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Ilaria Salis torna sulle occupazioni illegali: "Non è azione da furbetti, è logorante. A Milano 10mila famiglie senza casa"

L'eurodeputata con un post su Instagram spiega che in Italia ci sono "un milione di persone che non riescono a pagare l'affitto", a fronte di migliaia di case popolari non assegnate

Antonella A. G. Loidi An. Loi   
Ilaria Salis durante un collegamento video (Ansa)
Ilaria Salis durante un collegamento video (Ansa)

Lo aveva promesso Ilaria Salis, quando all'indomani del rientro in Italia da europarlamentare aveva risposto a chi le chiedeva contro del suo coinvolgimento da attivista in alcune occupazioni illegali di case popolari a Milano, sfociate in alcune denuncie e una richiesta di risarcimento da parte di Aler. Se la società lombarda che gestisce gli alloggi pubblici per conto del comune di Milano tira dritto sulla pretesa di risarcimento per un'occupazione, l'eletta tra le liste di Avs rispedisce al mittente l'addebito e oggi via social torna sull'argomento. Un nuovo post compare nel suo profilo Instagram, il secondo dopo quello di tre giorni fa, dedicato interamente alla questione delle occupazioni e partendo dalle cifre del fenomeno abitativo in Italia e nel capoluogo lombardo.  

Nel nostro Paese "ci sono quasi un milione di persone che non riescono a pagare l'affitto", scrive l'eurodeputata. Mentre a Milano "dalla somma delle graduatorie di Aler ed Erp risulta che a fine 2023 erano in attesa circa 10mila famiglie", precisa citando dati del Sole 24 Ore. Di queste continua "sono in tante ad attendere a lungo, spesso invano l'assegnazione che potrebbe non arrivare mai pur soddisfacendo tutti i requisiti". E continua sottolineando che negli ultimi tre anni a fronte di una disponibilità di 5.894 assegnazioni solo la metà è andata effettivamente agli aventi diritto". 

"Quando viene occupata una casa non assegnata, che generalmente si trova in condizioni fatiscenti ed è abbandonata da anni - spiega ancora -, l’accusa di sottrarre il posto a una persona in lista d’attesa semplicemente non regge. Chi entra in una casa disabitata prende senza togliere a nessuno, se non al degrado, al racket o ai palazzinari. Affermare il contrario è bassa retorica politica". Il riferimento è chiaramente alle accuse lanciate al suo indirizzo soprattutto da alcuni giornali di destra che le recriminavano la militanza e il debito accumulato e oggi vantato da Aler per un alloggio nel quartiere Navigli a Milano “occupato abusivamente da Ilaria Salis dal 2008 al 2022”. Circostanza per la quale Salis sottolinea che Aler non ha nemmeno verificato chi vivesse nell'alloggio, basandosi sull'indentificazione fatta il giorno dell'occupazione.

Le forze politiche di maggioranza, però, in particolare Fdi, Lega e Forza Italia, ma anche Italia Viva, la accusano di legittimare l'illegalità, piuttosto che difendere un diritto che per Salis è sacrosanto. 

L'occupazione non è un'azione da "furbetti"

Occupare una casa "non è un'azione da furbetti", spiega l'ex maestra, tornata in Italia a seguito dell'elezione dopo una carcerazione preventiva in Ungheria durata un anno e mezzo. "E' logorante. Ti fa vivere quotidianamente nella paura che ti vengano a svegliare e ti buttino fuori di casa. Con l'introduzione dell’art.5 del decreto Lupi (2014), un occupante non può più avere né l'allaccio alle utenze, né la residenza e i diritti ad essa legati - ad esempio il medico di base, l'accesso a un nido pubblico vicino a casa per i bimbi, l'iscrizione ai centri per l'impiego. Inoltre, alle persone non italiane viene impedito di maturare i requisiti per ottenere la cittadinanza e anche il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno è ostacolato. Essere occupante è uno stigma sociale, vuol dire essere trattati come criminali per aver cercato di vivere in modo dignitoso. Mettetevelo in testa, nessun occupante vuole essere occupante”, scrive ancora Salis.

Antonella A. G. Loidi An. Loi   
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