Schiaffo di Conte a Di Maio e Salvini: "Dicano chiaramente se vogliono proseguire, altrimenti lascio"

Ad un anno dall'entrata in vigore del governo del cambiamento, il premier fa un consuntivo delle cose fatte. E parla delle difficoltà crescenti ad agire in modo coerente, tra iniziative personali e aggressioni elettorale a tutto social

Giuseppe Conte all'arrivo a Palazzo Chigi poco prima del suo discorso (Ansa)
Giuseppe Conte all'arrivo a Palazzo Chigi poco prima del suo discorso (Ansa)
TiscaliNews

Si presenta più che mai da uomo delle istituzioni, nei quasi 22 minuti del suo discorso a Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rimarca la sua identità di vedute con il Quirinale e bacchetta le due forze che sostengono la maggioranza di governo, i loro eccessi, i protagonismi, le sbandate social e il continuo clima arroventato da campagna elettorale senza fine che sta avvelando e rallentanto l'azione politica. Il premier Conte è stato chiaro nel chiedere agli alleati di governo di darsi una misura più sobria nel loro agire e di far capire chiaramente se vogliono proseguire o meno nell'azione dell'esecutivo. Traduzione: basta eccessi, Salvini e Di Maio facciano capire se ci stanno ancora, e se vogliono attuare il contratto di governo. Di seguito, i passaggi più significativi del discorso di Giuseppe Conte.

"Quel giuramento che è il faro delle mie azioni"

Il premier Conte ha detto: "Avevamo posto a fondamento di questo governo, tra lo scetticismo generale, un contratto. Con una terza figura, la mia, a garanzia del contratto. Non mi sono preoccupato, ho sempre ritenuto che il contratto fosse un elemento forte di questo esecutivo, la modalità più lineare e trasparente, per garantire la coesistenza fra due forze politiche con riferimenti valoriali e culturali differenti. Il secondo aspetto, la figura di presidente, l'ho affrontato con serenità, pur privo di mia forza politica, ho ritenuto di poterla trarre direttamente dall'art. 95 della Costituzione. Mi piace ricordare a distanza di tempo le parole del mio giuramento: fedele alla Repubblica, per osservarne le leggi ed esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo delle istituzioni. Quel giuramento è il faro delle mie azioni".

I bisogni dei cittadini al primo posto

Ancora nelle parole del premier: "Abbiamo rivendicato di essere il governo del cambiamento, nato dall'incontro di due forze politiche consapevoli che il Paese avesse bisogno di un cambio di passo. Bisognava invertire la rotta, rispetto alle forze politiche precedenti, i cittadini chiedevano una rivoluzione nel metodo dell'azione politica". Conte ha riepilogato i principali provvedimenti di quella che ha definito Fase uno dell'azione di governo: "Siamo intervenuti per rispondere al bisogno di protezione sociale, specie delle fasce più colpite. Decreto legge dignità, Reddito di cittadinanza, quota 100 valgono come patto sociale volto a reintegrare i cittadini smarriti e sfiduciati. Bisogno di sicurezza, verso cittadini che vivono in aree più esposte, verso immigrazione irregolare così da contrastare la tratta di esseri umani". E ancora: "Legge spazzacorrotti, modifica dell'art 416 ter del CP, per la prima volta in Italia piano nazionale per contrastare il dissesto idrogeologico. Questi provvedimenti vanno monitorati. Per evitare che reddito di cittadinanza sia una misura assistenziale, via a una campagna di controlli, così che si realizzi il circuito Reddito da un lato, formazione e lavoro dall'altra. Sulla sicurezza, dobbiamo incrementare interventi per offrire più incisive politiche di integrazione, e rendere più efficaci i rimpatri".

Un lavoro di squadra che è andato a rovinarsi

Secondo il presidente del Consiglio, nella prima fase il governo è stato capace di fare un "lavoro di squadra incredibile con i vicepremier e con i parlamentari di maggioranza. Questa esperienza ha dovuto convivere con varie consultazioni locali ed europee, ci ha costretto a convivere con una campagna elettorale pressoché permanente. Io stesso avevo sottovalutato questo aspetto,in particolare la consultazione europea si è rivelata molto aspra. Accreditando l'immagine di uno stallo nell'azione di governo. Ma stiamo avviando la Fase due: investimenti, crescita, semplificazione normativa e burocratica. Stagione intensa sul piano riformatore. Numerosi disegni di legge delega, in particolare di contratti pubblici, codice del lavoro, servono a semplificare l'intero quadro legislativo. Ci sono due Dl per riformare i codici penale e civile, giustizia più rapida e vicina ai cittadini. Al vaglio lo Sbloccacantieri e il Dl Crescita, rilevanti per la realizzazione del contratto di governo, piano di investimenti e misure di sostegno per imprese e occupazione. Completamento opere pubbliche". 

Cosa manca alla "fase due"

"Il nostro cantiere riformatore è aperto - ha proseguito Conte - avviare il progetto di autonomia differenziata. Io stesso intendo assicurare il massimo impulso allo scioglimento dei residui nodi politici, avendo cura di evitare che questo legittimo processo riformatore finisca con l'aggravare il divario tra Nord e Sud. Serve disciplina efficace su confitto di interessi. Organizzare una più organica riforma del Fisco, non solo rimodulare le aliquote, ma una relazione più equa tra amministrazione finanziaria, giustizia tributaria, e contribuente. Dobbiamo intervenire per offrire un più incisivo sostegno per chi ha parenti disabili. A chi ha molti figli, perchè l'Italia rischia di diventare un Paese per vecchi". Conte ha apertamente parlato di "manovra finanziaria che si annuncia complessa, su spending review, tax expenditures, evitare aumento dell'Iva. E' importante perseguire una politica di segno espansivo, tenendo però in ordine i conti. L'equilibrio del quadro di finanza pubblica ci è imposto dal fatto che siamo costretti a finanziare il debito sul mercato, esposti alla fiducia degli investitori". Poi la sottolineatura della propria azione: "Io lavoro a progetti strategici, se vogliamo consegnare alle generazioni future un'Italia migliore: potenziare ricerca e innovazione, sistema scolastico e universitario, piano straordinario per valorizzare il turismo e delle ricchezze artistiche. Ancora, valorizzare la filiera agroalimentare, orientamento dell'intero sistema produttivo verso un'economia circolare, sostenibile. No ai rifiuti, sì al riciclo. Sostegni all'export. Sono alcune delle iniziative a cui lavoriamo, che richiedono visione, coraggio. Bisogna perciò uscire dallo schema dei proclama elettorali, siamo chiamati da disegnare il futuro del Paese, cosa diversa da collezionare like sull'agorà digitale e social".

"Sobri nelle parole, operosi nelle azioni"

Questa la lettura della recente tornata elettorale da parte di Conte: "A distanza di un anno i cittadini confermano la fiducia, ma la Lega riscuote un successo significativo, il M5S è uscito fortemente ridimensionato. Non ha ricadute dirette nella distribuzione di forze nel nostro Parlamento, i risultati elettorali creano grande esaltazione e delusione. Però il clima elettorale non si è ancora spento. E' un clima di supereccitazione che non giova all'azione politica. ll clima è buono, ma lavorare nell'interesse del Paese significa qualcosa di più di buoni rapporti personali. Il mio motto è: sobri nelle parole e operosi nelle azioni. Le freddure sparate a mezzo social non fanno lavorare, l'eccesso di verbosità, i perenni conflitti comunicativi pregiudicano il lavoro. La Fase due richiede attenzione maggiore. Dobbiamo offrire risposte all'impresa e al lavoro. Gli italiani ci chiedono di proseguire, dobbiamo operare con impegno, serietà, massima concentrazione". Emerge la figura di un premier che sottoline il proprio ruolo e che non ha voglia di essere tirato a destra e sinistra da pretese elettorali di Lega e 5 Stelel: "Voglio esercitare il mio ruolo con maggiore capacità di incidere, ma le polemiche sottraggono energie. Dobbiamo preservare il patrimonio di fiducia di cui voi ci avete investito, a voi ho promesso che sarà il governo del cambiamento fino all'ultimo giorno. Non so quanto durerà ma fino all'ultima ora manterrà la sua natura. Per la chiarezza e la determinazione con cui perseguiremo i vostri interessi. Premessa necessaria è una formula chiave: leale collaborazione tra chi compone la maggioranza. Se facciamo una riunione non la cambiamo in modo arbitrario, se cambiamo idea si chiede nuova riunione, ciascun ministro si concentra sulla sua prerogativa. Non bisogna compromettere la credibilità dell'intero esecutivo".

Lo spirito di coesione che manca

Sulle deviazioni dell'agire e del parlare, e i danni che stanno facendo, Giuseppe Conte ha sottolineato: "Se il ministro dell'Economia e il premier stanno interloquendo con l'Ue per evitare procedura di infrazione, le due forze politiche non intervengono ad alterarla innescando polemiche. La definisco la strada della buona politica che i cittadini invocano da anni. Chiedo alle due forze politiche che rivestono ruolo primario, di operare una chiara scelta, di dirci se hanno intenzione di proseguire nell'azione del governo e nell'interesse del Paese, ovvero se preferiscono riconsiderarla, in vista di una consultazione elettorale che possa consolidare il successo o meno. Consegnamo ai nostri figli un'Italia più moderna, giovane, competitiva, attraente per gli investitori". Poi la sottolineatura conclusiva: "Se non ci sarà una chiara assunzione di responsabilità, con la trasparenza e la realtà, rimetterò il mio mandato nelle mani del presidente della Repubblica. Chiedo una risposta chiara, inequivoca, chiara". Infine, incalzato dai giornalisti in sala stampa sulla Tav, Conte ha detto: "Esiste un'analisi costi benefici che si è dimostrata negativa, se chiedete a me, io non la farei. Ma esiste una interlocuzione in seno al governo e con altre istituzioni europee". Da cui dipende il futuro dell'opera che sta dividendo nettamente le posizioni di Lega e M5S. 

La risposta di Salvini: "La Lega c'è"

"Noi non abbiamo mai smesso di lavorare, evitando di rispondere a polemiche e anche insulti, e gli Italiani ce lo hanno riconosciuto con 9 milioni di voti domenica". Così Matteo Salvini ha risposto su Fb alle parole del premier Conte, aggiungendo: "Noi siamo pronti, vogliamo andare avanti e non abbiamo tempo da perdere, la Lega c'è".

Di Maio: "I fatti sono la risposta migliore"

Via Facebook arriva anche la risposta del capo politico del M5S, Luigi Di Maio: "Il Movimento 5 Stelle è la prima forza politica di maggioranza e ha sempre sostenuto questo governo. Lo abbiamo sempre fatto lealmente e crediamo che ci sia ancora tanto da fare e soprattutto un contratto da rispettare. Noi siamo leali, vogliamo metterci subito al lavoro e crediamo che i fatti siano la migliore risposta in questo momento".