Anche in Europa c'è una nuova destra estrema quella che produce terroristi come quello della strage in Nuova Zelanda

Ma il bagaglio ideale che ha ispirato Brenton Tarrant ha notevoli somiglianze con i discorsi di Matteo Salvini contro la “sostituzione etnica” - Dopo la carneficina in Norvegia Borghezio condannò la violenza feroce ma difese le idee politiche di Breivik

Anders Breivik, feccia nazista
Anders Breivik, feccia nazista

Ci sono anche due italiani nel pantheon degli eroi che hanno ispirato Brenton Tarrant, il 28enne australiano accusato di aver ammazzato 49 fedeli nelle due moschee della città neozelandese di Christchurch.

I numi tutelari

Due personaggi agli antipodi: il doge Sebastiano Venier, che condusse la flotta cristiana a vincere la battaglia di Lepanto fermando l'offensiva ottomana e il disadattato Luca Traini, il giovane fascioleghista marchigiano recentemente condannato per strage a 12 anni come responsabile del tiro a bersaglio su sei immigrati africani a Macerata. Una rappresaglia delirante per vendicare Pamela, la 18enne romana macellata da un piccolo pusher nigeriano. Il riferimento principale, però, del lupo solitario che ha massacrato decine di musulmani è un altro: Andreas Brevik, l'attivista identitario norvegese che con due distinti attacchi (una bomba nel centro di Oslo e un raid armato in un raduno di giovani socialisti nell'isola di Utoya) in poche ore ammazzò 77 persone nell'estate del 2012. A cominciare dalla pubblicazione in rete, a poche ore dell'attacco terroristico, di un papello ideologico in cui il “lupo solitario” motiva le sue scelte. Anche se il giovane Tarrant si definisce “ecofascista” e suprematista bianco siamo molto distanti da qualsiasi variante strutturata di fascismo che abbiamo conosciuto nello scorso secolo.

La grande sostituzione

L'idea forza che lo ha spinto ad entrare in azione, “la grande sostituzione”, è l'ultima variante del grande complotto giudaico-massonico che dalla Rivoluzione francese anima i deliri dell'estrema destra cospirazionista. Una corrente limacciosa e sotterranea che ha messo capo alla madre di tutte le fake news, i Protocolli dei Savi di Sion, scritto dalla polizia zarista per fomentare l'odio antisemita. In questa ultima versione le ondate migratorie provenienti dall'Africa e dall'Asia sarebbero frutto non di una catastrofe sociale e demografica ma di un cinico disegno della cupola occulta che governa il mondo. A lanciare la fortunata categoria è stato un intellettuale francese, Renaud
Camus, a inizio millennio: alle sue origini il piano Kalergi, una teoria complottista degli anni Venti, rilanciata dalla propagnada nazista, che prevedeva una strategia di annientamento etnico/identitario delle popolazioni europee tramite il massiccio favoreggiamento dell’immigrazione di corpose masse da Africa e Asia da parte di elites politiche, intellettuali, scientifiche ed economiche giudaico-massoniche. A consegnarla alla destra identitaria cresciuta dopo la caduta del Muro di Berlino, l'elaborazione concettuale di Alain de Benoist e della Nuova Destra francese che riconducono i grandi processi della globalizzazione al mondialismo, il disegno politico delle elites cosmopolite di fine
Novecento.

La variante leghista

Di “grande sostituzione” parlano in Italia i gruppi della destra radicale, più o meno distanti dalla tradizione neofascista: da CasaPound a Forza Nuova per finire con Generazione Identitaria, il network europeo che la scorsa estate armò una nave per contrastare le Ong che assicuravano assistenza ai migranti naufraghi. La lotta alla “sostituzione etnica” è invece un cavallo di battaglia del vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini. Fosse per lui, manderebbe in galera i complici di questo “disegno criminale”. Il fatto che attingano allo stesso pozzo inquinato estremisti paranoici e leader mainstream non ci deve meravigliare. Era già emerso con chiarezza dopo la carneficina di Utoya. Mario Borghezio, l'ultrà leghista, aveva polemizzato con brutale franchezza: il fatto che le condividesse il feroce assassino Breivik non facevano diventare sbagliata la giusta idea di un'intransigente lotta alla penetrazione islamica in Europa.