Personalità per incarichi di governo cercasi: ecco tutti i nomi che possono piacere al M5S

Giuristi, economisti esperti: quali nomi corteggiano Grillo e Casaleggio per un eventuale futuro governo

Di Battista, Grillo e Di Maio
TiscaliNews

Il M5Stelle si prepara a diventare una forza di governo. In attesa che produca il programma definitivo da sottoporre ai cittadini nelle prossime elezioni, Beppe Grillo e Davide Casaleggio sono scesi in campo per studiare la squadra che potrebbe accompagnare il probabile premier Luigi Di Maio (secondo molti analisti il voto on line dei militanti premierà lui) verso il governo del Paese. I nomi di una probabile squadra di governo emersi in questi giorni sono tanti, alcuni prodotti da analisi totalmente fantasiose, altri estrapolati dalle varie iniziative politiche e culturali organizzate dal M5S.

Beppe Grillo e Davide Casaleggio, assicura La Stampa, sono già in campo per selezionare la nuova classe dirigente. E' presumibile che coloro che andranno ad affiancare gli esponenti politici - oltre al Di Maio premier, è facile immaginare ministeri per Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Paola Taverna, per citare i più noti - verranno scelti sul filo curricolare nella speranza di non duplicare le brutte esperienze romane. Quelle - per intenderci - alle quali tutti guardano nel quotidiano esercizio di dare corpo alla presunta incapacità interna di assegnare incarichi a persone capaci. Secondo il giornale torinese, i due leader cercheranno di indirizzare la scelta verso personalità di alto profilo "selezionate" attraverso convegni e dialettica sul blog. 

Seguendo la via dei convegni

La ricerca si orienta su docenti, magistrati, esperti di primo piano che possano ricoprire senza sorprese postume le caselle più sensibili. Il recruiting che avviene attraverso le iniziative rpolitiche promette grandi suggestioni. In un appuntamento dedicato all'economia tenutosi qualche giorno fa alla Camera dei deputati, ha partecipatato la professoressa Mariana Mazzucato, del University College of London ("neokeynesiana stimata anche da D'Alema", scrive il giornale torinese). Il suo è un nome di quelli che "aggiungerebbero stelle" al Movimento. Come lo sarebbero anche quelli di "Giovanni Dosi (Sant’Anna di Pisa), Pasquale Tridico (Roma Tre) e Corrado Spinella, fisico del Cnr", sono gli altri nomi intervenuti al convegno. Un altro che si accreddita con facilità è quello di Paolo De Ioanna, consigliere di Stato e già capo di gabinetto con Ciampi e Padoa-Schioppa. Vito Cozzoli, capo di gabinetto con Federica Guidi, ha invece invitato Luigi Di Maio alla presentazione del suo libro appena uscito, presso il Centro studi americani. Prove tecniche di gabinetto?

I magistrati simbolo di legalità

I nomi più gettonati restano comunque quelli legati alla magistratura. Forse per quell'aura di garanti della legalità che, per professione o per indole, si portano dietro, è vero che l'Italia dei corrotti e dei corruttori richiede professionalità che sappiano mettere mano alle norme giuste. Giuseppe Turani, giornalista economico collaboratore di Tiscali, vede addirittura in Piercamillo Davigo il candidato premier al posto di Di Maio. Ipotesi che non trova ulteriori riscontri. E' comunque vero - lo prefigurano anche altri analisti - che Davigo potrebbe assumere cariche di altro genere. 

ll fondatore della corrente togata Autonomia e Indipendenza ha partecipato qualche giorno fa al convegno di Ivrea, per il quale avevano dato forfait il titolare dell'Anticorruzione, Raffaele Cantone, e il procuratore di Milano, Greco. Nessun pregiudizio però assicura La Stampa: Cantone sarà protagonista del prossimo convegno del M5S, assieme a Davigo e a due magistrati antimafia siciliani: Nino Di Matteo e Gioacchino Natoli (già pm del processo Andreotti, ora impiegato al ministero della Giustizia). Martedì alla Camera è atteso anche il presidente emerito della Consulta, Ugo De Siervo, verrà corteggiato anche lui per un incarico di governo?

I sogni proibiti dei 5 Stelle

Infine ci sono quelli che non possimao non definire i "sogni proibiti": da Tito Boeri, l'enfant prodige bocconiano messo alla presidenza dell'Inps da Renzi ma col quale le idee spesso non sono convergenti, a Tomaso Montanari, storico dell’arte e pupillo di Salvatore Settis, neo presidente dell'associazione Liibertà e Giustizia e persona di rilievo della gestione pubblica dei beni culturali. Infine il Davigo di cui sopra, ma soprattutto Onida e Zagrebelsky. Il quale non ha mancato di dare il suo consiglio ai neogovernativi 5Stelle: "Darsi da fare per un compromesso 'non inciucista'". Ovvero, "punti programmatici chiari, concreti, pochi. Ne bastano cinque o sei per riempire, oltre alla routine, un'intera legislatura. Su questi si lavori per creare convergenze politiche e potenziali maggioranze prima del voto affinché i cittadini di cui si chiedono i voti sappiano per che cosa votano".