In Parlamento nasce il gruppo "filo-Putin" e anti-ucraino. Lo strano requisito per farne parte

Nel fronte gialloverde, che comunque conta alla Camera su una maggioranza virtuale (i leghisti sono 133 e i pentastellati 155), c’è il ventre molle con i distinguo di Conte e Salvini decisivi

Matteo Salvini e Giuseppe Conte (Ansa)
Matteo Salvini e Giuseppe Conte (Ansa)

C’è un Paese che è stato scelto dalla Russia e da Putin in persona come nazione europea dove provare ad insinuarsi. E quel Paese è l’Italia. I motivi sono molteplici, a partire dagli storici ottimi rapporti con Silvio Berlusconi – oggi però assolutamente gelidi perché il Cav su questa partita è atlantista in tutto e per tutto – a quelli più recenti con Lega e MoVimento Cinque Stelle. E proprio qui, nel fronte gialloverde, che comunque conta alla Camera su una maggioranza virtuale (solo i leghisti, per renderci conto delle proporzioni, sono 133 e i pentastellati 155) c’è il ventre molle su cui conta politicamente Putin, con i distinguo di Giuseppe Conte e Matteo Salvini decisivi nella sua strategia dell’attenzione all’Italia. Che, invece, ovviamente, non comprende i ministri Luigi Di Maio e Giancarlo Giorgetti, atlantisti e draghiani doc. Poi, ci sono gli intellettuali, gli Orsini, i Santoro e tutti quelli del Teatro Ghione dell’altra sera, con un rinforzo di No Vax transitati da una battaglia all’altra, senza nemmeno passare dal via.

Le televisioni

E anche le televisioni ce ne mettono del loro, con la scelta di dare la parola a Lavrov – unico Paese d’Europa dove questo è accaduto – o di avere sempre ospiti uno o più sostenitori delle ragioni di Putin in trasmissione. Insomma, un brodo di coltura di tesi antiucraine e filoputiniane che è sempre notevole in ogni settore e, secondo i sondaggi, ha convinto più della metà degli italiani delle ragioni di Putin. Che hanno anche milioni di seguaci nei social che divulgano fake news. Ricordate, ad esempio, le polemiche sui morti di Bucha “messi in posa” e simili amenità? Satelliti e video hanno dimostrato l’esatto contrario, ma da quel momento non se ne è più parlato. Ci sono intere trasmissioni dove le tesi di Putin sono il Verbo e questo avviene solo in Italia.

La battaglia della informazione

Insomma, la Russia ha vinto la battaglia dell’informazione nel nostro Paese – nonostante una grande maggioranza di televisioni e giornali schierati con Nato e Ucraina – ed è davvero molto interessante vedere come siano sovrapponibili alcuni mondi gialloverdi con quelli filoputiniani (già in passato NoVax, NoPass, NoMask, negazionisti del Covid e prima ancora NoEuro). Ma occorre anche dire che, complici i voti di fiducia, Lega e MoVimento Cinque Stelle fino ad oggi non sono mai venuti ufficialmente allo scoperto sul punto, tranne alcune dichiarazioni di Conte che ha scoperto nel filone pacifista una possibile chiave per la sopravvivenza pentastellata nella prossima legislatura, anche con un patto con la sinistra-sinistra, come si è visto anche dalle ovazioni da cui è stato accolto nei mondi degli eredi di Liberi e Uguali.

I tre gruppi

Ma, ufficialmente, quelli che non hanno paura a schierarsi con il pacifismo senza se e senza ma, anche se questo li fa identificare come amici di Putin, anche se probabilmente sono molto più semplicemente antiNato, sono soprattutto tre gruppi: gli ex pentastellati di Alternativa, che a Montecitorio sono 16, in crescita continua; i quattro di Montecitorio di Manifesta-Potere al Popolo-Rifondazione comunista Sinistra Europea a cui si aggiunge un senatore di Potere al Popolo, tutti ex pentastellati, e i quattro senatori di Italexit guidati da Paragone, che ha raccolto attorno a sé altri due ex grillini e un ex leghista, William De Vecchis.

I deputati del misto

E a tutti questi vanno aggiunti molti deputati e senatori del gruppo Misto, nella maggior parte ex pentastellati: alla Camera il più duro negli interventi è Michele Sodano, al Senato intervengono spesso le due rappresentanti di Sinistra Italiana ex del MoVimento Paola Nugnes ed Elena Fattori. Insomma, questi gruppi che si caratterizzano per essere contro Draghi, contro Di Maio e conseguentemente contro l’invio delle armi all’Ucraina, stanno crescendo in questi giorni, trasformandosi in un vero e proprio partito, che – pur essendo formalmente fuori da MoVimento Cinque Stelle e Lega – si caratterizza come espressione di un mondo populista gialloverde che riporta al Conte uno e al MoVimento di Di Battista.

I cambi di gruppo

E vale la pena di seguire questi cambi di gruppo, perché sono molto significativi di quanto siano magmatici ed effervescenti questi mondi. L’altro giorno è toccato alla vicepresidente pentastellata di Montecitorio Maria Edera Spadoni annunciare il ritorno in Alternativa di un suo ex compagno di partito che aveva lasciato i Cinque Stelle, poi era andato in Alternativa e quindi era rimasto nel Misto-Misto. Il titolino era un classico: “Modifica nella composizione di una componente politica del gruppo Misto”. Ormai consueto anche il testo: “Comunico che, con lettera pervenuta in data 27 aprile 2022, il deputato Massimo Enrico Baroni, già iscritto al gruppo parlamentare Misto, ha dichiarato di aderire alla componente politica “Alternativa” del gruppo parlamentare Misto. Il rappresentante di tale componente, con lettera pervenuta in pari data, ha comunicato di aver accolto la richiesta”.

Quel ch'è successo al Senato

Ma ancor più significativo è quello che è successo ieri al Senato nella seduta convocata in tutta fretta per annunciare la presentazione di due decreti legge, presieduta dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati e durata sei minuti sei. Ha annunciato la Casellati, sotto il titolino: “Gruppi parlamentari, costituzione, composizione e variazioni nella composizione”: “Con lettera del 27 aprile 2022, il senatore Mattia Crucioli, in qualità di Capogruppo pro tempore, ha comunicato la costituzione, ai sensi dell'articolo 14, comma 4, del Regolamento, del Gruppo parlamentare denominato «C.A.L. (Costituzione, Ambiente, Lavoro)-PC-Idv». Del Gruppo fanno parte i senatori Mattia Crucioli, Rosa Silvana Abate, Luisa Angrisani, Margherita Corrado, Emanuele Dessì, Bianca Laura Granato, Virginia La Mura, Elio Lannutti, Barbara Lezzi e Rosellina Sbrana. Pertanto i predetti senatori cessano di far parte del Gruppo Misto”.

"Non aver votato la fiducia a Draghi"

E, contestualmente, l’allegato ai lavori annunciava: “Gruppi parlamentari, cessazione di componente”: “La Presidente del Gruppo Misto ha comunicato che, a seguito dell'uscita dal Gruppo dei senatori Dessì e Lannutti, le componenti "PARTITO COMUNISTA" e "Italia dei Valori" all'interno del Gruppo stesso cessano di esistere”.  Il requisito per entrare in questo gruppo è quello non aver mai votato la fiducia al governo Draghi. Ed è interessante notare che era già nato una volta, il 27 gennaio 2022, secondo le malelingue per appoggiare la candidatura della Casellati al Quirinale, anche se i diretti interessati smentirono sempre. Comunque, per chiudere ogni polemica, lo stesso giorno il gruppo si sciolse, con alle spalle pochissime ore di vita. Oggi rinasce con due nuove presenze per arrivare a dieci senatori necessari per costituirsi in gruppo autonomo, quella di Virginia La Mura e di Emanuele Dessì, unico rappresentante del Partito comunista di Marco Rizzo che, non a caso, alle comunali di Genova appoggia il presidente di questo gruppo al Senato Mattia Crucioli come candidato sindaco.

Pentastellati che entrano ed escono

Per due nuovi ex pentastellati che entrano nel nuovo gruppo, due escono: rispetto al 27 gennaio mancano i volti di Fabio Di Micco e di Cataldo Minnino. “Cal-Pc-Idv – spiega Mattia Crucioli – è un raggruppamento parlamentare che nasce per fare un’opposizione organizzata di cui ha bisogno non solo il Senato, ma tutto il Paese: altrimenti chi fa una seria opposizione a questo pessimo Governo sarebbe rimasto privo di occhi e orecchie nella conferenza dei capigruppo e in altre commissioni di garanzia. E senza costi aggiuntivi per i cittadini: i fondi saranno semplicemente ridistribuiti e tolti ai partiti di maggioranza. Noi quindi ci siamo e ci saremo, proprio perché tutti i partiti di maggioranza, e anche quelli di finta opposizione come Fratelli d’Italia, sono per l’intervento nella guerra in Ucraina, e di fronte alla guerra tutti coloro che sono contrari devono unirsi, a prescindere dalle diversità”.

Passaggio diretto dal mondo NoVax e NoPass a quello pacifista. Sono tutti ex pentastellati, con una spruzzata di ex Lega portata da Rosellina Sbrana, senatrice eletta nel collegio uninominale di Pisa, veterinaria, che viene da Cascina, il paese dell’eurodeputata salviniana Susanna Ceccardi. E in squadra c’è anche un’ex ministra: Barbara Lezzi, senatrice ex pentastellata eletta nel collegio di Nardò ed ex titolare del ministero, senza portafoglio, per il Sud. Nel governo gialloverde Conte uno, ca va sans dire.