Green pass obbligatorio: ecco dove basta una dose di vaccino e dove ne servono due. I casi

Previsto per oggi il varo del decreto che prevede l’obbligo di certificazione per viaggi e altre attività. Obbligatoria con una dose di vaccino per l’accesso ai luoghi chiusi, ristoranti compresi. Doppia dose dove ci sia il rischio assembramento

Ristorante (Foto Ansa)
Ristorante (Foto Ansa)
TiscaliNews

E’ previsto per oggi il varo del decreto che prevede l’obbligo di certificazione per i viaggi e per talune attività.

In linea generale – fa sapere il Corriere della Sera – il green pass diventerà obbligatorio con una dose di vaccino per l’accesso a tutti i luoghi chiusi, ristoranti compresi, mentre servirà la doppia dose quando ci sia il rischio di assembramenti.

Sarà la cabina di regia convocata per oggi, comunque, a definire gli ultimi dettagli, Poi il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il decreto.

Nuovi parametri per i colori delle regioni 

Continua la trattativa con i presidenti di regione per stabilire i nuovi parametri per la definizione delle fasce. I governatori avrebbero tuttavia già dato il via libera all’obbligo della certificazione verde in zona bianca, purché sia consentito il rilascio anche a chi non ha completato il ciclo vaccinale. Chi ha già ricevuto la prima dose – si legge sul Corriere - deve effettuare il richiamo, altrimenti il green pass perde validità.

Green pass: lo scontro

Continua a discostarsi da una certa linea - scrive il Corriere - il leader della Lega Salvini. “Mi auguro non ci siano scelte draconiane, improvvise, imponderate, che escludono la maggioranza degli italiani dal diritto al lavoro, allo spostamento", avverte.

Mentre Mariastella Gelmini osserva che “il green pass serve per incentivare le vaccinazioni ed evitare possibili nuove chiusure”, e Mara Carfagna dice che “non è una camicia di forza, ma uno strumento di libertà che consenta agli italiani di svolgere in sicurezza attività che oggi o non si possono svolgere o possono svolgersi ad altissimo rischio”.

Il leader del Carroccio tuttavia controbatte: “Il Green pass domani mattina significa togliere 30 milioni di cittadini italiani il diritto alla vita”.

Ma ad avviso del ministro Speranza, ciò “serve a mantenere tutta Italia in zona bianca, scongiurando il rischio determinato dall’aumento di contagi che alcune Regioni passino in zona gialla durante l’estate”.

Green pass per i ristoranti al chiuso

In fascia bianca – precisa ancora il Corsera - basterà avere una prima dose per stare nei ristoranti al chiuso. Sugli altri luoghi chiusi la decisione sarà presa oggi e spetterà alla cabina di regia — dopo il confronto con le Regioni e il parere del Comitato tecnico scientifico — stilare la lista che già comprende aerei, treni e navi.

Ristorante (Foro Ansa)

Il modulo valido

Il ministero della Salute ha chiarito che chi non è ancora riuscito ad ottenere il green pass potrà utilizzare il certificato vaccinale ottenuto dopo la prima oppure dopo la seconda dose.

I guariti 

Da tener presente che la certificazione viene rilasciata ai vaccinati, ma anche a chi è guarito dal coronavirus oppure a chi ha un tampone con esito negativo risalente alle 48 ore prima.

Coldiretti, niente ristorante per 1 italiano su 4

Niente ristorante al chiuso senza tampone per oltre un italiano su quattro (26%) con la possibilità di ingresso solo per le persone che hanno avuto almeno una somministrazione o sono guarite dal Covid. E' quanto rilevato da Coldiretti con un'analisi sull'impatto delle decisioni del Governo in merito all'utilizzo del Green pass per incentivare le vaccinazioni e scongiurare nuove chiusure. La misura - sottolinea l'organizzazione agricola - interessa circa 360 mila ristoranti, trattorie, pizzerie, agriturismi dei quali solo poco più della metà dispone di spazi all'aperto dove tuttavia sono notevolmente aumentati i coperti grazie alle flessibilità concessa sull'utilizzo degli spazi pubblici. Coldiretti aggiunge che in difficoltà sono soprattutto gli esercizi situati nei centri urbani stretti tra traffico ed asfalto mentre al contrario gli agriturismi godono della disponibilità di grandi aree all'esterno che consentano di garantire al meglio le distanze. L'organizzazione sostiene inoltre che oltre al taglio della clientela nazionale a preoccupare è anche la mancanza del turismo straniero che, dopo le positive aspettative iniziali, ha registrato una brusca frenata a causa della ripresa dei contagi in tutta Europa. Coldiretti ricorda che la ristorazione è tra i settori più colpiti dalla pandemia con i consumi alimentari degli italiani fuori casa che nel 2020 sono scesi al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per bar, ristoranti, trattorie e agriturismi che hanno dimezzato il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro nel 2020.