Giunta di Roma, spunta il manuale Cencelli del Movimento 5 Stelle

Virginia Raggi "accerchiata" dai parlamentari romani che fanno capo alla Lombardi

Composizione giunta di Roma, spunta manuale Cencelli
di Michael Pontrelli

La composizione della nuova giunta comunale di Roma si sta rivelando più difficile del previsto per Virginia Raggi e questo sta attirando l’attenzione della stampa, perché l’amministrazione della Capitale è chiaramente il banco di prova che segnerà le sorti del Movimento 5 Stelle. Da giorni le cronache riportano forti tensioni nella scelta dei nomi tra il neo sindaco e alcuni parlamentari romani del movimento, capeggiati da Roberta Lombardi, nota al grande pubblico per essere stata il primo presidente del gruppo Cinquestelle alla Camera.

La Stampa entra in possesso di manuale Cencelli dei Cinquestelle 

Il quotidiano La Stampa ha reso noto di essere venuto in possesso di un documento esclusivo dal quale emergerebbe la spartizione delle varie caselle secondo una logica da Manuale Cencelli, espressione nata con riferimento al funzionario democristiano Massimiliano Cencelli che rivelò i meccanismi utilizzati dal suo partito per assegnare ruoli politici e governativi alle varie correnti interne. 

Raggi "accerchiata" nelle commissioni più importanti dell'amministrazione 

Dal documento in possesso al quotidiano torinese emergerebbe un "accerchiamento" della Raggi da parte di esponenti vicini a Roberta Lombardi nelle Commissioni, vero albero di trasmissione del potere politico. Questo presunto "accerchiamento" sarebbe avvenuto in particolare in tre commissioni chiave come Patrimonio e casa, Urbanistica e Bilancio. Via libera alla Raggi solo nella meno rilevante commissione Scuola.

Nomina Marra a vice-capo gabinetto altro motivo di scontro 

Sullo sfondo rimane inoltre la vicenda legata alle nomina di Raffaele Marra a vice-capo di gabinetto, la scintilla che ha alzato i toni dello scontro e attirato l’attenzione dei cronisti. Parte del movimento contesta a Marra la lunga militanza affianco all’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il suo nome sarebbe stato imposto dal capo di gabinetto Daniele Frongia, uomo ascoltatissimo da Virginia Raggia ma che rischia a sua volta di perdere il proprio incarico ancora prima di iniziare. A suo sfavore giocherebbe anche una telefonata fatta da Beppe Grillo a Virginia Raggi.

"Commissariamento" della Raggi a fin di bene o pura lotta di potere? 

Le interpretazioni che si possono fare su quanto sta avvenendo sono due. La prima, più benevola, è che il M5S consapevole che su Roma si gioca il suo futuro punta a “commissariare” il sindaco inserendo uomini vicini  ai big del partito nei posti chiave dell’amministrazione. Dietro il fronte capeggiato da Roberta Lombardi ci sarebbe infatti Luigi Di Maio, da tutti indicato come il candidato premier del Movimento. La seconda, più malevola, è che si tratti nient’altro che di una lotta di potere intestina analoga a quelle che hanno lacerato i partiti tradizionali. Nei prossimi mesi sarà più chiaro a tutti quale delle due è la tesi corretta. 

di Michael Pontrelli