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[Il retroscena] "Andate a Messa e pure ai funerali. E parlate piano. Ecco il nuovo kit del candidato berlusconiano"

Una volta spiegava come organizzare un ufficio stampa e perché prendere individuare un "responsabile dell'agenda", oggi il Manuale di Forza Italia per i candidati al Parlamento da consigli pratici su come comunicare e cercare voti, suggerisce di usare molto e bene i social network. "Io leggo tutti i commenti", ammette Berlusconi

[Il retroscena] 'Andate a Messa e pure ai funerali. E parlate piano. Ecco il nuovo kit del...

Non c’è più il consiglio “classico”, quello che ha fatto entrare il “Kit del candidato” che Silvio Berlusconi fece distribuire a quelli che sarebbero diventati i suoi parlamentari nel 1994 nella storia. Recitava così: “E’ sempre bene portare una mentina in tasca”, Lo scopo era evidente: scongiurare il rischio che l’alitosi potesse allontanare potenziali elettori azzurri. Ventitre anni dopo sono cambiati i contenuti e l’identità di coloro che lo realizzano, eppure il “Manuale del buon candidato” esiste ancora. Di più: esiste in due versioni, una Novecentesca che riguarda le buone maniere e una, che potremmo definire da Millenials, tutta digitale, che poi è una lezione vera a propria su come è bene usare i social network. 

Le regole da seguire

Sin dalla prima discesa in campo il leader di Forza Italia si è premurato - anche quando la sua creatura si chiamava Popolo della libertà - ad ogni appuntamento elettorale di dispensare consigli ai suoi candidati che, in fondo, si presentavano agli elettori in sua rappresentanza, erano il suo “volto” in mezzo alla gente. L’edizione 2018 del Manuale in versione classica è stata scritta dal Dipartimento Formazione di Forza Italia, guidato dall’ex sindaco di Pavia e prossimo deputato Alessandro Cattaneo. Essendo l’estensore un tipo decisamente educato, contiene una serie di dritte che riguardano innanzitutto  le buone maniere. Il candidato forzista che volesse essere rispettoso delle indicazioni del partito dovrebbe “esprimersi parlando per concetti semplici” perché, come insegnò una volta l’ex premier ai suoi, l’uomo medio italiano all’ascolto è molto poco scolarizzato e, quindi, potrebbe infastidirsi sentendo parole e termini che non conosce. Dunque è bene  “cercare di parlare in modo semplice e diretto”, evitando “termini obsoleti”. 

Anche il portamento è importante

Ai candidati alla Camera come al Senato viene chiesto di prestare attenzione alla “gestualità”, alla “postura”, all’“intonazione della voce” e insomma, complessivamente, all’immagine. Non c’è più l’obbligo della cravatta come quindici anni fa, nessuno ha la forza - che pure ebbe il Cavaliere in qualche caso - di imporre ai suoi front runner di tagliarsi la barba, ma viene comunque suggerita una certa “attenzione al look”. 

Venti pagine di "consigli" da seguire alla lettera

Il Manuale è lungo una ventina di pagine, sarà distribuito per via digitale nei prossimi giorni, conterrà  tutte le informazioni burocratiche su come fare per esempio a nominare il mandatario elettorale responsabile delle spese e della raccolta fondi di ciascun aspirante parlamentare, ma dà anche suggerimenti pratici come quello di “rispondere sempre al telefono”, di “essere sempre disponibile”, e, soprattutto, di non considerare “mai un elettore del Pd o grillino un elettore perso”. Berlusconi, insomma, chiede ai suoi tenacia. E rivela pure qualche trucchetto per arrivare dove nessun altro (magari) osa: “E’ utile partecipare a tutte le cerimonie  sacramentali” o “eventi importanti per le persone religiose”, siano “battesimi, matrimoni, e, perchè no, anche funerali”. Ancora nel duemiladiciotto, insomma, frequentare la parrocchia può essere un plus, secondo il leader forzista. Il perfetto candidato, sempre secondo i dettami del Manuale, dovrebbe “essere sempre e comunque presente nel proprio territorio elettorale”, presenziare a “cerimonie, riunioni, eventi dei circoli sportivi di club e sagre”.   

Elettori vengono prima di qualsiasi cosa

La filosofia del testo sembra riassunta dal seguente motto che vi è contenuto: “Ricordarsi che gli elettori vengono prima di qualsiasi cosa”.  Le versioni precedenti dei kit erano più “tecniche”, forse addirittura avanguardistiche. Nel 2003, per esempio, il tycoon spiegava come si organizza un ufficio stampa e  perché è bene avere un responsabile dell’agenda: “Ricordalo: il tempo è uguale per tutti, ma chi lo usa meglio avrà un vantaggio impareggiabile”. Quindici anni fa il Cavaliere già suggeriva ai candidati al Parlamento di trovarsi un  “Responsabile marketing”, che, vi si leggeva, “recepisce le indicazioni di carattere nazionale sia sul piano dei contenuti che su quello della confezione integrandole con il messaggio a carattere prevalentemente locale”, un soggetto che lo aiuti a ricordare che “mai deve trasparire distonia tra ciò che il candidato dice e ciò che appare”.

Grande attenzione al peso dei social network

Nell’anno domini 2018, per l’ultimo (?) giro dell’ex premier in campo (o quasi) il marketing che conta è quello sui social network. Il nuovo Manuale suggerisce infatti di “fare sempre promozione delle proprie iniziative sui social”. Su questo tema non si scherza più. “Per i me i social sono uno strumento importante, permettono di dialogare direttamente con le persone”, ha ammesso ieri sera lo stesso ex premier, parlando a Radio101. Da alcuni mesi l’uomo che ha inventato la tv commerciale, a 81 anni, si è messo a “frequentare” Instagram, Twitter e pure Facebook. “Uno statista è tale anche per la capacità di ascoltare. Quando pubblico qualcosa io leggo tutti i commenti, alcuni dei quali mi sono stati utili”, ha aggiunto. Chi lo avrebbe mai detto? Forse è questa la ragione per cui Antonio Palmieri, deputato e stratega internet di Forza Italia e del suo leader sin dall’inizio della sua avventura politica, ha organizzato un doppio corso per insegnare l’uso corretto dei nuovi mezzi di comunicazione rivolto ai futuri deputati e senatori. Si terrà la prossima settimana e lo vedrà impegnato accanto ad alcuni esperti. Si parlerà dei tre social più usati dai politici e anche di un’altro, che, invece, in Italia è decisamente poco considerato: Youtube.  Riusciranno i forzisti a superare in qualità i video girati dai candidati alle Parlamentarie del Movimento 5 stelle e caricati sulla piattaforma di condivisione dei video? Non resta che attendere qualche giorno per scoprirlo. L’importante è che parlino facile...

Paolo Emilio Russodi Paolo Emilio Russo, giornalista parlamentare   
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