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Europee, la sfida Meloni-Schlein sarà anche in piazza

Non è ancora chiaro se si sfideranno sul piccolo schermo. Il salotto di Bruno Vespa, Porta a Porta, è già pronto

Giuseppe Alberto Falcidi Giuseppe Alberto Falci   
Foto Ansa
Foto Ansa

Non è ancora chiaro se si sfideranno sul piccolo schermo. Il salotto di Bruno Vespa, Porta a Porta, è già pronto: basta che dicano entrambe sì e si può andare in onda. Di sicuro da qui al 7 giugno Giorgia Meloni ed Elly Schlein duelleranno ogni santo giorno. A colpi di dichiarazioni in cui l’una prenderà di mira l’operato dell’altra e viceversa. Una battaglia identitaria, obiettivo assicurarsi le rispettive truppe polarizzando la sfida in uno schema destra-sinistra. La segreteria del Pd preferirebbe disputare il faccia a faccia in un’altra rete televisiva, come La7 o SkyTg24. Alla fine però i due staff troveranno un accordo e il duello tv si farà.

Si sfideranno anche in piazza

Di più, ed è questa la novità delle ultime ore, si sfideranno anche in piazza, basta vedere quello che è successo nelle ultime 24 ore. È mercoledì pomeriggio quando la segretaria del Pd annuncia una manifestazione per il prossimo 2 giugno, data simbolica perché si tratta della festa della Repubblica. Ecco quel dì il popolo dei democratici scenderà in piazza per manifestare contro la riforma della Costituzione, il premierato per intenderci, e contro l’autonomia differenziata. Mossa che scatena la reazione del ministro degli Antonio Tajani che è sceso in soccorso della presidente del Consiglio: «Schlein manifesta il 2 giugno? La festa della Repubblica è di tutti, non di una parte. Però se vogliono fare una manifestazione, la facciano pure».

Una grande manifestazione di piazza il 1 giugno

Non passa nemmeno mezza giornata e la leader di Fratelli d’Italia annuncia una grande manifestazione di piazza, questa volta il 1 giugno, ovvero 24 ore prima della mobilitazione dei democratici. Causalità, si dirà. Nemmeno tanto, verrebbe da dire. «Il 1 giugno - si legge sul profilo di Fratelli d’Italia - vi aspettiamo a piazza del Popolo dalle ore 14». Quello del primo giugno dovrebbe essere per la premier, come dicono anche dal partito, l'unico comizio di campagna elettorale per le europee. Ed è vero che Meloni che lascerà poco spazio alla propaganda elettorale, anche perché dovrà seguire i dossier caldi dell’esecutivo e rivestire il ruolo di presidente del G20. Ragion per cui l’appuntamento del 1 giugno sarà sovraccarico di peso politico. In quel consesso l’inquilina di Palazzo Chigi tirerà l’ultima volta alla sua campagna elettorale e  sferrerà l’attacco finale  alla sinistra, per massimizzare i consensi. Prendendo di mira Elly, la sua sfidante.

Non mancano i colpi bassi, dall’una e dall’altra parte

La sfida delle piazze arricchisce una campagna elettorale in cui non mancano i colpi bassi, dall’una e dall’altra parte. E dove la polarizzazione Meloni - Schlein sembra essere la grande novità. Prima di tutto perché si tratta di una sfida al femminile ed è la prima volta in una competizione nazionale. In secondo luogo perché entrambe in questo modo si legittimano e pongono le basi per un nuovo bipolarismo. 

Non a caso si punzecchiano, puntano a svettare nelle rispettive coalizioni, Giorgia ed Elly. Più facile per la leader di Fd’I che riveste il ruolo di azionista di maggioranza della coalizione di governo. Discorso diverso per la segretaria del Pd. La polarizzazione aiuta la posizione attuale della numero uno del Nazareno che al contempo se la deve vedere con l’alleato/avversario Giuseppe Conte che non intende siglare un patto con il Pd e con lo stato maggiore del Nazareno che aspetta il risultato delle urne per chiedere il congresso. 

Schlein intende giocarsi quest’occasione fino in fondo. Non a caso solo nella giornata di ieri ha messo in fila una serie di attacchi al governo e alla presidente del Consiglio: «Al governo c'è la prima premier donna ma non ce ne facciamo nulla se ogni donna non si batte per i diritti delle donne e degli uomini nel nostro paese. Al governo c'è una leadership femminile ma non femminista che fa entrare nei consultori le associazioni antiabortiste per fare pressioni violente sulle donne per non farle accedere alla legge 194». E poi ancora contro la riforma Calderoli: «Dobbiamo contrastare con ogni forza l'autonomia differenziata perché è una misura con cui la sedicente patriota vuole spaccare in due il paese, vuole aumentare le disuguaglianze». Il tutto senza perdere il vero obiettivo di Meloni, il premierato: «Innovazione e rinnovamento sono importanti ma sapendo sempre da dove veniamo, se non teniamo stretta la nostra memoria non possiamo scrivere una pagina di futuro. Nella nostra Costituzione troviamo i nostri valori che vanno declinati al futuro, in una società e in un mondo che sono cambiati. Con cambiamenti che hanno spaventato le persone, proviamo a riavvicinarle, a riattuare per davvero la Costituzione, ancora prima che qualcuno si azzardi a minare la Repubblica parlamentare con una riforma sbagliata e pericolosa come quella che sta portando avanti la destra. E ricordiamo sempre che è una Costituzione repubblicana, laica, ma soprattutto è antifascista».

Meloni preferisce non replicare, mantenendo per 24 ore il profilo istituzionale. Ma la campagna elettorale è ancora lunga. E oggi sarà un’altra giorno. La sfida delle piazze è appena iniziata. 

 

Giuseppe Alberto Falcidi Giuseppe Alberto Falci   
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