Certificazione vaccinale, Lamorgese contro i "no pass": non c'è nessuna dittatura sanitaria

La ministra dell'Interno risponde sulle proteste di piazza. In programma nuove manifestazioni organizzate dal movimento #IoApro

Certificazione vaccinale, Lamorgese contro i 'no pass': non c'è nessuna dittatura sanitaria
La ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese (Ansa)
TiscaliNews

"Guardiamo con attenzione alle manifestazioni dei no-vax, che ricordo non erano autorizzate, anche perché sono stati usati simboli ormai passati; penso alla stella di David". Così la ministra dell'Interno Luciano Lamorgese ha risposto ai cronisti nel corso della conferenza stampa tenuta a Caserta dopo il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. 

"Nessuna dittatura sanitaria - ha sottolineato - vaccinarsi è fondamentale per superare questa pandemia: tutti i provvedimenti del Governo sono stati presi per tutelare la salute pubblica, e perché la vera libertà è poter andare dove si vuole senza danneggiare gli altri". 

In programma nuove proteste

Sabato, in migliaia, in tutta in Italia, erano scesi in piazza per dire "no" al Green pass. Domani tornano le manifestazioni di protesta per contestare l'obbligatorietà dell'utilizzo del lasciapassare verde che scatterà, così come deciso dal Governo, dal prossimo 6 agosto per una serie di attività. Il movimento #IoApro, nato durante la pandemia per chiedere lo stop alle misure restrittive anti-Covid e formato da esercenti e operatori del settore della ristorazione, annuncia una iniziativa per le 15, a piazza del Popolo a Roma. Gli organizzatori assicurano che saranno "almeno 50 mila". "Inserire il green pass, oltre che una limitazione inaccettabile dell'individuo, andrebbe a creare a tutte le categorie coinvolte un danno economico incredibile", afferma Umberto Carriera, segretario nazionale di IoApro.

Ma il calendario delle proteste non si esaurisce domani: mercoledì, in 11 città, tra cui Roma e Milano, sarà la volta della fiaccolata, organizzata "contro l'obbligo del green pass" dal "Comitato libera scelta". "L'introduzione del Pass obbligatorio per lavorare, spostarsi, fare la spesa, per vivere, è semplicemente inaccettabile e indegno di un Paese libero", scrivono sul loro profilo Facebook.