[La polemica] Il fascismo sulle chiappe. L'ignoranza genera stupidi in costume da bagno

Lo slogan che Ciccio Franco scelse nel 1970 per animare la rivolta fascista di Reggio Calabria, poi fatto proprio dal Fronte della Gioventù degli anni settanta - infatti - è stato trasformato in una griffe da bagno, da sentimento epico e nostalgico è stato ridotto ad un accessorio da ombrellone. Ed è solo l'ultima banalizzazione

[La polemica] Il fascismo sulle chiappe. L'ignoranza genera stupidi in costume da bagno

L'ultima perla in ordine di tempo è sicuramente questa: una azienda empolese produce costumi da bagno con la scritta “boia chi molla”. Nello spazio di una collezione di moda, il pop-fascismo è diventato una patacca. Ecco perché la richiesta del centro sociale Intifada di vietare l'ingresso nelle piscine a chi indossa questi slip, mi pare l'epilogo ideale. Lo slogan che Ciccio Franco scelse nel 1970 per animare la rivolta fascista di Reggio Calabria, poi fatto proprio dal Fronte della Gioventù degli anni settanta - infatti - è stato trasformato in una griffe da bagno, da sentimento epico e nostalgico è stato ridotto ad un accessorio da ombrellone.

Reliquie del fascismo come il campionario di un negozio di bigiotteria

Ed è solo l'ultima banalizzazione di una serie fortunata, quanto grottesca, in cui, tra vini Dux e manganelli stile ventennio, tra accendini credere-obbedire-e-combattere e portachiavi con il faccione del la Buonanima, qualcuno sta cercando di trasformare le reliquie del fascismo nel campionario di un negozio di bigiotteria. Stupisce anche che la Swimxwin - societàche ha prodotto il costumino - che ha sede operativa a Lamporecchio e quella legale a Empoli, dica di non conoscere nemmeno l'origine precisa di quello slogan. Un po' come - ricorderanno gli appassionati di calcio - accadde ad un giovanissimo Gigi Buffon, che prima si scrisse "Boia chi molla!" sulla maglia, e dopo l'esplosione della polemica spiegò di non sapere che si trattasse di una slogan politico.

Nel catalogo Swimxwin non solo slip

Nel suo catalogo online la Swimxwin ha questo genere di prodotti, come dimostra la foto presa dal sito internet dell’azienda. "Ma - spiegano loro - abbiamo anche costumi e cuffie con l’immagine del Che Guevara e con la scritta Hasta la victoria siempre!". Secondo Giovanni Pistelli, uno dei responsabili della ditta "Questo significa che il nostro non è un intento di fare politica, ma solo di attirare l’attenzione di chi compra questi articoli. 'Boia chi molla!', per noi - aggiunge Pistelli - è l’incitamento a dare sempre di più in vasca. 'Hasta la victoria siempre!' vuole intendere di puntare solo a vincere". Una giustificazione, come è evidente, che appare minimalista e ridicola. Potranno anche stamparlo sulla carta igienica o su di un cavalcavia, ma "Hasta la vittoria siempre!" è il motto con cui Che Guevara è andato a fare la guerriglia in Bolivia e "Boia chi molla!" è tanto connotato che leggerlo senza il corredo di una croce celtica, sembra quasi che gli manchi qualcosa.

Parodie di una storia tragica

Qui però la mia morale è diversa, da quella degli antifascisti da griffe. Trovo ugualmente ridicolo comprarsi un costumino "Boia chi molla!", o "Hasta signore!" perché sono parodie di una storia tragica, sono ridicolizzazioni commerciali, e non certo omaggi identitari. E trovo ancora più ridicolo impedire l'accesso in piscina a chi si mette il fascismo (o il cheguevarismo) sulle chiappe, come se fosse una medaglia o un atto di coraggio. Non stiamo parlando di frasi antisemite, o di inni al totalitarismo: se uno sa cos'è la storia e la banalizza, peggio per lui. Se uno non sa cos'è la storia e tuttavia ama esibirne l'ombra, peggio per lui. Quando qualcuno dimostra di essere così pirla, può essere pericoloso, ovviamente. Ma solo per se stesso.