Ecco la nuova sinistra italiana. Fratoianni: “Puntiamo su patrimoniale e riduzione dell’orario di lavoro”

Sulla possibile fusione con gli scissionisti del Pd: "Prima il confronto sul merito e solo dopo quello sulle formule organizzative"

Nicola Fratoianni
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Pochi giorni fa il congresso fondativo di Sinistra Italiana ha eletto segretario Nicola Fratoianni con 503 voti a favore, 32 contrari e 28 astenuti. Tiscali.it lo ha sentito per capire in che modo intende rilanciare un’area politica da anni in forte difficoltà.

In tutti i paesi occidentali la sinistra è ai minimi storici. Perché?

"La ragione è semplice. La sinistra in questi anni è stata corresponsabile di politiche sociali che hanno peggiorato la vita delle persone. La cosiddetta sinistra riformista ha visto il neoliberismo come unico campo di gioco. Questo ha portato ad una separazione dal suo popolo. La sinistra che sta riguadagnando consenso sia in America che in Europa è invece quella che rompe con questa visione. Per questo motivo abbiamo dato vita ad una forza politica che parte dalla necessità di chiudere la stagione della subalternità e rilanciare una nuova stagione di autonomia basata sul merito e sulle proposte concrete".

Quali sono queste proposte concrete?

"Le questioni centrali sono almeno tre. La prima è che di fronte ad una disuguaglianza sociale insopportabile c’è bisogno di rimettere mano alla distribuzione della ricchezza. Ci vuole uno strumento di sostegno al reddito che consenta a chi è rimasto escluso di tornare ad essere cittadino di questo paese. La seconda tematica riguarda il lavoro. Gli effetti della crisi e dell’automazione hanno ridotto le opportunità di occupazione".

Per voi l'innovazione tecnologica è un nemico? 

"No è una opportunità, ma c'è la necessità di redistribuire l'occupazione esistente riportando al centro del dibattito il tema della riduzione dell’orario del lavoro. La terza proposta riguarda la riconversione ecologica dell’economia per creare posti di lavoro buoni e sostenibili. C’è infine una quarta priorità che riguarda una radicale inversione di rotta sulla ricerca e sulla formazione". 

La redistribuzione  del reddito avverrebbe attraverso nuove tasse?

"Sicuramente c’è bisogno di una riforma del sistema fiscale affinché chi ha tanto paghi molto e chi ha poco paghi meno". 

State pensando all’introduzione di una tassa patrimoniale?

"Sì. Ci vuole una patrimoniale. Ho letto che anche Enrico Rossi l'ha proposta e spero che su questo punto non ci siano indecisioni". 

Cosa pensa della scissione in corso nel Partito democratico?

"E’ un fatto positivo e di chiarezza dopo una lunga stagione di pessime politiche che hanno creato tensioni e difficoltà dentro il partito. Voglio dire ai compagni del Pd che siamo pronti a confrontarci e a discutere assieme". 

Siete anche pronti a fondervi con D’Alema, Bersani per creare una unica grande formazione di sinistra?

"Abbiamo appena costituito un nuovo partito perciò facciamo un passo alla volta. Con D'Alema, Bersani e Speranza prima dobbiamo confrontarci sul merito e sulle proposte concrete per il Paese e solo dopo sulle formule organizzative. La priorità non è parlare di possibili nuovi Ulivi 2.0  o 4.0".