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[L’intervista] "Campagna elettorale sotto attacco da parte di siti fasulli che veicolano notizie false e utili ad una parte politica"

Il responsabile comunicazione del Pd ha in mano due diversi report che individuano i nomi di chi gestisce siti non ufficiali grillini e leghisti. Si tratta delle stesse persone. "Non chiediamo certo una legge contro il web ma i grandi gestori digitali devono intervenire. E i cittadini devono sapere. Spesso si abusa della buona fede"

Matteo Richetti
Matteo Richetti

"La campagna elettorale in Italia è sotto attacco. Così come lo sono state, ed è già dimostrato dalle inchieste giudiziarie, la campagna elettorale americana e quella britannica sulla Brexit". Matteo Richetti, responsabile comunicazione del Pd, ha  ricevuto qualche giorno fa informative  riservate su quello che si sta muovendo ed organizzando sul web. Decine e decine di siti falsi che veicolano informazioni fasulle che riescono a condizionare l'informazione e il flusso delle notizie sulla rete. Il tema, o meglio l'emergenza, delle fakenews ha aperto e chiuso la tre giorni della Leopolda.

Cosa dice il report?
"Abbiamo più report e il loro  contenuto è inquietante: nelle ultime sei/sette settimane sono stati identificati almeno 57 siti troll, fasulli, che riescono ad orientare il comportamento politico. Facebook ha dovuto cancellare 7 milioni di like in pochi giorni perché riferiti a notizie palesemente false. Ad esempio la foto dei funerali di Riina a cui avrebbero partecipato membri del governo. Possiamo dire che già oggi, mentre stiamo parlando, questi siti sono certamente aumentati".

Di quali numeri stiamo parlando?
"Se i siti erano 57 sei settimane fa, oggi possono essere più di cento. La capacità di riprodursi sul web è esponenziale".

In che senso questo siti possono condizionare la campagna elettorale?
"Come con Trump, e il Russiagate ne è la prova, e la Brexit, alcuni siti divulgano un'informazione che induce nelle persone convinzioni sbagliate legate a precise convenienze di una parte politica. Mi riferisco ad esempio a siti che mettono on line video dove si vede un medico che visita uno straniero appena arrivato, rileva rischi di malattie infettive ma firma ugualmente certificati medici negativi, che non rilevano malattie. Oppure altri video fake, video amatoriali che alimentano la paura dello straniero, l'invasione degli immigrati, la disinformazione sui vaccini. Quello delle suore che ospitano profughi in convento per secondi fini; l'altro che su Facebook ha avuto tre milioni di visualizzazioni in cui Putin attacca Renzi per la Nazionale e dice che è arrivato il momento di cambiare governo... Si tratta, evidentemente, di informazioni che alimentano i temi di una parte politica a discapito delle forze di governo additate come incapaci di gestire o addirittura colpevoli di omettere e nascondere emergenze sociali".

La paura, come ha detto anche dal palco della Leopolda il ministro Minniti, esiste e non va ignorata o negata. La gestione dell'immigrazione è un tema sociale. 
"Siamo d'accordo. Ma un conto è affrontare i problemi con gli strumenti e l'informazione corretta. In modo razionale e con i piedi per terra. Altro è farlo quando decine, centinaia di siti veicolano e moltiplicano in maniera esponenziale notizie in parte vere ma trattate in modo totalmente falso. Altre volte notizie palesemente false". 

Voi dite che questi siti, pagine Facebook e profili Twitter e altre piattaforme digitali sono riconducibili a 5 Stelle e Lega nord. Come potete affermare questo?
"Sono state fatte alcune indagini ed è emerso che l'IDGoogle è lo stesso per alcuni siti che fanno capo alla galassia web di Lega e 5 Stelle".

Spieghiamo, cos'è ID Google? 
"E' il codice, il numero che Google attribuisce a chi gestisce determinati siti che raccolgono pubblicità. Il proprietario dell'ID è quindi colui che incassa anche i soldi della pubblicità veicolata su quegli stessi siti. Sappiamo tutti che molti siti oggi sono macchine da soldi grazie alla pubblicità". 

E però ci deve ancora spiegare come arrivate a 5 Stelle e Lega?
"Siamo riusciti a tracciare l'ID ed è poi risalito all'intestatario di quel codice che ha contatti con Lega e 5 Stelle visto che allo stesso codice fanno capo siti ufficiali come "Noi con Salvini" ma anche unofficial come info5stelle e video5stelle. Non poteva mancare il sito pro Putin che si chiama Iostoconputin".

Luca Morisi,  spin doctor della Lega lato social, ha già spiegato che si tratta di un errore: chi li ha aiutati a mettere su pagina e sito è un simpatizzante 5 Stelle che ha attivato o usato lo stesso  ID Google  utilizzato per pagine 5 Stelle. 
"Come ho detto abbiamo un report di cui non possiamo ancora rivelare il contenuto perché stiamo valutando il dà farsi. Ripeto: quei codici sono necessari per monetizzare la pubblicità on line".
 
Vabbé, per errore o per scelta, non potete mica chiudere il web...
"Certo che no, il web è vita e tutti noi ne siamo i primi utilizzatori. Però, siccome abbiamo colpevolmente banalizzato l'informazione on line ai tempi della campagna referendaria, non vogliamo fare lo stesso errore. Quindi, nessuno dice di chiudere il web ma di mettere regole certe".

Ad esempio?
"Se un editore pubbliche notizie false e insulti, nè deve rispondere in sede penale e civile. Ugualmente noi chiediamo questi ai grandi gestori delle piattaforme digitali, a Google e a Facebook. Non chiediamo certo di fare verifiche preventive, siamo, come dire, realisti. Però rimuovere subito quello che è falso e diffamatorio". 

La Germania ha approvato di recente una legge che multa fino a 5 milioni di euro il gestore che non rimuove subito la notizia falsa. 
"E noi non faremo certo una legge del genere alla vigilia della campagna elettorale. Però chiediamo ai gestori una sensibilità particolare su questo che rischia di diventare un attacco alla democrazia. Il web è uno strumento fantastico ma può diventare un'arma pericolosa".

Cos'altro chiedete?
"L'obbligo di una identità digitale certa. Da quando sono responsabile della comunicazione incontro persone che mi vendono pacchetti di 5mila profili di cittadini italiani in carne de ossa. Tutto questo questo crea una viralità digitale falsa, falsifica le informazioni e il mercato del web. È come se fosse una droga. Allora, se la pubblica amministrazione è riuscito a farlo, non capisco perché non lo possano fare i grandi gestori".

E' anche un tema di sicurezza nazionale visto che Isis recluta soprattutto via web. Senta Richetti, Di Maio chiede a Osce di monitorare il voto in Italia. Salvini dice che è tutto vero ma le fake news sono diffuse dai giornali e dai tg. 
"Come ha appena detto Renzi chiudendo la Leopolda, Di Maio può chiamare chi vuole ma forse dovrebbe prima di tutto chiamare la Casaleggio visto che i 5 Stelle sono pieni di pagine unofficial che veicolano i contenuti peggiori, sessismo e razzismo contro chiunque non la pensi come loro e che servono ad incassare politicamente. Lo stesso dicasi per la Lega. Allora facciamo un patto: ciascuno chiuda i propri troll, pagine e profili farlocchi; ciascuno s'impegna a non veicolare contenuti se non da account e con Id tracciabili. A fermare i soggetti che guadagno rendendo virali certi messaggi".

Un patto tra gentiluomini in nome della trasparenza anziché una legge sarebbe un segno di grande civiltà. Senta Richetti: perché la Russia dovrebbe avere interesse a promuovere questi messaggi?
"Sono stato a Bruxelles, ho incontrato capigruppo e ambasciatori. C'è molta preoccupazione per il  voto in Italia. Non c'è dubbio che consegnarla a forze populiste legate alla Russia di Putin si apre un varco decisivo in Europa e anche in Asia in favore delle forze conservatrici e nazionaliste con il loro corredo di razzismo e chiusura".

Claudia Fusanidi Claudia Fusani inviata a Firenze   
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