"L'incontro al Viminale? Convocato su carta intestata, ma c'erano solo leghisti: nessuno ci strumentalizzi"

Landini furioso dopo il tavolo convocato da Salvini. "Quanti governi ci sono? A noi la flat tax non piace, a Di Maio evidentemente sì. Conte apra i tavoli promessi"

'L'incontro al Viminale? Convocato su carta intestata, ma c'erano solo leghisti: nessuno ci strumentalizzi'
di An. L.

All'indomani dell'incontro al Vimininale tra il ministro dell'Interno e le parti sociali, tutti sembrano arrabbiati. Da una parte i sindacati convocati (43 sigle) su "carta intestata ministeriale" che non ci stanno a farsi "strumentalizzare" per le "beghe interne al governo" e il premier Conte non nasconde il fastidio per lo "sgarbo istituzionale" dovuto al fatto che a quel tavolo - che Di Maio ha liquidato come "un incontro di una parte politica" - c'era seduto anche Armando Siri, l'ex sottosegretario dimsesso perché implicato in una caso di corruzione. In mezzo le parti sociali. Che non gradiscono il pasticcio e annotano quanto accaduto. Ma, dice il segretario della Cgil Maurizio Landini, ni in un'intervista alla Stampa, "se convocati dal governo, noi sindacati andiamo per ascoltare, per dire cosa pensiamo e quali sono le nostre proposte".

"Siri? Una provocazione per il resto della maggioranza"

E la convocazione era ufficiale. "E così abbiamo fatto anche oggi: poi naturalmente ci siamo trovati di fronte a un vicepremier che aveva con sé solo rappresentanti di governo del suo partito. Addirittura c'era anche una persona che non fa più parte del governo", ha detto Landini facendo un riferimento a Siri e bollando questa presenza come "impropria, forse una provocazione per il resto della maggioranza".

Landini si sarebbe aspettato altro."Nei giorni scorsi - spiega Landini - avevamo incontrato il premier Conte e il vicepremier Di Maio, che si erano impegnati a convocare una serie di incontri, senza dare poi seguito alla cosa. Non siamo né suggeritori né ascoltatori", sottolinea. 

Poi palesa la sensazione che lo scopo di chi ha convocato il tavolo fosse un altro. E su questo non fa sconti. "Non vogliamo essere strumentalizzati da chicchessia: vogliamo portare a casa risultati per le persone che rappresentiamo". Quindi è chiaro che il primo pensiero va alla flat tax che a molti non piace, perché "toglie ai poveri per dare ai ricchi", come molti sostengono. E non sembra piacere nemmeno ai sindacati. Ma in tutto questo appare paradossale la polemica intavolata da Luigi Di Maio. "È singolare che dica sì alla flat tax proposta da Siri a nome della Lega, e polemizzi con i sindacati perché al tavolo c'era anche Siri. Si metta d'accordo con se stesso - afferma -. A noi la flat tax così non piace; è lui che ha fatto il contratto con la Lega". 

"Il governo è uno o più di uno?"

La domanda a cui il segretario non riesce a dare risposta è se "il governo è uno o ce n'è più di uno". E prosegue: "Ci aspettiamo che dalla Presidenza del Consiglio arrivi la convocazione degli incontri". Quello che è successo al Viminale "ci ha fatto riflettere: proporremo a Cisl e Uil di valutare insieme la situazione, perché nessuno può permettersi di utilizzarci per dibattiti politici poco chiari o beghe interne".