Trionfi politici e piazze piene, fra odio e regolamenti di conti: il docufilm che mostra il M5s come mai prima

Arriva nelle sale Tutti a casa - Inside MoVimento 5 Stelle, diretto dalla regista danese Pedersen, unica a riuscire a mostrare senza censura i grillini

Paola Taverna, Virginia Raggi, Beppe Grillo, Vito Crimi
Paola Taverna, Virginia Raggi, Beppe Grillo, Vito Crimi
di Cr.S.   -   Facebook: su Fb   Twitter: @Crikkosan

Una regista danese dentro il MoVimento 5 Stelle. Per mostrare cosa avviene all'interno del più grande catalizzatore di scontento e voglia di democrazia diretta, o alternativa, nel nostro Paese. Uno sguardo non italiano, quello di Lise Birk Pedersen, che con capitali norvegesi, finlandesi, danesi e italiani ha girato il primo vero docufilm sul popolo grillino, i suoi leader che si pongono come antileader e i vari gruppi interni. Si intitola Tutti a casa - Inside MoVimento 5 Stelle. Dal 26 aprile al cinema. Cosa accade quando, dagli spettacoli di Beppe Grillo alle teorie futuribili di Gianroberto Casaleggio, 163 persone entrano per direttissima in Parlamento e dai Vaffa Day in piazza si diventa in breve tempo una forza politica che fa tremare il Pd, schiumare di rabbia quel che resta del centrodestra e ottiene il 25% dei voti degli italiani alle più recenti elezioni politiche?

Senza censura

Il lavoro della Pedersen lo mostra nei dettagli. Analizzando il rapporto tra voglia di democrazia, populismo, insofferenza per la vecchia partitocrazia e derive autoritarie che percorrono lo stesso MoVimento. Mai far arrabbiare Beppe "il grigio", come nel film il senatore in quota M5S Vito Crimi chiama Grillo, è la regola venerata da tutti. E Tutti a casa segue, fra le tante, le vicende che videro proprio una guerra interna ai grillini, anno di grazia 2014, quando i senatori Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Lorenzo Battista e Fabrizio Bocchino criticarono il comico e fondatore del MoVimento per le sue consultazioni con l'allora premier Renzi. Il risultato fu la richiesta di espulsione dei quattro, affidata al voto dei militanti. La regista non si ferma di fronte ai regolamenti di conti, alle vendette, ai momenti in cui, fra i trionfi politici successivi allo Tsunami tour di Grillo nel 2013 e la definitiva presa del Comune di Roma con la sindaca Raggi, i grillini sbandano, crollano, si riprendono, dimostrano poca della trasparenza che invocano nelle manifestazioni di piazza. Al loro interno scoppiano scontri feroci.

"Vojo che ve levate dai cojoni"

Tutti a casa - Inside MoVimento 5 Stelle mostra anche il privato degli esponenti grillini. In particolare segue la quotidianità di Paola Taverna, Alberto Airola, Mario Giarrusso, Luis Orellana. Senza risparmiare nulla, nemmeno il crollo domestico di Giarrusso, travolto dallo sconforto e dal dubbio nel 2014 di fronte alle pressioni perché si accettasse il compromesso grillino con i Dem. Filmato mentre si addormenta, rimproverato dal padre che lo accusa di avere scarsi attributi, con addosso la sciarpa del Catania. C'è tanto spazio per le contraddizioni, la subalternità di molti nei confronti del direttorio e soprattutto dello stesso Grillo. Ma c'è anche la voce entusiasta delle piazze, e la presa di posizione di Paola Taverna, che dopo aver confessato che piuttosto che fare politica le sarebbe piaciuto poter lavorare e avere uno stipendio decente, ringhia a difesa del comico: "State qui per grazia ricevuta de Beppe Grillo, e state a sputà nel piatto in cui se magna. Vojo che me fate il favore di levarve dai cojoni". E' la stessa Paola Taverna la cui sorella Annalisa, al culmine della crisi della giunta Raggi, scrisse contro la sindaca: "Hai in mano le sorti della città e del Movimento. Ti sei contornata del non plus ultra della m... Per le tue scelte del c... ci andiamo di mezzo soprattutto noi. Hai rotto er c... Smettila de fa la bambina deficiente... Non rompere i c... altrimenti te appendemo pe le orecchie". Nel documentario c'è l'espulsione di Adele Gambaro, che aveva criticato Grillo per la violenza dei suoi post, e il sospetto di Giarrusso che arriva a procurarsi una pistola. La regista non sapeva niente del M5S, ci si è avvicinata per curiosità e ha ottenuto, unica al mondo (forse perché non giornalista e non italiana?) di mostrare da dentro il motore di una macchina politica che affascina molti preoccupa molti altri.