L'addio a Sassoli. L'omelia: "Portiamo nel cuore il tuo sorriso". La moglie: "Sei andato via troppo presto"

Le esequie solenni nella chiesa di Santa Maria degli Angeli con le più alte cariche dello Stato e i presidenti della Commissione e del Consiglio Ue von der Leyen e Michel

TiscaliNews

"Ho avuto una vita bella, decisamente molto bella. E finirla a 65 anni è davvero troppo presto". Questo mi dicevi solo due settimane fa, quando avevi capito già tutto, mentre noi giocavamo a nasconderci la realtà, sperando l'impossibile. Troppo presto davvero". E' un passaggio del ricordo che Alessandra Vittorini dedica al marito scomparso, David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, durante i funerali di Stato nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma. 

"Famiglia e politica - ha detto ancora - famiglia e passione, altri luoghi e altri impegni, in cui hai costruito con tenacia il tuo modo di essere, il tuo modo di fare e i tuoi valori. Noi siamo stati il tuo punto fermo, ma dividerti e condividerti con altri ha prodotto quella cosa immensa cui stiamo assistendo in queste ore, nel coro unanime di riconoscimenti, nelle file di persone che vogliono salutarti, nei fiori e nei biglietti che abbiamo trovato l'altroieri al nostro ritorno, attaccati al portone in strada".

Il messaggio dei figli

"Grazie papà, buona strada e, mi raccomando, giudizio". Rievocando una raccomandazione paterna, Giulio Sassoli, accanto alla sorella Livia, ha concluso il suo messaggio durante il funerale di Stato del padre David, in cui ha ricordato "la sua spontaneità e i modi di fare sempre autentici, in ogni contesto". "Oltre a buongiorno e buonasera, esclamavi sempre 'evviva', come se anche solo incontrarsi fosse già una vittoria" ha ricordato Giulio Sassoli", rievocando "la dignità di chi non ha mai fatto pesare la sua malattia, né ora né anni fa. In un mondo di scuse, dicevi 'Sì ma io c'ho da fa''. Ci hai insegnato che la fama e la popolarità hanno senso solo se si riescono a fare cose utili". E poi ancora "passione e amore", sono le parole del tuo insegnamento pronunciate fino all'ultimo. La figlia Livia, poi, ha letto l'ultimo messaggio pronunciato da David Sassoli prima di Natale.

L'omelia

"Era un uomo di parte e anche un uomo di tutti, la sua parte era quella della persona: per lui la politica doveva essere per il bene comune. Ecco perché voleva un'Europa unita con i valori fondativi, e ha servito perché le istituzioni funzionassero. Non ideologie ma ideali, non calcoli ma una visione". Lo ha detto nella sua omelia l'arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi, che ha citato l'ultimo messaggio di David Sassoli, prima di Natale, nell'omelia durante il funerale di Stato dello scomparso presidente del Parlamento europeo, suo amico dai tempi del liceo. "Abbiamo visto nuovi muri, i nostri confini in alcuni casi sono diventati confini tra morale e immorale, tra umanità e disumanità, muri eretti contro persone che chiedono riparo dal freddo dalla fame dalla guerra dalla povertà - aveva detto Sassoli in un messaggio di auguri sui social, pochi giorni prima dell'ultimo ricovero in ospedale -. Il periodo del Natale è il periodo della nascita della speranza e la speranza siamo noi quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno, quando non alziamo muri ai nostri confini e quando combattiamo contro tutte le ingiustizie".

Il messaggio degli ex colleghi

"Hai sfondato muri di gomma con la tenacia della tua gentilezza, con l'ostentazione del rispetto che avevi per gli altri, con lo sfinimento del dialogo, la forza della prudenza e la dirompenza della tua mitezza. "A noi lasci una caparbia lezione di ottimismo". Così gli ex colleghi del Tg1 hanno ricordato David Sassoli, in un messaggio letto durante il funerale di Stato dalla giornalista Elisa Anzaldo. Con voce rotta dalla commozione, Anzaldo ha rievocato quando "arrivava trafelato in studio" poco prima dell'inizio del Tg, il "maledettissimo vizio del fumo", la sua ritrosia di fronte ai social network: "Lui diceva, 'ma io sono qui, parliamoci'. Diceva che è social buttare giù un muro, perché dietro c'è un mondo. Che è social accogliere un migrante, perché dietro di lui c'è una comunità. Che La famiglia è più ricca e moderna di un gruppone Facebook". "Un'ondata di affetto ci ha travolto al Tg1 - ha detto - e ci ha fatto ricordare tanti momenti: se a mensa se ti scappava poco poco l'inizio di una discussione politica non ti si fermava più, partivi da De Gasperi, per concludere che qualcosa comune bisognava farla. E l'hai fatta. Dicevi, il problema degli altri è il mio problema, L'indifferenza non è un'opzione, tutti gli insegnamenti di don Milani che avevi respirato a casa e raccontavi a noi".

L'omaggio delle cariche dello Stato e dell'Ue

Alla cerimonia hannno partecipato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Mario Draghi. Entrato nella basilica, Draghi ha stretto la mano al premier spagnolo Pedro Sanchez, giunto poco prima di lui, e poi ha salutato i vertici delle istituzioni europee, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Luciana Lamorgese, Luigi Di Maio e Renato Brunetta sono fra i primi ministri giunti alla basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma. Fra i circa 300 partecipanti già nella basilica ci sono anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il segretario del Pd Enrico Letta, il senatore a vita Mario Monti, Gianni Letta, e la delegazione del Parlamento europeo.