Finocchiaro rientra in magistratura, anzi no: Orlando le lancia un salvagente, un posto al Ministero della Giustizia

La quasi ex ministra Pd non indossa la toga da circa 30 anni ed ha fatto il magistrato per soli 6 anni. Ora il Csm deve decidere cosa fare. Intanto un altro parlamentare Pd vuole lasciare la magistratura per la direzione dell'Agenzia dogane. Nuove polemiche sui magistrati in politica. Il parere del consigliere Csm

Anna Finocchiaro e Andrea Orlando
Anna Finocchiaro e Andrea Orlando
TiscaliNews

Anna Finocchiaro, quasi ex ministro ormai, fa richiesta di rientro in magistratura. Ma la cosa pare sollevi le perplessità della stessa esponente del Pd, che la toga  non la indossa ormai da 30 anni e il ruolo di magistrato l’ha ricoperto solo per 6 anni in Sicilia, a Leonforte e Catania. In un periodo in cui – come fa notare il Fatto Quotidiano commentando la notizia – non c’era ancora neppure il nuovo codice di procedura penale, entrato in vigore nel 1989. Così il collega di governo e di partito Andrea Orlando, titolare del Ministero della Giustizia, le ha lanciato un salvagente: un posto nel suo Ministero, in qualità di magistrato addetto al Dipartimento Affari Giustizia.

Un fatto singolare

La ministra ai Rapporti con il Parlamento uscente, che ha militato nel Pci, nel Pds, nei Ds e nel Pd, prima Dalemiana poi renziana e infine orlandiana, potrebbe – ad avviso del quotidiano di Travaglio – concretizzare “un fatto singolare, mai accaduto”, ovvero che “un ministro, per di più ancora per poco, chiami come funzionario del suo dicastero un altro (quasi ex) ministro”.

Ora dovrebbe essere il Consiglio Superiore della Magistratura a decidere se accogliere la richiesta di Orlando. Con un punto di domanda, in ogni caso: cosa accadrà quando si insedierà il nuovo ministro della Giustizia? Chiunque sarà, il nuovo guardasigilli potrebbe metterla nuovamente a disposizione della magistratura, anche se si tratta di una eventualità più che altro teorica.

Kessler invece vuole andare a dirigere l'Olaf

Secondo quanto si legge sul Fatto, il Csm avrebbe detto no inoltre alla permanenza fuori ruolo di Giovanni Kessler, un altro parlamentare del Pd, in servizio attualmente all’Olaf, l’Ufficio Antifrode Europeo. La richiesta era finalizzata a poter ricoprire il ruolo di Direttore dell’Agenzia Dogane e Monopoli a Roma, ma il plenum del Csm ha disposto torni a fare il magistrato. Sua destinazione Bolzano. Da quella sede il magistrato prestato alla politica era andato via 18 anni fa. Pare tuttavia che Kessler non voglia rinunciare alla direzione dell’Agenzia così si è detto intenzionato, “sia pure a malincuore”, ad abbandonare la magistratura.

Magistrati in politica: nuove polemiche

I casi in questione riproporranno, inevitabilmente, le polemiche sulla opportunità o meno che i magistrati si dedichino alla politica. Non è manato – scrive sempre il giornale – chi ha fatto notare ancora una volta che, nel caso, dovrebbe essere impedito il loro rientro tra i ranghi. Piergiorgio Morosini, consigliere Csm, togato di Area, sinistra, avrebbe affermato: “Una politica attiva da parte di un magistrato per un determinato numero di anni deve comportare poi un non rientro nella giurisdizione”. Questo perché “la giurisdizione richiede anche una immagine di imparzialità e terzietà che viene appannata dopo tanti anni svolti in politica”.