Elsa Fornero consulente di Draghi: è polemica. Sua la riforma delle pensioni nel periodo “lacrime e sangue”

L’ex ministra del Lavoro del governo Monti chiamata a far parte della task force che dovrebbe contribuire a rendere più efficiente e potenziare la realizzazione del programma del governo. Tutti i nomi

Mario Draghi ed Elsa Fornero (Foto Ansa)
Mario Draghi ed Elsa Fornero (Foto Ansa)
TiscaliNews

Tra i nomi degli esperti chiamati come consulenti per potenziare e rendere più efficiente la realizzazione del programma del governo Draghi figura quello della professoressa Elsa Fornero. Un nome che per alcuni è tutto un programma. La scelta non ha mancato infatti di sollevare polemiche tra gli esponenti politici e allarme in molte fasce di popolazione, specie tra quelle che ambiscono all’agognato e meritato pensionamento in tempi equi.

Sua la riforma delle pensioni nel periodo lacrime e sangue

Elsa Fornero – come tutti ricordano – ricoprì la carica di ministro del Lavoro e delle Politiche sociali nel governo Monti da novembre 2011 a fine aprile 2013. Fu lei a sfornare la riforma delle pensioni contenuta nel decreto Salva Italia che, per contrastare la recessione economica, impose agli italiani “lacrime e sangue”.

Una prospettiva che – anche questo lo ricordano in tanti – suscitò le lacrime della stessa ministra Fornero che chiedeva grandi sacrifici ai cittadini. E così fu smantellato il vecchio sistema pensionistico definito insostenibile.

Quella riforma gravò in maniera pesante sulle spalle dei lavoratori. Estese a tutti il metodo di calcolo contributivo, abbassando l'ammontare degli assegni, elevò notevolmente l’età per il pensionamento (ora 67 anni) e, come se non bastasse, dimenticò gli “esodati”.

L'ex ministra del Lavoro Elsa Fornero (Foto Ansa)

Fornero: "Perchè ho detto sì"

"La scorsa settimana mi ha telefonato Tabacci. Mi ha detto che gli avrebbe fatto molto piacere se fossi entrata nella commissione sulla programmazione economica. Sono rimasta molto sorpresa". A raccontarlo, in un'intervista alla Stampa, la ex ministra. Del suo nuovo impegno Fornero spiega: "Come sempre dirò la verità. La verità è che abbiamo davanti sei anni per spendere bene molti soldi. Ma la verità è anche che se non li spenderemo bene, quei soldi diventeranno debito e gli altri Paesi ce ne chiederanno conto, saranno sempre lì, pronti a saltarci addosso". Poi parlando del ruolo dei tecnici afferma: "Ci sono dei momenti in cui la politica ci chiama. Forse perché sente che è venuto il momento di compiere scelte impopolari". La politica non ama le scelte impopolari? "Diciamo - dice Fornero - che preferisce in quei casi delegare ad altri". Alla Repubblica Elsa Fornero racconta: "Qualcuno mi aveva anche consigliato di non accettare la proposta di entrare nella commissione, ma invece ho detto sì perché per tanto tempo sono stata considerata un'appestata e ho avuto attacchi personali". Poi aggiunge: "Mi fa piacere che dopo l'incitamento all'odio ci sia chi pensa che la mia opinione possa essere utile. Comunque sono una semplice consulente con un ruolo modestissimo, se mi chiedono dei pareri li darò".

Fedriga: "Non si può tornare alla riforma Fornero"

"Se c'è da fare una riforma, si deve tenere in considerazione che non si possono riportare le persone alla riforma Fornero, perché sarebbe un disastro per l'economia in un momento in cui si deve favorire il ricambio generazionale", ha  detto il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, intervenendo alla trasmissione 'Stasera Italia' su canale 4. "Per quanto riguarda le pensioni - ha proseguito Fedriga - , sono convinto che ipotizzare un mantenimento sul posto di lavoro per degli anni, soprattutto in un momento in cui dovremo affrontare una crisi anche occupazionale, sia un danno economico".

La posizione del sindacato

Bisognerà vedere inoltre cosa dirà il sindacato che ha sempre chiesto per i lavoratori più flessibilità in uscita dal mondo del lavoro come avviene in altri Paesi europei. Semmai l’anomalia si è verificata secondo il sindacato proprio nel 2012, con il governo Monti. Quando “la legge Fornero – ha affermato in una nostra intervista Domenico Proietti, segretario nazionale della Uil - ha in realtà operato una gigantesca operazione di cassa, per motivi di bilancio, sulle spalle dei lavoratori e dei pensionati”. E questa scelta non si deve ripetere. Anche perchè, se dietro le scelte c'è la vita degli italiani, l'Italia del domani non può essere quella che manda i lavoratori in pensione a 70 anni.

Gli altri membri della task force

Gli altri membri della task force Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica di Palazzo Chigi sono Antonio Calabrò, Patrizia De Luise, Giuseppe De Rita, Giuseppe Guzzetti, Alessandra Lanza, Mauro Magatti, Alessandro Palanza, Alessandro Pajno, Monica Parrella, Paola Profeta, Silvia Scozzese, Alessandra Servidori, Anna Maria Tarantola e Mauro Zampini.

I decreti

La nomina dei tecnici in questione è riportata sul sito del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DIPE) dove si legge:

"Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Bruno Tabacci in forza della delega ricevuta dal presidente Mario Draghi in materia di coordinamento della politica economica e programmazione degli investimenti pubblici di interesse nazionale, ha provveduto con due distinti decreti già registrati a istituire un Consiglio d'indirizzo che avrà il compito, a titolo gratuito, di orientare, potenziare e rendere efficiente l'attività programmatica in materia di coordinamento della politica economica presso il DIPE. Tale organismo sarà presieduto dallo stesso sottosegretario Tabacci con il coordinamento del capo del DIPE, professor Marco Leonardi".