[L'intervista] Il nuotatore che perde le Olimpiadi per un infortunio e diventa un imprenditore milionario

Tiscali News ha intervistato Mik Cosentino, ex atleta della nazionale italiana, che in pochi anni è riuscito a diventare un affermato business man del web

[L'intervista] Il nuotatore che perde le Olimpiadi per un infortunio e diventa un imprenditore milionario
Mik Cosentino
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Il 32enne Mik Cosentino è la dimostrazione che la vita può prendere direzioni inattese e sorprendenti. Nuotatore professionista della nazionale italiana ha dovuto mettere nel cassetto il suo sogno di disputare i Giochi Olimpici. Proprio questa grande delusione è stata però la molla che lo ha spinto a cambiare vita e a diventare un imprenditore di successo del web, fondatore di una azienda, InfomarketingX, che oggi fattura più di 3 milioni di euro l’anno e autore del libro, La bibbia dell’infobusiness, pubblicato da Mondadori. Tiscali News lo ha sentito per conoscere meglio la sua storia.

Mik quando e come nasce la tua passione per mondo di internet e della comunicazione digitale?
"Nasce nel 2015 nel corso del mio ultimo anno da nuotatore professionista, dall’esigenza di guadagnare soldi per poter sostenere le spese di tutti i giorni. Dopo aver provato diverse strade ho lanciato il mio primo prodotto online a gennaio del 2015. Un video corso sul network marketing. E’ stato un successo. In una settimana ho guadagnato quanto mi dava il nuoto in un anno. Non mi sono più fermato ed è diventata una attività a tempo pieno. A luglio del 2016 ho guadagnato il mio primo milione di euro”.

Non nascondi il fatto che guadagni molti soldi. Perché?
"Per far capire alle persone, anche inconsciamente, che le strategie di marketing che propongo sono efficaci. E’ dunque uno strumento di comunicazione. Nel tempo però il mio modo di presentarmi al mercato si è evoluto. E’ diventato più adulto. Oggi preferisco raccontare il successo dei miei clienti. Dare spazio alle loro testimonianze”.

In cosa consiste la tua attività?
"Nell’aiutare chi ha già un business avviato e vuole avere più clienti oppure chi ha una idea o un progetto ancora non sviluppato e lo vuole lanciare sul mercato. Spesso si tratta di lavorare sui modelli organizzativi per ingegnerizzare e automatizzare i processi di acquisizione clienti sfruttando le opportunità offerte dal web”.

Quindi, se ho capito bene, attività consulenziali e di formazione.
"Sì, assolutamente. Un insieme di attività come corsi online, lezioni in aula, eventi dal vivo, consulenze individuali, libri, che in generale io chiamo infoprodotti”.

In rete è pieno di consulenti, formatori ed esperti di marketing che propongono formule miracolose per avere successo. Da cosa si riconoscono quelli seri dai fake?
"Dal numero di persone che parlano bene di loro in termini di risultati ottenuti. Questa è una delle chiavi più importanti per avere successo in questo business”.

Della tua storia personale colpisce il fatto che da nuotatore professionista in pochissimo tempo ti sei trasformato in un imprenditore affermato del web. Cosa ha determinato maggiormente questo cambiamento?
“Il fattore più importante è stato sicuramente il trovarmi in un periodo di difficoltà economica misto alla delusione di non aver raggiunto i risultati sperati nel nuoto. Questo mi ha dato una forte carica per prendermi una rivincita. Gli altri elementi determinanti sono stati crederci e distruggere i limiti mentali che avevo. In particolare l’idea che l’unico modo di guadagnare fosse scambiare il proprio tempo per denaro, ovvero fare una certa attività lavorativa per un certo numero di ore in cambio di un certo ammontare di euro”.

Sul web siamo costantemente bombardati da informazioni e comunicazioni. Non c’è il rischio che nelle persone ad un certo punto possa scattare un meccanismo di repulsione?
"Credo di no. Le persone ormai provano piacere nell’essere bombardate da informazioni e nello stare attaccate ai loro smartphone. E’ vero che tanti vorrebbero cambiare abitudini ma la verità è che la connessione alla rete è ormai un tic, una droga. E’ un fenomeno negativo ma volenti o nolenti questa è la realtà. Oggi è semplicemente impossibile vivere senza connessione digitale. Fa parte della nostra cultura e della nostra routine, anche se sappiamo che è una cosa sbagliata. O vivi ritirato su una montagna oppure inevitabilmente ti ritrovi incollato per ore al display del tuo computer o del tuo telefonino”.

L’innovazione tecnologica è sempre più dirompente. A tuo avviso quali saranno le novità più importanti della comunicazione digitale nei prossimi anni?
"Il cambiamento riguarderà soprattutto la velocità di scambio e consumo dell’informazione, anche perché le reti di connessione, soprattutto in Italia, sono ancora lente. Ma non credo ci saranno nuovi salti epocali, paragonabili all’avvento di internet o al passaggio dai vecchi cellulari agli smartphone”.