Dimensione Informazione, per Serrentino buona partenza Draghi

Dimensione Informazione, per Serrentino buona partenza Draghi
di Askanews

Roma, 8 apr. (askanews) - La partenza del governo di Mario Draghi "è stata buona e infonde fiducia". Lo evidenzia nel suo editoriale Roberto Serrentino, direttore di Dimensione Informazione, nell'ultimo numero del mensile di economia, politica e società. Per Serrentino "la riduzione del numero dei componenti da 25 a 12 del Comitato Tecnico Scientifico è stata percepita quale scelta di razionalizzazione e efficienza, piuttosto che di spartizione politica. È stata apprezzata anche la sicurezza e la trasparenza con cui sono state date le informazioni all'esito dei Consigli dei Ministri: una comunicazione ficcante e rassicurante che, senza preamboli, va al cuore del problema. È stato varato un condono per le cartelle esattoriali più datate e Draghi ha parlato propriamente di condono, esattamente ciò che è, senza mezzi termini. Poteva usare espressioni come rottamazione di cartelle, revisione, procedura di efficientamento, invece ha detto proprio così "condono, perché lo Stato non ha funzionato"."Draghi - prosegue Serrentino - ha dimostrato quello che tutti si aspettavano: autorevolezza, leadership, capacità di mediare e fare sintesi delle posizioni dei partiti e la prima medaglia per il suo governo è arrivata con il Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, siglato lo scorso marzo dal Ministro Renato Brunetta con le principali confederazioni sindacali. Un primo passo verso una profonda riforma della pubblica amministrazione, che contribuirà alla migliore finalizzazione del recovery fund, anche se il percorso sarà lungo. Ma credo che il vero banco di prova dell'abilità del nostro Presidente del Consiglio e con lui della Ministra della Giustizia Marta Cartabia sarà la revisione del processo penale".Nello stesso numero di Dimensione Informazione, da segnalare anche tra i diversi importanti contributi, l'intervista fatta da Serrentino all' On. Angelo Sanza, Vice Presidente di Centro Democratico. Che alla domanda su dove si posiziona il suo partito nell'attuale geografia politica nazionale, risponde così: "Si configura come un partito moderato progressista, un centro popolare che guarda a sinistra, seguendo la tradizione degasperiana, rivolgendosi al ceto medio italiano, quasi lasciato ai margini nella prospettiva politica e che noi intendiamo far tornare protagonista, interpretandone le istanze. Il cuore del nostro programma guarda alle esigenze dei ceti produttivi che costituiscono l'ossatura della Nazione, al popolo delle partite IVA, alla borghesia moderata, che si è vista erodere visibilità e considerazione, al vasto ceto popolare da valorizzare per i talenti che nascono al suo interno in una sana logica di ascensore sociale, che vede premiati i meritevoli e non i raccomandati".