Corea del Nord rimpatria con la forza la figlia dell'ex ambasciatore a Roma. Esplode la polemica

La ragazzina sarebbe stata praticamente sequestrata dai servizi segreti nordcoreani e portata Pyongyang. Di Stefano: 'Fatto grave, chi ha sbagliato paghi'

Corea del Nord rimpatria con la forza la figlia dell'ex ambasciatore a Roma. Esplode la polemica
TiscaliNews

La figlia di Jo Song-gil è stata riportata a Pyongyang a novembre quando i nordcoreani fecero un blitz a Roma per rintracciare il padre, fino al 20 novembre ambasciatore 'reggente' della sede diplomatica in Italia, al fine di risolvere il nodo della sua diserzione.

Blitz

Thae Yong-ho, ex numero due dell'ambasciata del Nord a Londra rifugiatosi a Seul con la famiglia nel 2016, ha affermato di aver accertato attraverso "le sue fonti interne" che il blitz del team di agenti speciali di Pyongyang permise il rimpatrio forzato della figlia di Jo, una studentessa delle superiori di 17 anni, appena prima del tentativo della ragazza di riunirsi ai genitori.

La conferma

Ad inizio gennaio, un'audizione parlamentare a Seul dei vertici dell'intelligence sudcoreana permise di confermare che Jo, in forza alla rappresentanza diplomatica del Nord a Roma da maggio 2015 e con funzioni di incaricato d'affari dal 9 ottobre 2017 al 20 novembre 2018, era "sparito" con la moglie da inizio novembre, a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato. 

Ragazzina sotto protezione italiana?

La precisazione sul nucleo familiare "in fuga" suscitò perplessità nell'immediato, alimentando già strane interpretazioni sullo stato della ragazza. Mentre avrebbe senso adesso se confermati gli ultimi sviluppi forniti da Thae, tra le figure di maggior peso nella nomenclatura del Nord ad aver optato negli ultimi anni per la diserzione. Jo, secondo quando riportava all'epoca il JoongAng Ilbo, sarebbe stata sotto la protezione del governo italiano da inizio dicembre in vista della richiesta di asilo politico "in un imprecisato Paese occidentale". Indicazione mai confermata dalle autorità italiane. 

Fratoianni: Salvini e Moavero riferiscano in aula

"Il governo, il ministro degli Affari Esteri, il Ministro dell'Interno, che capisco impegnato nel denunciare tutti i giorni il pericolosissimo rischio dell'arrivo di qualche Ong sulle nostre coste, vengano a riferire senza indugio in Aula su cosa sia effettivamente accaduto" con la questione della figlia dell'ambasciatore della Corea del Nord". Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, intervenendo a nome di Liberi e Uguali nell'Aula di Montecitorio. In questi minuti i principali organi di stampa riportano una notizia che se confermata costituirebbe quanto meno questione di grande imbarazzo per il nostro Paese: uomini dei servizi di sicurezza della Corea del Nord avrebbero prelevato, cioè rapito, sul suolo italiano la figlia dell'ex ambasciatore a Roma di quel Paese. Ripeto: prelevata, rapita e riportata contro la sua volontà in Corea del Nord.

"Fatto imbarazzante"

La storia di Jo Song-gil e di sua figlia, rapita dall'intelligence nord coreana in Italia, se confermata, sarebbe un caso di una gravità inaudita. Quando avvenne una cosa simile, il caso Shalabayeva, andai direttamente in Kazakistan per incontrarla e capire cosa fosse accaduto e appurammo responsabilità dirette dell'allora Ministro dell'Interno Alfano. Chi ha responsabilità pagherà, statene certi". Lo scrive su fb il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano. "L'Intelligence nord
coreana ha sequestrato su suolo italiano la figlia dell'ambasciatore Jo Song-Gil? Episodio gravissimo. Matteo Salvini venga a riferire in aula quanto prima". Lo scrive in un tweet la vice presidente della Camera M5S Maria Edera Spadoni