Le proposte di Beppe Grillo: "Stop voto agli anziani, perché non vedranno il futuro"

"Se un 15enne non può prendere una decisione per il proprio futuro, perchè può farlo chi questo futuro non lo vedrà?"

Beppe Grillo
Beppe Grillo

I portatori di handicap fisici, non avendo la possibilità di lavorare, erano considerati alla stregua dei "parassiti" e, come tali, giustiziati senza se e senza ma. Gli anziani, più o meno, facevano la stessa fine. Per i “nemici della Rivoluzione" la morte meno atroce era quella per asfissia causata da sacchetti di plastica infilati in testa. In Cambogia Pol Pot la rivoluzione contadina la concepiva così. Certo, in Europa una soluzione finale simile non può neppure essere accennata nel diario dei politici. Ma davvero fa riflettere l’ennesima sfida di quell’istrione di Grillo, che dal suo blog (in una riflessione dedicata alla questione del voto ai 16enni) ha lanciato una proposta molto provocatoria (o piuttosto bizzarra?): togliere il diritto di voto agli anziani.

Abbassare l’età del voto

Le citazioni sono dotte. “Ci sono semplicemente troppi elettori anziani e il loro numero sta crescendo. Il voto – ha scritto il leader del M5S - non dovrebbe essere un privilegio perpetuo, ma una partecipazione al continuo destino della comunità politica, sia nei suoi benefici che nei suoi rischi.” Douglas J. Stewart, “Disfranchise the Old,” New Republic, 1970. In un mondo sempre più anziano, esperti, studiosi e politici propongono di abbassare l’età del voto (così come proposi anni fa), ma cosa dovrebbero fare le democrazie quando gli interessi degli anziani sembrano essere in contrasto con gli interessi delle giovani generazioni? Una proposta, già ampiamente discussa dal filosofo ed economista belga, Philippe Van Parijs – nonché tra i più grandi sostenitori del reddito universale – potrebbe essere quella di privare il diritto di voto agli anziani, ovvero eliminare il diritto di voto ad una certa età (oppure dare ai genitori voti per procura per ciascuno dei loro figli a carico). E’ questa la teoria per una democrazia più efficace quale garanzia di giustizia sociale del professor Van Parijs, in un articolo della rivista accademica Philosophy and Public Affairs, che ai più potrà sembrare drastica, ingiusta e insensata”.

La premessa

Grillo ha anche spiegato il perché di queste considerazioni. “L’idea nasce dal presupposto che una volta raggiunta una certa età, i cittadini saranno meno preoccupati del futuro sociale, politico ed economico, rispetto alle generazioni più giovani, e molto meno propensi a sopportare le conseguenze a lungo termine delle decisioni politiche. In tal caso, i loro voti dovrebbero essere eliminati del tutto, per garantire che il futuro sia modellato da coloro che hanno un reale interesse nel vedere realizzato il proprio disegno sociale. Gli elettori sono, in larga misura, guidati dal proprio interesse personale, e l’affluenza relativamente bassa degli elettori più giovani può essere in parte causata dal sentirsi alienati da un sistema politico gestito da persone che non considerano della loro stessa natura. Se un 15enne non può prendere una decisione per il proprio futuro, perchè può farlo chi questo futuro non lo vedrà? I dati dell’Istat dicono che nel nostro paese le persone che hanno più di 65 anni, vicine all’età della pensione, o che hanno già smesso di lavorare, sono oggi oltre 13 milioni e mezzo. La classe più numerosa è quella di coloro che hanno tra i 65 e i 69 anni, ma ci sono anche 17.630 centenari”. Se la premessa è giusta le cose stanno davvero così (ma la premessa è giusta?).

Gli stili di vita

Tutta una questione di stili di vita. “Sempre i dati ci dicono che gli anziani non amano particolarmente il progresso, scelgono risultati più “vicini” al loro stile di vita. Durante le elezioni negli Stati Uniti e nel Regno Unito, le persone con più di 65 anni – rispetto ai 30enni – avevano quasi il doppio delle probabilità di essere contrari ai matrimoni gay; il doppio delle probabilità di essere pro-Brexit; la metà delle probabilità di sostenere la legalizzazione della marijuana; quasi cinque volte meno propensi a voler spendere soldi per l’istruzione; 60% in più di probabilità di votare per Donald Trump; e quasi il 50% in più di probabilità di credere che gli immigrati avessero un impatto negativo sulla società, così come un forte disinteresse verso la salvaguardia del clima, che diminuisce man mano con l’età. Una indagine dell’Istat del 2015 rivela che dopo i 65 anni 1 persona su 5 non si interessa di politica e non ne parla mai e questa percentuale sale a circa 1 persona su 3 (il 32%) oltre i 75 anni”. Un esempio di lampante – inatteso - filo europeismo.

L’esempio della Brexit

“In ambito Brexit la maggior parte dei giovani ha votato chiaramente per restare in Europa. Gli over 50 – ha sostenuto il comico - hanno votato il contrario, preferendo quindi un futuro che le nuove generazioni non vogliono. L’organizzazione YouGov, ha documentato le linee di voto sulla Brexit: i giovani tra i 18 e i 24 anni hanno votato il 64% -24% per rimanere; I giovani di età compresa tra 25 e 49 anni hanno votato il 45% -39% per rimanere. Poi i risultati hanno iniziato a capovolgersi: i 50-64enni hanno votato il 49% -35% per andarsene e i 65enni e oltre hanno votato il 58%-33% per andarsene. Delle 30 aree del Regno Unito con le persone più anziane, 27 hanno votato per non restare in Europa. Questi dati dimostrano senza ombra di dubbio che le decisioni prese dalle generazioni più anziane influenzano gli interessi delle generazioni più giovani e non ancora nate”.

Il ragionamento di Grillo

Il ragionamento di Grillo. “Ma privare il diritto al voto dei cittadini più anziani sarebbe giusto? La prima opposizione sarebbe quella della discriminazione, fondata sull’età. Ma è falso, affinché vi sia discriminazione vi deve essere un trattamento diverso tra due o più gruppi/identità basato su alcune caratteristiche arbitrarie. In questo caso, le politiche differenziate per età non dividono la popolazione in due o più gruppi, poiché tutti, alla fine, diventiamo anziani. Quindi non c’è ingiustizia. Gli anziani non sono un gruppo che può essere discriminato, come per sesso, etnie, o scelte sessuali, tutti diventiamo ugualmente anziani. Pertanto, una regola che tratta gli anziani in modo diverso dal resto della popolazione, influenzerà tutti allo stesso modo. Con un preavviso sull’attuazione di 5 anni, ad esempio, anche gli anziani di oggi non si sentirebbero messi in castigo”. Il ragionamento fila. La discussione è aperta. Se un giorno l'idea dovesse passare, prima della morte naturale, l’anziano dovrebbe sottostare al giogo della morte civile. Se nel dopo guerra la politica fosse stata una cosa solo per giovani, Nenni, Togliatti e De Gasperi sarebbero stati già carne vecchia quando ci regalarono la democrazia.