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Sardegna, la nuova legislatura inizia con una mini giunta, nominati 5 assessori. L'opposizione: "Maggioranza nel caos"

Fumata nera anche sull’elezione del Presidente dell’Assemblea: dopo tre votazioni andate a vuoto il ruolo rimane ancora da assegnare. Malumore tra i riformatori

Paola Pintusdi Paola Pintus   
Sardegna, la nuova legislatura inizia con una mini giunta, nominati 5 assessori. L'opposizione...

In politica come nella vita i nodi prima o poi vengono al pettine ed in Sardegna è successo nel giorno della prima seduta del Consiglio regionale a trazione sardo-leghista. L’ordine del giorno prevedeva  insieme al  giuramento dei Consiglieri e del Presidente della Regione anche le comunicazioni di quest’ultimo all’aula, relative agli assessori individuati per la composizione della Giunta.

Mini-giunta

Ma l’accordo fra gli alleati del centro destra alla fine non si è trovato a causa delle diverse valutazioni dei partiti sull’attribuzione dei pesi e delle poltrone, ed presidente della Regione Christian Solinas alla fine è stato costretto a varare una mini-giunta con cinque nomi: Giuseppe Fasolino (Fi) alla Programmazione e Bilancio, Gianni Lampis (FdI) alla difesa dell’Ambiente, Gianni Chessa (Partito Sardo d’Azione) al Turismo Artigianato e Commercio, Mario Nieddu (Lega) all’Igiene e Sanità ed infine l’unica donna Alessandra Zedda (Fi) al Lavoro e Sicurezza Sociale. Altre sette deleghe, fra cui spiccano alcuni assessorati “pesanti” come Urbanistica, Trasporti, Agricoltura ed Affari generali, restano in via provvisoria nelle mani del presidente della Regione.

Fumata nera anche per il presidente

Né si è riusciti a chiudere in giornata sull’elezione del Presidente dell’Assemblea: dopo tre votazioni andate a vuoto il ruolo rimane ancora da assegnare. Una Giunta a metà dunque che rivela dietro l’esordio istituzionale tutte le difficoltà della coalizione di centro-destra, costretta a fare i conti con le pretese di un alleato prezioso ma ingombrante come Matteo Salvini: il prezzo della vittoria è il tre più uno, ovvero tre assessorati e la Presidenza del Consiglio. Lo aveva detto nei giorni caldi delle trattative il plenipotenziario leghista in Sardegna, Eugenio Zoffili, prima della visita lampo del vicepremier nell’isola due giorni fa. Un’ipotesi per nulla gradita agli altri alleati della coalizione, a partire da Forza Italia, che proprio sulla terza chiama in aula per la votazione del presidente del Consiglio ha tentato il sorpasso sull’alleato del Nord, schierando Antonello Peru contro il leghista Michele Pais. Nessuno dei due ha però raccolto i 31 voti necessari per l’elezione, che verrà rimandata dunque ai prossimi giorni.

Il malumore serpeggia fra i Riformatori

i centristi eredi del movimento di Mariotto Segni guidati da Michele Cossa che rivendicano a loro volta due poltrone e che  pur di non perderne una hanno a loro volta rifiutato la possibile “compensazione” con l’assegnazione della presidenza dell’aula. Al momento i riformatori hanno scelto una sorta di appoggio esterno alla Giunta, confermandosi leali alla coalizione ma in attesa che “Il presidente Solinas, in nome del buon senso che lo contraddistingue, riuscirà a trovare la quadra in questi giorni". E c’è chi giura che già dalla prossima riunione di maggioranza, nel fine settimana, la quadra verrà trovata sulla casella dei Lavori Pubblici con Antonio Biancareddu, già sindaco di Tempio ed una delle fasce tricolori che hanno animato nei mesi scorsi la protesta contro la riforma sanitaria risultata fatale al centro-sinistra.  

Le altre manovre e le tensioni in Forza Italia

Sempre al centro,  l’UdC di un altro grande vecchio del Consiglio Giorgio Oppi (che in qualità di consigliere anziano ha guidato i lavori dell’aula nel giorno dell’insediamento) dovrebbe spuntarla sull’assegnazione dell’assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura. Forza Italia, ridimensionata dalle urne e profondamente divisa al suo interno, ha ottenuto invece inaspettatamente le due caselle che mettono pace nelle opposte correnti di cui fanno parte l’ortodosso Fasolino e la dissidente Zedda, in rotta con il coordinatore Cappellacci. Fratelli d’Italia porta a casa un assessorato importante (all’Ambiente fa capo tutta la partita delle Bonifiche nelle aree industriali, e da lì passa l’iter di tutte le autorizzazioni paesaggistiche legate a vecchi e nuovi progetti d’investimento nell’isola) , ma la Meloni può dirsi soddisfatta anche per l’investitura ufficiale del referente regionale Paolo Truzzu, appena rieletto in Consiglio regionale, come candidato ufficiale del centro destra per le amministrative a Cagliari.

L'opposizione denuncia: maggioranza nel caos

Le fibrillazioni tuttavia non sono destinate a finire ed anzi nei prossimi giorni saranno destinate ad aumentare, dato che un interim di sette assessorati al presidente della Regione sembra davvero troppo anche se-assicura Solinas- assolutamente provvisorio. Chi non perde tempo invece è l’opposizione di centro-sinistra che subito dopo la seduta ha convocato una conferenza stampa denunciando il caos nella maggioranza: “Salvini aveva assicurato che la Giunta sarebbe stata fatta un quarto d’ora dopo la proclamazione degli eletti. Al quindicesimo giorno dalla proclamazione degli eletti vanno in aula con una giunta incompleta, che non rispetta la rappresentanza di genere, non è in grado di eleggere il presidente del Consiglio alla terza votazione, non può far partire  l’elezione delle commissioni permanenti e la possibilità del Consiglio di legiferare.Stiamo iniziando malissimo”. 

Solinas: giunta completa entro martedì

"Ho deciso di esercitare le mie prerogative, al momento non possiamo attendere oltre, era necessario partire e ho nominato gli assessori che mi convincevano nelle caselle che ritengo utili. Spero che entro il fine settimana le interlocuzioni ci diano la possibilità di procedere all'ulteriore composizione. Se non si trovasse quest'intesa io dovrò comunque fare il presidente di questa Regione e dare risposte alle istanze della gente e completare quindi la Giunta". Lo ha dichiarato il neo governatore della  Sardegna Christian Solinas dopo i lavori del Consiglio regionale. "Ho cercato di dare spazio alla rappresentatività delle forze politiche - ha aggiunto - chiaramente nel momento in cui si trova una sintesi ho il piacere di avere una collaborazione ampia, se questo non si verifica allora eserciterò appieno il mio ruolo perché i sardi mi hanno scelto per governare e cambiare l'Isola. La mia previsione è comunque che martedì arriveremo in Aula con la Giunta completata e che eleggeremo il nuovo presidente del Consiglio. Non posso essere strattonato nell'esercizio del mio ruolo, per questo ho esercitato le mie prerogative".

Paola Pintusdi Paola Pintus   
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