Dal Milan al Senato: è Galliani il "paperone" del Parlamento. Ma non è il solo milionario

Oltre all'uomo delle industrie berlusconiane c'è anche il fido avvocato Ghedini, la presidente del Senato Alberti Casellati e Santanchè. I più poveri? I grillini

Dal Milan al Senato: è Galliani il 'paperone' del Parlamento. Ma non è il solo milionario
TiscaliNews

Un primo papello sui redditi dei parlamentari sta circolando quando non sono ancora chiusi i termini per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi imponibili. Il Parlamento presenta un numero di nomi nuovi rilevante, ma nonostante ciò qualche interessante vecchia gloria torna a far parlare di sé se non per l'azione svolta in Aula, almeno per i numeretti dell'imponibile Irpef. Il più ricco è Adriano Galliani che, nel 2017, ha dichiarato guadagni per oltre 10,6 milioni di euro, confermandosi il "Paperon de Paperoni" del Senato. Imprenditore e presidente del Monza, squadra di serie C, Galliani è stato per trent'anni il patron del Milan una delle squadre più blasonate d'Italia. Inutile dire che sono le sue partecipazioni nelle industrie Mediaset a fare però la differenza nel peso della borsa, Finivest Res e l'immobiliare che possiede Costa Turchese in Sardegna soprattutto.

Galliani "paperone"

Galliani, scrive Il Fatto quotidiano, non è solo. A seguire nella classifica del denaro sonante troviamo Niccolò Ghedini, storico avvocato di Silvio Berlusconi che con i suoi 2,1 milioni di euro è il secondo più ricco. Siede sullo scranno più alto del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato e terza classificata. Ex membra laica del Consiglio superiore della magistratura e avvocata era senatrice anche nella scorsa legislatura. Segue il tesoriere del Partito democratico, Francesco Bonifazi, che dichiara 397.303 euro. Avvocato pure lui, Bonifazi ha aperto uno studio legale insieme al fratello di Maria Elena Boschi.

Ma poco prima del tesoriere si piazza un altro cavallo di razza dem, Andrea Marcucci, capogruppo e di provata fede renziana che dichaira 717.128 euro, guadagnate con l'incarico parlamentare ma anche e soprattutto con le imprese di famiglia. Niente da inviadiare ha Daniela Santanchè la quale, nonostante le tante società nelle sue mani, registra "solo"  293.899 euro. E che dire di Pier Ferdinando Casini. L'ex presidente della Camera che dichiara 130 mila euro e rotti e "investe i suoi risparmi in poche centinaia di azioni di multinazinali tedesche come Daimler o Allianz". Assicura il Fatto che anche Paolo Gentiloni - che nel 2017 ha guadagnato 123.526 euro - possiede un pacchetto di azioni di circa 300 mila euro. 

I più poveri sono i Cinquestelle, alcuni alla prima nomina, deputati e senatori che portano in dote una borsa di poche migliaia di euro da lavoro. Ma da valutare c'è anche l'operazione trasparenza che contraddistingue il Movimento per la quale tutti i redditi sono noti a prescindere dalle dichiarazioni al Senato o alla Camera. Così Giulia Lupo, che dichiara meno di 15 mila euro, Lucia Azzolina eletta a Montecitorio e insegnante di filosofia, oggi "nuovo volto televisivo del Movimento", dichiarava 7.731 lo scorso anno. Con il reddito "normale" c'è anche un forzista, Catello Vitiello. Avvocato penalista di Castellammare di Stabia, Vitiello ha dichiarato 24.266 euro.