Manifestazioni, è andato tutto bene. Ma blindare le città ci costa circa un milione di euro a sabato. Insostenibile

Gli unici momenti di “tensione” - ma sempre controllati - sono stati a Milano e a Torino. A Roma solo 500 in piazza. Oltre al costo economico c’è quello sociale: per blindare le piazze con le forze dell’ordine restano sguarniti altri servizi

manifestazione milano
Milano, migliaia in piazza con Robert Kennedy Jr (Foto Ansa)

Milano, alle cinque del pomeriggio in piazza Fontana, dietro piazza Duomo, ci sono più agenti in borghese che manifestanti. No vax, no pass, semplicemente contro qualcosa: il governo, lo stato delle cose, la propria condizione sociale. Sono un centinaio sparsi nella piazza, mani in tasca e senza mascherina, si guardano intorno come in attesa di un segnale. Che arriva con le sembianze di una donna che passa accanto e dice: “Alle 17 e 30 si sganciano da là e arrivano qua”. Si riferisce a quei tremila che sono, negli stessi minuti , sotto l’Arco della pace, un paio di km più in là, ad ascoltare da circa un’ora il guru no vax americano Robert Kennedy, figlio di John. Manifestazione autorizzata, quella all’Arco della Pace, “stanziale e non dinamica” secondo l’ordine della prefettura. Soprattutto lontana dallo struscio del sabato pomeriggio in centro in nome del quale la ministra Lamorgese ha vietato manifestazioni nei centri storici e nelle vie dello shopping. Alle 18 però un migliaio di persone raggiungono piazza Duomo gremita di passanti, blindati e caschi spuntano da tutte le parti in attesa di un segnale. E’ forse la mezz’ora con maggiore tensione di questo sabato di grande allerta nelle città italiana. Qualcosa del genere vive Torino. Si risolve tutto con l’ingresso controllato di duecento no vax in piazza del Duomo a Milano che potranno così vantarsi, a favore di telecamere, di aver vinto perchè “il popolo non si ferma e non si blinda”.

Un tranquillo sabato di shopping

E’ andato tutto bene. Dal nord al sud, da Torino a Matera passando per Roma e Firenze. Nessun incidente, nessuno scontro. Se da qualche parte hanno cercato di disobbedire, o ci hanno provato, diciamo pure che sono stati “fermati” ancora prima di iniziare dalla presenza massiccia di forze dell’ordine e blindati divisi in piccoli nuclei e disposti in modo discreto ma massiccio nelle piccole vie intorno alle aree più sensibili e interdette dalle circolari dei vari prefetti secondo la linea decisa dal ministro. “Molti gruppi hanno proprio desistito in partenza” spiega una fonte del Dipartimento della pubblica sicurezza “il battage sui nuovi divieti e sulle loro motivazioni è stato netto, potente e veloce. Hanno capito che questa volta non ci sarebbe stata tolleranza”. Tutto bene quindi. Ma per quanto? E a quale prezzo?

I costi dei sabati blindati

Ieri è stato il sabato numero 17 delle proteste no vax e no pass. Il Movimento, iniziato a fine luglio, è sceso in piazza ogni sabato - agosto compreso - ed è cresciuto numericamente da ottobre in poi in un crescendo di incidenti, danni, scontri, gravi perdite commerciali. Una clamorosa beffa dopo un anno e mezzo di pandemia e lock down più o meno generalizzati. La Confcommerncio ha stimato mancati incassi pari al 25%. Da qui la stretta sulle manifestazioni. Il punto è che ieri è andato tutto bene perchè le città erano blindate. E questo ha un costo insostenibile per la collettività, economico e in termini di sicurezza generale. “Aver blindato i centri storici - osservano più fonti sindacali di polizia - significa aver sguarnito le stesse città di altri servizi magari alle periferie e comunque di aver sottratto personale alla polizia giudiziaria, di prevenzione, a Digos e squadre mobili. E così pure per carabinieri e guardia di finanza”. Restando in ambito di polizia di stato, “oltre ai reparti mobili, ormai le questure sono costrette ad impiegare moltissimo personale che di norma si occupa di altro. Questo determina difficoltà a cascate sulle altre attività: indagini, controllo del territorio, attività amministrative, turni notturni”. La coperta della pubblica sicurezza sempre quella è: se tiri da una parte , ad esempio l’ordine pubblico, levi dall’altra.

Una stima in difetto

Più difficile ma possibile tentare un calcolo economico dei sabati blindati. “Si potrebbe prendere il costo della giornata di ciascun agente, una media di circa 75 euro a giornata - spiegano le stesse fonti - e moltiplicarlo per il numero di uomini impiegati. Una giornata come ieri ne conta circa diecimila. In più dobbiamo metterci mezzi usati, benzina, il personale in trasferta. Viene fuori circa un milione di euro a sabato. E siamo in difetto”. Le fonti mettono le mani avanti: è un conto difficile da fare tali e tante sono le variabili. Qualora anche fosse possibile fare un tariffario di un giornata di ordine pubblico, a chi sarebbe addebitato il danno? Agli identificati nelle varie manifestazioni? Di sicuro, centomila euro in più o in meno, diventa insostenibile ogni costo specifico e in termini di sicurezza sottratta alla collettività.

Di città in città

La cronaca della giornata è fatta di attese snervanti segnate dal rischio di dover far partire i reparti per reprimere atti di disobbedienza rispetto ai quali non sarebbe più possibile avere la larga tolleranza consentita finora. Al grido “giù le mani dai bambini”, no vax e no pass sono tornati in piazza in diverse città italiane contro le scelte del governo e contro l'ipotesi di estendere i vaccini anti covid alla fascia 5-11 anni. Da Roma a Milano, da Gorizia a Napoli, da Firenze a Novara, è stato il primo sabato di protesta con le nuove regole del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. La manifestazione più nutrita è stata senza dubbio Milano, dove tremila persone circa si sono ritrovati nella piazza dell'Arco della Pace dove un canuto Robert Kennedy jr, terzogenito di Bob Kennedy e nipote di JFK, ha parlato per circa un’ora della sua associazione Children's Health Defense. C'erano anche Gian Marco Capitani, leader del movimento “Primum non nocere”che ha nuovamente insultato la senatrice a vita, Liliana Segre, e l'ex direttore del Tg2 Carlo Freccero. Si è risolto tutto con quei duecento che la polizia ha lasciato entrare in piazza Duomo di cui pochi o nessuno si è accorto veramente dalla gente che c’era.

Solo 500 a Roma

“Noi siamo il popolo delle piazze d’Italia” è stato lo slogan scelto invece dai manifestanti di Roma, meno di quelli che si attendevano, che si sono ritrovati al Circo Massimo: circa quattrocento contro i 1.500 previsti, secondo una stima della Questura. Sul palco è stata fatta salire anche una “bambina simbolo” mentre i presenti gridavano “giù le mani dai bambini”. “Aurora è il simbolo di tutti i bambini” hanno detto dal palco mentre una mamma ha aggiunto: “Se lo Stato ci avesse detto che questo vaccino non è sicuro ma è l'unica scelta che abbiamo, forse lo avremmo fatto". Nel corso del sit-in alcuni esponenti di Forza Nuova hanno esposto uno striscione con su scritto “Libertà per i nostri fratelli”. La pioggia incessante su Genova non ha fermato la 17/ma manifestazione di protesta contro il green pass. Circa cinquecento manifestanti si sono radunati in piazza De Ferrari davanti al palazzo della Regione Liguria con striscioni e cartelli di protesta. Da li' è partito un corteo che si è snodato nel centro città senza però passare dalla centralissima via XX Settembre.

I tremila di Torino

Flop a Gorizia per un evento preceduto da una settimana di polemiche, mentre a Torino i manifestanti si sono radunati in Piazza Castello, nel cuore della città, senza però passare per via Roma, interdetta dalle nuove regole al passaggio del corteo. A Novara si è fatta sentire Giuy Pace, l'infermiera No Green pass nella bufera per i manifestanti travestiti da deportati nei lager. “Sono infermiera per vocazione e, dopo 36 anni di onorata carriera - ha detto concionando la piazza - sono stata trasformata in un mostro solo perchè non sono vaccinata e ritengo che la legge che istituisce il Green pass sia ingiusta”. L’allarme di Padova si è risolto in un ritrovo nel pomeriggio al parco Europa, a qualche chilometro dal centro città. C’erano circa 5mila manifestanti, tutti senza mascherina (anche a Milano e a Roma), in violazione della prescrizione del sindaco Sergio Giordani. A Padova è stato avvistato anche Stefano Puzzer, leader dei portuali triestini, sempre più attivo a livello nazionale, chiaramente pronto ad una candidatura. A Napoli sono scesi in piazza un migliaio di manifestanti di Centri sociali, Si Cobas e disoccupati. Erano lì non per il Covid ma per il lavoro. Hanno aperto il corteo con foto di Mario Draghi e Cristine Lagarde accanto alla scritta: “L'associazione a delinquere siete voi”. Una manifestazione vecchia maniera. Il problema è che tutte rischiano di essere cluster di contagi che ieri hanno sfiorato i novemila casi. Troppi a oltre un mese dal Natale.