Luci e ombre sulla ministra della Difesa, "reclutava mercenari per il vicino Oriente"

Elisabetta Trenta sarebbe stata impegnata nella ricostruzione nelle aree devastate dalle guerre e per questo reclutava contractor

Luci e ombre sulla ministra della Difesa, 'reclutava mercenari per il vicino Oriente'

Quando il Movimento 5 Stelle ha deciso di inserirla nella lista dei suoi ministri Elisabetta Trenta era una candidata alla Difesa semisconosciuta con un curriculum che molti militari professionisti hanno bocciato come “insignificante”. Dopo la laurea in scienze politiche ha conseguito un master in cooperazione internazionale ed uno in intelligence e sicurezza. Docente universitaria è stata - tra le altre cose - political advisor dei comandanti della Italian Joint Task Force in Iraq e country advisor per la missione Leonte in ambito UNIFIL in Libano nel 2009. La donna giusta al posto giusto? Per la maggioranza di governo giallo verde sì. 

Sul suo nome c’è però chi nutre dubbi. In particolare c’è chi sostiene, come Repubblica, che la neo ministra sia in flagrante conflitto di interessi. Per il quotidiano, quando la Trenta ha giurato a Quirinale era ancora presidente della Sudgest Aid, una società collegata all’Università degli studi Link Campus. Tra le attività della Sudgest Aid missioni in aree ad alto rischio, per le quali la società reclutava contractor. Né il neo premier né il duo Di Maio - Salvini ha sinora commentato quanto pubblicato da Gianluca Di Feo. Per il settimanale francese Le Point, la Trenta sarebbe sta impegnata nella ricostruzione nelle aree devastate dalle guerre e che per questo reclutava mercenari per il vicino Oriente. La notizia è stata presa sul serio da Orfini (PD): "Governo del cambiamento significa mettere al ministero della Difesa la presidente di una struttura che reclutava mercenari. Ovviamente scordandosi di dirlo". La notizia non è per nulla tranquillizzante. 

"Il caso della ministra alla Difesa Elisabetta Trenta è sempre più opaco e grave - ha scritto su Facebook il deputato del Pd Michele Anzaldi - invece di spiegare che ruolo avesse in Sudgestaid, ora la neo ministra cerca addirittura di prendere le distanze dall'azienda dove lavora da 21 anni. Un atteggiamento sbugiardato dal suo stesso curriculum, ma che la dice lunga su quanto sia oscura questa vicenda". E continua: "Invece di continuare a parlare per indiscrezioni e a sfuggire dalla necessaria trasparenza, nel silenzio del premier Conte, di Di Maio, Di Battista e Beppe Grillo, la ministra farebbe bene a spiegare". E conclude: "Forse Trenta sostiene il ritiro dall'Afghanistan perché vuole inviare nei teatri di guerra solo contractor e truppe private? Farebbe bene a chiarire gli evidenti rischi di conflitti di interessi".

Non si sa se l’erede della Pinotti abbia intenzione di ribattere alle rivelazioni di Repubblica e alle accuse di Orfini. Probabilmente risponderà a una interrogazione parlamentare. In attesa dei suoi chiarimenti c’è chi pensa che queste critiche siano strumentali e chi invece, come l’ex ministro della Difesa Larussa, sentito telefonicamente da Tiscali News - si rifiuta di dare pareri perché "è di cattivo gusto che un ex ministro della Difesa dia un giudizio su una collega: voglio vederla alla prova dei fatti”. Sta sulle sue anche l’analista Andrea Margelletti: “Prima di dare un opinione preferisco sentire quel che ha da dire sull’argomento la ministra”.  Il presidente del Ce.S.I. e consigliere strategico della Difesa invita però a non confondere i contractor con i mercenari: “Non ho mai visto mercenari italiani in nessuna parte del mondo”.

Disturbano il PD le relazioni che il Link Campus University ha con l’Università statale Lomosov di Mosca, molto vicina a Putin. Nel cast di docenti della facoltà moscovita c’è, fra gli altri, anche Olga Zinovieva (la vedova di Alexander Zinoviev) ideologa della guerra di informazione, che in un suo articolo pubblicato su Sputnik, uno quotidiano russo filo governativo, ha scritto un articolo (“Che cos'è la guerra di informazione?”) molto critico sulla libertà di stampa. Ecco che cosa ha scritto l’analista russa: “… su questa base, riteniamo che il principio della libertà di informazione debba essere rivisto. In particolare: un Paese contro il quale è stata scatenata una guerra d'informazione, ha il diritto di un'applicazione flessibile di questo principio, compreso l'utilizzo di limitazioni di legge, se ciò è dettato dalla situazione”.

Neppure il presidente della Fondazione Icsa ed ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Leonardo Tricarico si sbilancia sulla Trenta (“di sicuro c’è solo che non ha precedenti importanti all’interno della struttura militare”), tuttavia pensa che l’Italia debba modificare il suo atteggiamento nei confronti della Russia. “Credo che non solo la ministro Trenta ma anche chi sarà chiamato da lei a gestire i nostri rapporti internazionali debba considerare con attenzione un riequilibrio della posizione italiana rispetto a un appiattimento acritico del settore Occidentale della Nato e una reinterpretazione dei rapporti con la Russia”. In sostanza Tricarico chiede alla Trenta un ritorno allo spirito di Pratica di Mare, perché il nostro Paese può giocare “un ruolo di raccordo tra oriente e occidente”, basilare per risolvere eventuali focolai di crisi: “L’Italia deve trovare un punto di equilibrio fra quella marginalizzazione di Putin voluta dagli Usa e gli interessi del nostro Paese”.

Intanto la ministro, al suo primo giorno al dicastero, ha chiesto il trasferimento, a decorrere da subito, del capitano Claudio Passarelli, suo marito, da ufficiale addetto alla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti all'ufficio Affari Generali. Si tratta, fanno sapere fonti vicino al ministro, di uno spostamento richiesto "per questioni di opportunità". Il ruolo di Passarelli aveva generato accuse di conflitto di interessi nei confronti del ministro. Il Capitano Passarelli, riferiscono fonti vicine alla ministra, nonostante non si sia mai occupato di acquisti o contratti sarà spostato all'ufficio Affari Generali, retto da un dirigente civile, che sovrintende alle esigenze organizzative e logistiche del funzionamento del segretariato generale".