Fitto: coordinare fondi Pnrr e Coesione in un quadro complessivo

di Askanews

Roma, 18 mag. (askanews) - Sul Pnrr la proposta fatta dal governo alle Regioni "è quella di coordinare l'utilizzo delle risorse, siamo in fase di revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e quindi abbiamo delle modifiche sulle quali stiamo lavorando".Lo ha detto il ministro degli Affari europei, della coesione e del Pnrr Raffaele Fitto parlando con i giornalisti al termine della Conferenza Stato-Regioni che aveva all'ordine del giorno, appunto, il tema del Pnrr e quello del Fondo di Sviluppo e Coesione."Penso che il ruolo delle Regioni su questo sia molto importante, anche perché - ha sottolineato Fitto - è noto che il governo ha messo insieme una volontà precisa che è quella di coordinare le risorse del Pnrr con quelli della coesione e quindi anche immaginare, con i fondi di sviluppo e coesione, un collegamento tra i tre fondi per un quadro complessivo che ci consente innanzitutto di individuare i progetti in modo coordinato e condiviso e poi di avere delle scadenze temporali differenti perché, come noto, il Pnrr scade a giugno del 2026, i Fondi di sviluppo e coesione al 31 dicembre del 2029", mentre "il fondo di sviluppo e coesione è un fondo nazionale che non ha una scadenza".

"Mi sembra di poter dire che il confronto è stato molto positivo. Sostanzialmente c'è una condivisione della quasi totalità dei presidenti delle regioni su questo percorso", ha aggiunto Fitto."Nei prossimi giorni inizierò con le convocazioni Regione per Regione per affrontare le questioni indicate e quindi individuare un metodo di lavoro che possa procedere per obiettivi e per tempistica, perché non se l'è inventato questo governo il monitoraggio della programmazione 2014-2020"."Lo dico - ha sottolineato il ministro per gli Affari europei riferendosi al monitoraggio della programmazione - non perché voglio fare polemica nei confronti di nessuno ma se su 126 miliardi di euro complessivi in circa nove anni la spesa è pari al 34% evidentemente c'è la necessità di mettere in campo delle correzioni. Il governo può fare questo, lo vuole fare in piena sintonia con un confronto chiaro, aperto, propositivo con le Regioni, quindi inizieremo questo percorso e questo lavoro".