Tiscali.it
SEGUICI

L’insolito asse Quirinale-Governo-Pd. Mattarella ringrazia la Nato e chiede alla Ue più Difesa

Il governo: “Rischi per i nostri soldati e per l’economia”. Il Capo dello Stato ha parlato al convegno per i 75 anni dell’Alleanza atlantica. “Ha saputo garantire pace e democrazia”. In serata in ministri Crosetto (Difesa) e Tajani (Esteri) hanno informato il Parlamento. “La necessità di difendersi è urgente e primaria”. I rischio attentati in Italia legato soprattutto ai lupi solitari

Claudia Fusanidi Claudia Fusani   
Foto Ansa
Foto Ansa

Nessuno sconto alla retorica, alla campagna elettorale, ad alcuni indicatori - ad esempio le Borse  e la finanza  che farebbero pensare che il peggio sia già passato. “L’allargarsi del conflitto andrà a pesare fortemente sulla nostra economia e sui beni primari”, c’è il rischio insomma che riparta l’inflazione appena domata. Non facciamoci illusioni: viviamo in un mondo in cui si dovrà lavorare ogni giorno  per la pace visti e considerati i difficili equilibri e i diffusi latenti conflitti ma dovremo farlo armati perchè “la necessità di difenderci è urgente”. I rischi per i nostri soldati aumentano e anche in Italia, pur avendo i migliori investigatori, cresce il rischio attentati per mano di qualche lupo solitario. Detto questo “siamo al lavoro 24 ore su 24 per abbassare la tensione”.

Il Parlamento aveva chiamato. Il governo ha risposto. Ieri sera poco dopo le venti i ministri della Difesa Guido Crosetto e degli Esteri Antonio Tajani hanno informato le Commissioni esteri e difesa di Camera e Senato riunite sul quadro di situazione. Un’analisi a vasto raggio, da quello che è successo nella notte tra sabato e domenica, il fallimento dell’attacco iraniano, cosa cambia nella regione mediorientale e come sale la tensione nonostante Bibi Netanyahu sembri aver ascoltato l’appello di Biden e del G7: stop escalation (Israele ha attaccato il primo aprile il consolato iraniano a Damasco uccidendo il generale Reza Zahedi, l’uomo dell’allargamento iraniano nella regione; sabato notte la replica di Teheran), un attacco a testa siete pari, finitela qua, basta reazioni e prove di forza anche verbali.

Escalation verbale

In quello statement finale del G7 domenica pomeriggio c’era anche la ferma condanna dell’Iran e lo stop alla guerra a Gaza. Purtroppo nella serata di lunedì l’escalation verbale è continuata. Netanyahu ha detto che “Teheran dovrà aspettare nervosamente la nostra risposta”. Teheran ha detto che “per noi è finita qua, ma il premier israeliano rilancia lo scontro e allora la nostra reazione sarà durissima”. Cosa questo possa significare in termini di “cosa-dove e quando”, nessuno lo può dire perchè forse neppure loro lo sanno. Di sicuro la situazione è assai complicata. Crosetto ha illustrato due scenari. Il primo è catastrofico: “Israele potrebbe colpire direttamente l'Iran, per riaffermare la propria credibilità e deterrenza. Ipotesi che giudico possibile, anche se ancora tutta da comprendere e interpretare”. Il secondo si basa sul buon senso e su una realistica analisi del quadro di situazione. “Israele - ha continuato il ministro della Difesa - può considerare, con solide motivazioni, quanto accaduto un successo strategico, godere del vantaggio, anche psicologico, acquisito, e tornare alla logica del confronto a bassa intensità, basato su scambi di fuoco circoscritti, per lo più con le milizie filo-iraniane in Siria e Libano (occasionalmente anche in Iraq), superando, per ora, l’accaduto, anche per non esacerbare la tensione con la comunità internazionale”.

Un “successo strategico”

Dopo il primo aprile Israele stava scontando il peggior isolamento geopolitico dalla sua nascita. L’attacco massiccio della scorsa notte ha riportato il paese nell’alleanza atlantica, l’appoggio di Washington, le portaerei Usa già ponte nel Mediterraneo, i caccia francesi e inglesi in cielo per aiutare Iron dome, la difesa aerea di Tel Aviv. In poche ore, e con danni molto limitati, Tel Aviv ha recuperato molto del terreno perso in questi mesi di conflitto a Gaza. Valutare tutto questo e non sprecarne i vantaggi sono gli argomenti che la diplomazia della Nato sta usando per tenere buoni i due fronti. Ciò detto, ha ricordato il ministro, Israele combatte per sopravvivere, mentre l’Iran combatte “per far scomparire Israele dalla faccia della terra”. Lo stesso vale per Hamas e Hezbollah. Mentre la diplomazia è al lavoro - il ministro Tajani ha spiegato la tipologia di incontri che sta portando avanti la Farnesina con tutte le rappresentanze diplomatiche dell'area coinvolta, Crosetto ha fatto un lungo ragionamento anche sulla necessità di avere più difesa e maggiormente integrata.

Più difesa e integrata

L’attacco iraniano ad Israele con droni e missili “è costato circa un miliardo a Tel Aviv” e quello che preme spiegare è che quell’attacco “non è stato affatto simbolico. Israele è dotato di un eccezionale ed efficace sistema di difesa integrato. In ogni altro paese gli effetti sarebbero stati devastanti”. Tutto questo insegna “ l’importanza di possedere un sistema di difesa aerea e missilistica integrato ed efficace, adeguato in termini quantitativi e qualitativi, quale strumento di deterrenza e sicurezza per la Nazione. Inoltre - secondo insegnamento - nessuno è in grado di difendersi da solo da simili attacchi, neppure una nazione costantemente in allerta e con un apparato militare tecnologicamente avanzatissimo e molto sviluppato come Israele”. Da qui la necessità per le Difese dei singoli paesi europei di “operare sempre più in modo integrato e interoperabile, come fossero una sola, per assicurare la difesa dell'Europa e una deterrenza credibile di fronte a qualsivoglia minaccia esterna”.

Parole che sembrano la continuazione di quelle pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato ha parlato ieri pomeriggio in occasione della Conferenza per i 75 anni della Nato organizzato dall’ambasciatore Riccardo Sessa, presidente Sioi (Società italiana per l’organizzazione internazionale) e dalla Public Diplomacy Division dell’Alleanza atlantica.

Governo e Quirinale allineati

Nei locali della caserma dei carabinieri Palidoro a Roma, tra ieri e oggi, sono sfilati oltre il presidente Mattarella e le autorità italiane, i 32 rappresentanti dei Paesi membri dell’Alleanza.

Mattarella è stato il primo a parlare dal vivo (palazzo Chigi aveva ha fatto solo comunicati e la premier ieri era a Verona alla Fiera del vino) dopo un fine settimana con l’acqua alla gola, dove i fusi orari confondevano il giorno e la notte mentre i cinque strike di invi massicci tra missili e droni partiti da Teheran illuminavano, senza colpirla, la notte di Israele. E il Paese, l’Italia, aveva bisogno di sentire, come ha detto l’ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini e ora presidente del Copasir, “le parole chiare, sagge e illuminanti del Capo dello Stato sul ruolo della Nato per la nostra sicurezza passata, presente e futura”. C’era bisogno di mettere in fila le cose, dare loro un ordine. Mattarella, come sempre lo ha fatto con pacatezza, misura ed efficacia per dare luce all’Italia che guarda sbigottita e incerta lo scenario medio orientale sapendo che anche quello a est, verso Kiev e Mosca, è un fronte incerto. “L’Alleanza atlantica - ha detto il Capo dello Stato-  ha contribuito all’identità politica dell’Italia repubblicana. La scelta di De Gasperi e Sforza (allora ministro degli Esteri, ndr) ha contribuito alla pace e alla libertà. L’Italia è riconoscente”. Con buona pace degli anti-Nato rossi e neri e di chi, anche nel nostro Paese. strizza l’occhio agli estremismi, compreso Hamas.

Nel suo discorso Mattarella è riuscito a fare chiarezza su qualche balbettamento da parte delle forze di maggioranza e opposizione tanto sulla Nato che sui due conflitti. E ha provato a restituire il ruolo necessario ad un’Europa spesso  spettatrice e non protagonista in questi scenari di crisi: “La  funzione deterrente dell’Alleanza Atlantica è stato elemento di garanzia della pace in Europa”.

“Il fianco nordest presidiato come quello sud”

 Il governo Meloni si è sempre mosso con coerenza rispetto ai due tradizionali pilastri della nostra politica estera, l’atlantismo e il multilateralismo.  Anche in questa crisi, pur scontando il tradizionale protagonismo di Usa, Francia e Gb (sabato notte, mentre Meloni riuniva la nostra intelligence e i ministri della Difesa, degli Esteri e dell’Interno, Biden muoveva le portaerei nel Mediterraneo e Francia Uk facevano alzare i caccia per proteggere Israele), la premier domenica pomeriggio ha presieduto la riunione del G7 che ha prodotto l’invito netto a fermare ogni forma di escalation. Biden ha fatto qualcosa di più, probabilmente, in una lunga telefonata con Bibi Nethanyau.

Il Capo dello Stato ha anche avvisato: “Non ci può essere separazione tra sicurezza del fianco nord e sicurezza del fianco sud dell’Alleanza”. Entrambi i fronti vanno presidiati. E l’Europa deve fare di più visto che “oggi   i paesi Nato son costretti a ribadire con forza la inaccettabilità di politiche del fatto compiuto”, come quella che ha cercato di fare Mosca su Kiev. Di fronte ad uno scenario molto complesso, che vede lo stallo in Ucraina, la perdurante guerra di Gaza, i suoi riflessi nel Mar Rosso e in tutto il Medio Oriente -con i rischi di allargamento-, l’azione missilistica dell’Iran, la crisi nel Sahel,  prede forma “un ampio arco di instabilità che nel Mediterraneo trova il suo drammatico punto di convergenza” e chiamano “l’Italia ad assolvere a un ruolo di stabilizzazione e difesa dei principi della convivenza internazionale” e l’Europa ad essere più protagonista e più forte “con una propria difesa comune e autonomia strategica”.

L’allarme lupi solitari

Il Capo dello Stato ha parlato nel pomeriggio. Poco prima il ministro dell’Interno Piantedosi ha riunito il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza nazionale. La diagnosi è sempre la stessa: l’allerta è massima ormai dal 7 ottobre, obiettivi e target sono presidiati. Il pericolo, per l’Italia, sono soprattutto le azioni solitarie o di qualche piccolo gruppo estremista, i lupi solitari. Il luogo dove si organizzano e comunicano è il web ed è lì che la nostra intelligence e i nostri investigatori svolgono un lavoro prezioso.

Ambiguità

In tutto questo, molto chiaro ed essenziale nella sua crudezza, brilla l’ambiguità di alcune forze politiche. Matteo Salvini ieri si è occupato di nucleare. E’entrato in Consiglio dei ministri promettendo di dare il via libera al piano sul nucleare di ultima generazione. “Se siamo veloci nel 2032 possiamo spingere il pulsante delle nuovi centrali”. Il dossier non sarebbe neppure suo ma del collega Gilberto Pichetto Fratin di Forza Italia. Giuseppe Conte, lato suo, si occupa di Ponte sullo stretto: “E’ inutile, non deve partire”. La sua agenda resta comunque concentrata su Bari dove il leader dei 5 Stelle continua a bocciare proposte e soluzioni. Entrambi, Salvini e Conte, continuano a parlare di pace e diplomazia senza spiegare come.  A sinistra si sono agitati per “troppi i militari impegnati sul fronte est della Nato”. Più di tremila. Ricciardi, capogruppo M5s, ieri sera, dopo le relazioni di Crosetto e Tajani , ha corretto i ministri: “Siamo già all’escalation e non possiamo non condannare con forza quello che sta facendo Israele”. Conte ovviamente tace, come sempre su queste questioni. Quando parla è per strizzare l’occhio alle ragioni dello stato palestinese (prescidendendo perà da Hamas) e a quelle di Putin. Anzi, ieri è già partito il contrattacco dei “pacifisti” italiani: “Due guerre così vicine non possiamo sopportarle, Kiev accetti lo stato di fatto e chiuda il conflitto”. La segretaria del Pd Elly Schlein ha telefonato alla premier Meloni promettendo: “Siamo con il governo”. Per fortuna e per una volta si è smarcata da Conte. Vediamo quanto resiste.

Claudia Fusanidi Claudia Fusani   
I più recenti
Meloni, in Ue non sono disposta a maggioranza con la sinistra
Meloni, in Ue non sono disposta a maggioranza con la sinistra
Europee: Roberto Salis, 'Ilaria combatte contro destra fascista'
Europee: Roberto Salis, 'Ilaria combatte contro destra fascista'
Roberto Salis, 'Ilaria libera subito? Il giudice aspetta Nordio'
Roberto Salis, 'Ilaria libera subito? Il giudice aspetta Nordio'
Meloni: no a maggioranze arcobaleno che fanno l'Europa debole
Meloni: no a maggioranze arcobaleno che fanno l'Europa debole
Teleborsa
Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...