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Lite continua tra De Luca e De Magistris: volano stracci mentre Napoli e la Campania affondano. E nessuno riesce a fermarli.

Prendete un tema a caso e troverete il governatore che dice una cosa e il sindaco che dice il contrario, e viceversa. Come nella più collaudata tradizione dei litigi tra vicini, non si sa mai chi ha cominciato

Antonio Mennadi Antonio Menna   
De Luca e De Magistris, politici contro
De Luca e De Magistris, politici contro

L’ultimo motivo di scontro è il destino della malandata azienda napoletana della mobilità, quella che gestisce i rari, introvabili, autobus cittadini e quella metro Linea Uno, così bella, così in ritardo. De Luca accusa De Magistris di voler uscire dall’azienda. De Magistris accusa De Luca di voler privatizzare il trasporto escludendo il Comune di Napoli. Ma questa è solo l’ultima scaramuccia. Prendete un tema a caso e troverete il governatore che dice una cosa e il sindaco che dice il contrario, e viceversa. Come nella più collaudata tradizione dei litigi tra vicini, non si sa mai chi ha cominciato. È stato lui. No, è stato lui. Guardate le carte, ho ragione io. Leggete i verbali, è tutta colpa sua. Un copione ormai recitato a memoria, che si avrebbe voglia di osservare sorridendo (visto che ai due non manca la verve) ma che si ascolta con non poca preoccupazione. 

Pretesti 

Ormai sembra che il presidente della Regione Campania e il sindaco di Napoli non cerchino che pretesti. Non esiste, al momento, un solo tema su cui siano d’accordo. Non c’è un solo dossier su cui lavorino insieme. Non si vede un solo progetto in cui i maggiori vertici istituzionali di Napoli e Campania remino nella stessa direzione. Il tutto mentre cittadini, associazioni, comitati, parti sociali assistono un po’ divertiti e molto preoccupati a una deriva che pare inarrestabile, e che sta già scaricando sul territorio qualche problema aggiuntivo a quelli che già ci sono. Ne è un caso di scuola proprio l’Anm e il suo destino da privatizzare oppure no. “La Regione - accusa de Magistris - lo ha previsto con una legge del 2014, legge che noi abbiamo impugnato perché vogliamo in house l'azienda e la Regione si è costituita contro questa nostra posizione. Quindi se c'è qualcuno che vuole esternalizzare e andare verso la privatizzazione è la Regione Campania, che non ha ancora avviato le gare. La Regione sta giocando al fallimento di Anm".  

Il trasporto 

«L’ultima notizia che mi hanno comunicato – ha replicato serafico De Luca - è che il Comune di Napoli, alla fine di quest’anno, chiuderà la Anm, l’azienda di mobilità cittadina. Per la quale la Regione versa ogni anno 58,5 milioni di euro. L’anno scorso il Comune di Napoli non ha dato neanche un euro all’azienda di trasporto di sua proprietà. E se non fosse stato per noi, l’Anm avrebbe chiuso già un anno fa». De Luca aggiunge poi che Napoli riceve trasferimenti di risorse pro capite superiori a Roma, Palermo e Milano. “Non solo i cittadini di Napoli avrebbero diritto a non pagare le tasse più alte d’Italia, perché per i disastri finanziari le aliquote sono state portate al massimo — rincara —. Ma avrebbero il diritto di godere di servizi di qualità superiore, a livello di Parigi e di Stoccolma. Qui invece siamo al punto che ci chiudono pure l’azienda di trasporto del Comune di Napoli».  

I soldi 

E di nuovo arriva la replica del sindaco. "Sento De Luca – dice de Magistris - pontificare come fosse un filantropo, ma gli ricordo che quelli che mette sul trasporto sono fondi europei. La sua è una ricostruzione da campagna elettorale che rispediamo al mittente". Il governatore non si fa pregare e ribatte: "Ho la sensazione che quest'idea che la Regione paga tutto, sempre e per tutti, sia profondamente sbagliata. Anche la Regione fa i conti con il bilancio e i tempi sono difficili per tutti. Capisco tutti i problemi finanziari, il dissesto, il predissesto e i debiti. Però gli stipendi vanno pagati. La Regione deve pagare da sola gli stipendi dei dipendenti di San Carlo e Anm, varare i cantieri per il trasporto e mettere a disposizione tutti i fondi per le Universiadi. Noi lo facciamo con entusiasmo ma c’è un limite oltre il quale si rischia di mandare in crisi le istituzioni".  

Nuovi fronti polemici 

In un colpo solo, il governatore apre altri due fronti caldi. Non c’è solo Anm e il trasporto, infatti. Ci sono i teatri e le politiche culturali, gli eventi. " La Regione – rilancia De Luca - non può reggere da sola tutto quello che si muove in città. Quella sui fondi europei, poi, è una stupidaggine tripla. I fondi europei non hanno vincoli di destinazione e quando arrivano devi decidere dove e come usarli. La metà del contributo regionale per il San Carlo proviene da fondi di bilancio della Regione". Ma arriva subito il rimpiattino. “I soldi per il teatro San Carlo? – ha detto de Magistris a Repubblica - Non sono di Vincenzo De Luca. C’è un nostro sforzo, così come c’è quello della Città metropolitana. Prima la Provincia di Napoli era uscita dal teatro ed ora è rientrata grazie a me. Non c’è paragone tra quello che finanzia la Regione e quello che finanzia il Comune di Napoli. Il paragone è scorretto: è come se si paragonasse ciò che mette una banca e ciò che mette una merceria. Anche un bambino di sei mesi riuscirebbe a capire quanto sia falsa questa ricostruzione. Che è ancora più falsa se si considera che non sono soldi di De Luca”. 

Male a Napoli 

Napoli e la Campania vanno avanti così da molti mesi. Non è difficile capire quanto questa sfida permanente, questo conflitto costante faccia male alla città. Ma è inutile perfino parlarne ai duellanti, che ormai sono in piena trance agonistica. Guai a richiamarli, uno per uno, a un maggiore senso di responsabilità. "Ci troviamo di fronte ad appelli noiosi – ha detto De Luca, a chi lo invitava a non duellare -, insopportabili, banali e inutili. La palude di Napoli non è determinata dalle liti ma dall'opportunismo. A Napoli ci sono settori che hanno un vizio generico di opportunismo e non fanno mai nomi e cognomi. La mia opinione è fare un'operazione verità, dire le cose come stanno e poi avere un attimo dopo il coraggio di dire chi ha le responsabilità. Ma non tutti hanno la vocazione a studiare i problemi e informarsi prima di aprire la bocca". A ulteriore sollecitazione al dialogo, De Luca sfiora il paradosso e alza la voce: "Ma chi litiga? Io non litigo con nessuno". Per le rime la risposta di de Magistris, che non vale la fatica di riportare. Basta prendere quella di De Luca e incollarla integralmente: “non sono io che litigo, basta leggere le carte”. 

La sfida in vista 

Carta su carta, intanto, si vola verso i prossimi appuntamenti elettorali: nel 2020 si vota per la Regione, nel 2021 per il Comune di Napoli. Facile immaginare che lo scontro si trasferirà nelle campagne elettorali. "Non mi vorrei candidare alle Regionali – ha detto De Magistris -, vorrei fare il Sindaco di Napoli fino al 2021. Ma persone come Vincenzo De Luca sono i miei migliori sostenitori, stanno portando la Regione Campania in una fase di non ritorno e se questo è lo scenario la mia candidatura è quasi necessaria".  Indovinate come ha risposto De Luca? "Lo aspettiamo a braccia aperte – ha detto il governatore -. Ricordo che voleva candidarsi alla presidenza del consiglio, ad europarlamentare e non so a che. Io sono come Mourinho: non faccio pubblicità gratuita a nessuno".  Insomma, c’è poco da fare. Cane e gatto, si dice a Napoli. Il grande paradosso è che sono entrambi di sinistra e stanno costruendo, nella perfetta tradizione di questo schieramento, la premessa perché si realizzi il proverbio per cui tra i due litiganti, a godere sarà qualcun altro. Di certo, ora, non gode né Napoli né la Campania.

Antonio Mennadi Antonio Menna   
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