C’è una deputata che è il “terrore” del presidente e dei vicepresidenti di turno della Camera: ecco chi è

E’ la paladina No Mask e No Vax, diventata famosa per le sue posizioni, che da sempre denuncia un complotto che a suo dire ci sarebbe dietro l'obbligo di vaccinazione e alla gestione mondiale della pandemia

Sara Cunial (foto Ansa)
Sara Cunial (foto Ansa)

C'è una deputata che è il terrore del presidente Fico e dei vicepresidenti di turno, l'azzurro Andrea Mandelli, il renziano Ettore Rosato, il meloniano Fabio Rampelli e la pentastellata Maria Edena Spadoni. Eppure, la deputata in questione, il terrore dei presidenti, pare mite e dolce, alla vista: è  bionda, occhi azzurri, bella, eterea, piccola imprenditrice agricola, eletta con il MoVimento Cinque Stelle in Veneto. Poi uscita dal gruppo pentastellato in polemica durissima sulle politiche agricole e sulla Xylella, è andata subito fra gli apolidi del Misto' senza mai più peregrinare fra gruppi, gruppetti e componenti. Si chiama Sara Cunial ed è la paladina No Mask e No Vax diventata famosa per le sue posizioni, che da sempre denuncia un complotto che a suo dire ci sarebbe dietro l'obbligo di vaccinazione e alla gestione mondiale della pandemia. Quindi, partendo da queste posizioni, è chiaro che le sue posizioni sono sempre dialetticamente estreme.

E a farne le spese sono i vicepresidenti di turno quando vedono che si iscrive a parlare. La prima volta è toccato a  Rampelli che si era un po' distratto quando la Cunial disse: «Mentre voi stracciate il codice di Norimberga con Tso, multe e deportazioni, riconoscimenti facciali e intimidazioni, avallate dallo scientismo dogmatico protetto dal nostro pluripresidente della Repubblica, che è la vera epidemia culturale di questo Paese, noi fuori, con i cittadini moltiplicheremo i fuochi di resistenza in modo tale che vi sia impossibile reprimerci tutti». Si scatenò l’inferno, anche perché molti deputati interpretarono le parole della deputata eletta con il MoVimento sul proporzionale in Veneto, laureata in chimica industriale, complottista, come un attacco al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre lei spiegò che ce l’aveva con Napolitano, “il pluripresidente del suo discorso.

Stavolta è stato Rosato a incappare in Sara Cunial. Che, nella discussione sul decreto sulle vaccinazioni, ha interrotto l’ex pentastellata, parecchie volte, invitandola ad attenersi al tema. Quello fra i due è stato un duetto, tipo commedia dell’arte. Con lei che attaccava il mondo e lui che le diceva di attenersi al tema, fino all’ultimatum: “Onorevole Cunial, la richiamo per l'ultima volta, dopodiché sarò costretto a toglierle…”. E lei: “Mi scusi, l'articolo 4 parla della vaccinazione obbligatoria, quindi stavo entrando nel tema della vaccinazione obbligatoria”. E Rosato, che dei cinque che presiedono è nettamente il migliore, per distacco, con una carica di ironia notevolissima, e ha ereditato il ruolo dal suo compagno di gruppo Roberto Giachetti, il miglior vicepresidente di sempre insieme a Alfredo Biondi e costituiva uno splendido tandem con Luciano Violante, il migliore fra i presidenti: “Benissimo, la ascolto volentieri”.

E la Cunial, in un crescendo rossiniano: “Bene. Da dove viene questo progetto, stavo dicendo? Bill Gates si dimise dal board di Microsoft. Ora viene fuori che il 65 enne fondatore di Microsoft non è solo uno stinco di santo, ma piuttosto un altro genere di uomo: corteggiava le dipendenti, parlava male della moglie, frequentava il pedofilo miliardario Jeffrey Epstein, con buona pace del “DL Sostegni”, a cui abbiamo dato e stiamo dando i nostri denari di italiani. Ricordo i 400 milioni prontamente concessi da Conte, dopo una telefonata di Gates. A chi li abbiamo dati? A uno stalker, mobbizzatore, che fino a ieri celebravano nel salotto di Fazio come filantropo e che oggi abbiamo sostituito con il suo amico di giochi, il cavaliere al merito dottor…”. Rosato, fra gli applausi della larga parte dell’aula che non sopporta la deputata ex pentastellata: “Onorevole Cunial, mi dispiace ma le tolgo la parola. La ringrazio”... E Sara: “No, per cortesia…

Ma non c’è stato nulla da fare

Tanto che il giorno dopo un altro ex pentastellato, Pino Cabras de “L’Alternativa c’è” ha chiesto la parola per perorare la causa della sua ex compagna di gruppo. Dicendo, fra l’altro: “La collega Sara Cunial ha preso la parola e ha argomentato con argomenti che in molti casi io non condivido, come spesso accade sull'argomento COVID, e con conclusioni che non condivido, ma che ritengo lei debba poter esprimere con la massima e assoluta libertà, come ciascuno di noi. Sto parlando di Sara Cunial, ma sto parlando di Giorgetti, sto parlando di Rosato, sto parlando di Cabras, sto parlando di Ricciardi, di qualsiasi parlamentare di questa Camera, che deve sentirsi libero di argomentare pienamente la propria posizione. Lei l'ha interrotta, caro Presidente - e vorrei che questo tema fosse affrontato, per sapere come ci dobbiamo regolare in futuro nelle argomentazioni delle dichiarazioni di voto - mentre parlava di Bill Gates, che qualcosa a che vedere con i vaccini ce l'ha. Lei ha ritenuto che il tema non fosse in tema. Questa cosa non è accettabile, a mio avviso, cioè che ci sia un intervento della Presidenza sull'argomentazione, sulla scelta dei confini delle proprie argomentazioni, dei propri riferimenti, dei propri collegamenti. Questo fa parte della libertà e delle prerogative di ogni parlamentare e, quindi, questo episodio mi sembra un precedente pericoloso, inaccettabile, nella nostra dialettica. Chiaramente, il Presidente ha funzioni importantissime per l'ordine dei lavori, per mantenere l'ordine, per impedire che ci siano ingiurie o forme di disordine nella Camera, questo non glielo insegno certo io. Però, non è accettabile che si entri nel corpo degli argomenti, che devono essere scelti con piena libertà. Devo dire che sono preoccupato della tenuta di questo principio, perché ho visto molti applausi da parte di esponenti della maggioranza rispetto a questo provvedimento di censura, di chiusura, di togliere il microfono, perché il fatto di non condividere un'argomentazione non può in alcun modo giustificare che quell'argomentazione non sia espressa. Questo credo che sia da porre all'attenzione di tutti, di lei, caro Presidente, e anche del Presidente della Camera nelle sue funzioni, perché un episodio di questo tipo è un precedente pericoloso e inaccettabile”.

Rosato, a questo punto, ha spiegato il “trattamento Cunial”, in un trionfo di applausi dei deputati della Lega: “Grazie, onorevole Cabras. Non si tratta di un precedente, perché io, come Presidente in quest'Aula, abitualmente, non per interesse e nel rispetto del Regolamento, devo far conto anche dell'articolo 39 del Regolamento, che al comma 3 dice: “Il Presidente può, a suo insindacabile giudizio, interdire la parola ad un oratore che, richiamato due volte alla questione”, cioè al fatto che il collega debba parlare dell'argomento all'ordine del giorno, “seguiti a discostarsene”. Il tema non è condividere o meno le motivazioni che un collega può portare per una singola questione; il tema è attenersi all'argomento, e la collega Cunial, come lei può facilmente verificare leggendo il verbale, non si atteneva alla questione. Quindi, per obbligo d'ufficio, io ho dovuto interrompere la collega. La libertà di quest'Aula sta nell'attenersi alle regole di quest'Aula. Se non ci si attiene alle regole di quest'Aula, i parlamentari non sono liberi di esercitare il loro mandato. Le regole sono state date da tutti e tutti siamo chiamati a rispettarle, compresa la collega Cunial”.

E anche qui sono fioccati gli applausi a Rosato

Era andata meglio a Alessio Lasta, inviato di “Piazzapulita” che Sara tentò di baciare in un tentativo di dimostrare che non «c'è bisogno della mascherina»: «Non sai che ti sta ammalando tu mentre usi la mascherina? Io altrimenti ti abbraccio amore, tesoro».

Per Rosato niente baci.