichelli, Giovanni Currò. Oltre al tema del numero dei mandati che poi, in tempi di parlamentari tagliati e consenso dimezzati, significa prima di tutto chance di riconferma, a dividere “Italia Più 2050” e “Innovare” c’è la questione dei rapporti con Rousseau. “Per noi le regole sono quelle votate dagli iscritti l’ultima volta su Rousseau. Noi parliamo di temi, non ci interessano le poltrone. Abbiamo un buon rapporto con Rousseau. Vogliamo mantenerci ancorati ai principiche hanno reso il M5S la prima forza politica in Italia» ha spiegato Giovanni Currò, tra i promotori di “Innovare” che fanno dell’innovazione la cura per tirare fuori il paese dalla palude e dalla crisi. Luca Carabetta, uno dei giovani più promettenti, ci tiene a precisare che “Innovare” non è una corrente. “Assieme a diversi colleghi del primo mandato ci siamo trovati con l’idea di fare una serie di eventi pubblici per raccontare le nostre proposte, incontrare persone al di fuori el Movimento e discutere di temi di attualità. Io ho tenuto uno di questi incontri su temi legati all’innovazione tecnologica”. Insomma, un gruppo di parlamentari che lavora sui temi e organizza incontri sul futuro e l’innovazione.

Gruppi in fermento

I gruppi parlamentari sono in fermento. Ma il Movimento è fermo. Ostaggio di Conte. In tutti i sensi. Ma forse anche no. Il 29 aprile è previsto un incontro a cui parteciperanno Bettini, Letta e Conte. Forse quel giorno sarà tutto un po’ più chiaro. Se Il Pd farà le primarie a Roma e con chi. E magari anche cosa succederà negli altri comuni al voto. Intanto il Movimento continua a perdere pezzi. Che vanno quasi sempre verso destra. Ieri il senatore Mollame ha aderito alla Lega.