Il Governatore Emiliano detta la linea Conte: "La Tap si può fermare con un decreto legge"

La replica dei 5 Stelle: "Governatore farebbe bene a tacere: avrebbe potuto fermare i lavori in qualsiasi momento ad esempio istituendo un Sic mare, un sito di interesse comunitario, a San Foca”. Anche Forza Italia contro i grillini

Il governatore della Puglia, Michele Emiliano
Il governatore della Puglia, Michele Emiliano

Per la Lega farà economizzare agli italiani il 10% sulla bolletta. Per i ministri per il Mezzogiorno Lezzi e dell'Ambiente Costa (e Di Battista), invece, è un'opera inutile che va ripudiata. Per il governatore della Puglia, Michele Emiliano, basterebbe una piccola modifica sul progetto per accontentare tutti. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sinora ha preso tempo, ma ora il governo deve dare una risposta definitiva, anche se ormai l’ago della bilancia pende per il prosieguo dei lavori. Insomma, il Gasdotto Trans-Adriatico che dalla frontiera greco-turca attraverserà Grecia e Albania per approdare in Italia sulla spiaggia salentina di Melendugno permettendo l'afflusso di gas naturale proveniente dall'area del Mar Caspio in Italia e in Europa, non si può fermare, costerebbe troppo. Il governatore pugliese non si ancora arreso. Non l’aveva fatto quando al governo c’erano i suoi compagni di partito del Pd, non lo fa adesso con il M5S al governo. Li accusa anzi di "ritirata indegna" per aver "fatto una retromarcia totale su Ilva" e perché "si accinge a fare lo stesso sulla vicenda Tap".

La via del Decreto Legge

Emiliano, è andato anche oltre, spiegando al Fatto che cosa dovrebbe fare il governo per evitare il disastro ambientale. Il premier, insiste il governatore, può convocare un tavolo tecnico con la presenza “del ministro dello Sviluppo Economico Di Maio e quello dell’Ambiente Costa. E in sede i miei tecnici spiegherebbero che cosa si può fare per risolvere la questione Tap … dovrebbe intervenire con un decreto legge”. Per poi spostare l’approdo del Tap a Mesagne, “dove esiste già la rete del gas Snam che arriva fino a Taranto, da lì si potrebbe portare il gas all’Ilva dando il via alla decarbonizzazione dell’acciaieria”. La palla dunque è nelle mani dell’esecutivo. I pentastellati tentano di sfuggire dalla gragnuola di accuse ribadendo al governatore di essere "un componente di spicco del partito (Pd, ndr) che questa opera l'ha voluta e che con la sua inerzia è uno dei responsabili dell'arrivo del gasdotto in Puglia".

Il pressing di Michele Emiliano

Il governatore pugliese continua però a fare pressing. "Trovo raccapriccianti le dichiarazioni del gruppo del M5S Puglia. Mi diffamano sapendo di mentire", dice Emiliano che accusa i pentastellati pugliesi di essere dei "voltagabbana", "ragazzi in malafede e ingrati" che "non sono dotati di capacità di autocritica" e "carichi di chiacchiere incapaci di dimettersi dai loro incarichi ottenuti con i voti ricevuti imbrogliando i pugliesi". "La competenza sul gasdotto Tap - puntualizza Emiliano - è dello Stato, cui spetta in via esclusiva ogni decisione".

Le accuse del sindaco di Melendugno

Poi c'è il sindaco di Melendugno, Marco Potì, che è amareggiato e chiede di bloccare l'opera a causa delle numerose irregolarità di Tap. "Se solo lo avesse voluto - dice il M5S alla Regione Puglia - Emiliano avrebbe potuto fermare Tap in qualsiasi momento ad esempio istituendo un Sic mare, un sito di interesse comunitario, a San Foca. Avrebbe potuto inoltrare ricorso al Tar entro il 19 dicembre 2015 quando gli avevamo consegnato tutte le carte che dimostravano palesi abusi da parte del Mise del precedente governo Pd che ha portato avanti l'opera nonostante il parere negativo della Regione Puglia".

Il pensiero di Potì è stato impresso anche su Facebook: “Ho chiesto al presidente Conte di garantire su Tap un clima politico nuovo, diverso da quello avuto dai governi precedenti. Ho chiesto loro di essere i cani da guardia dei cittadini, di stare col fiato sul collo di questa multinazionale, cercando di far emergere le (decine) di violazioni di legge. Non ci sarebbe così nessun bisogno di bloccare i lavori per volontà politica, ma Tap si bloccherebbe da sola, per propria responsabilità e propri errori progettuali e/o esecutivi. Senza il terrore di penali o risarcimenti … ho l’impressione che non si sono fatti tutti quegli approfondimenti necessari né si è dedicato il tempo giusto a cercare qualche motivo valido per bloccare veramente Tap. Non è sufficiente cercare di calcolare i costi di abbandono, con una visione molto ragionieristica e attenta alle conseguenze economiche (da dimostrare e calcolare per bene), invece che con una visione più politica, con la P maiuscola”.

I salentini delusi dal M5S

Intanto la delusione è forte nella comunità salentina. Sulla regolarità dell'opera domani arriverà il parere finale del Ministero dell'Ambiente che gli uffici tecnici stanno riesaminando per capire se sono state rispettate da Tap tutte le prescrizioni ambientali. Il controllo era già stato fatto questa estate e non erano emerse irregolarità. Lunedì sera, tuttavia, il sindaco di Melendugno, i parlamentari pugliesi e consiglieri regionali del M5S sono stati ricevuti dal premier Conte e dai ministri per il Mezzogiorno Lezzi e dell'Ambiente Costa. I rappresentanti pugliesi hanno ribadito le loro accuse di irregolarità a Tap, e il ministro Costa ha deciso un supplemento di istruttoria. Oggi, quindi, si conoscerà il verdetto che sembra essere a favore dell'opera, a meno che non si accetti di pagare penali pesantissime. Il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Andrea Cioffi, ha spiegato che fermare l’opera costerebbe 20 miliardi di penali (quanto una manovra economica).

Il sindaco di Melendugno, intanto, gioca d'anticipo e chiede a Costa di fermare i lavori e di convocare un tavolo. L'invito al Governo è di "stare col fiato sul collo di Tap cercando di far emergere le violazioni di legge compiute. Non ci sarebbe così nessun bisogno di bloccare i lavori per volontà politica, ma Tap si bloccherebbe da sola per propria responsabilità, senza il terrore di risarcimenti". Contro il M5S anche Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: "Sul #Tap @Mov5Stelle ha preso in giro elettori. @ale_dibattista e @BarbaraLezzi prima del 4 marzo: 'con noi al governo quest'opera la blocchiamo in 2 settimane'; 'non serve a niente, è solo mangiatoia di soldi pubblici'. Adesso il gasdotto si farà, con l'ok dei grillini #coerenza". Il governatore Emiliano attacca anche via social il M5s, ha scritto su Facebook: “La retromarcia dei 5Stelle su Ilva e Tap è l’inizio della fine del movimento come fu il referendum anti trivelle per il PD. La vittoria dei Verdi in Baviera conferma che il nuovo della politica europea si costruisce sulla tutela della salute e dell’ambiente”.  Insomma, Emiliano prova a unire la vecchia via del Pd con la nuova indicata dalle elezioni tedesche.