Via libera a Quota 100 e Reddito cittadinanza. Quando arriverà l'assegno e cosa si può fare con la "carta"

Il Cdm vara il "decretone". Quota 100 in via sperimentale, RdC a partire da aprile e sostegno per chi apre un'attività. Possibile riscattare la laurea per gli under 45. "E' una tappa fondamentale per questa esperienza di governo", ha detto Conte

Via libera a Quota 100 e Reddito cittadinanza. Quando arriverà l'assegno e cosa si può fare con la 'carta'
TiscaliNews

Il Consiglio dei ministri per l'approvazione del decretone su reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni è durato poco più di mezz'ora, come promesso dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e come lasciato intuire da Palazzo Chigi nel confermare che le risorse per il reddito di cittadinanza e per quota 100 ci sono e, come sottolineato, ammontano a 22 miliardi di euro. "Soldi veri", dice Salvini. Questa è "una tappa fondamentale per questa esperienza di governo - ha detto il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa seguita al Cdm -, sono due misure che non rispondono a estemporanee promesse elettorali ma costituiscono un progetto di politica economica sociale di cui questo governo va fiero". Poi aggiunge che le misure contenute nel "decretone", come è stato battezzato, sono "un progetto che riguarda cinque milioni di persone che si trovano in povertà e un milione di persone che potranno andare nel triennio in anticipo in pensione".

- IL DOCUMENTO IN PDF (dal sito del governo)

Quota 100 in via sperimentale

La pensione con quota 100 viene introdotta in via sperimentale per il triennio 2019-2021 ma chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2021 potrà esercitare l'opzione di uscita anticipata anche dopo questa data. Lo prevede l'ultima bozza del decretone su reddito di cittadinanza e pensioni. Si tratta di una sorta di 'salvaguardia del diritto', che potrebbe consentire di evitare una 'corsa' a quota 100, diluendo le uscite. Secondo quanto si legge nell'ultima bozza del decretone appena approvata, sul capitolo pensioni c'è anche una clausola "salva-spesa" anche per evitare sforamenti per l'uscita anticipata con quota 100. Previsto un monitoraggio bimestrale dell'Inps che, "nel caso in cui emergano scostamenti, anche in via prospettica", fa scattare i tagli ai ministeri competenti (in questo caso al ministero del Lavoro) e, quando non sufficienti, altre misure correttive come previsto dalla riforma del Bilancio dello Stato. 

Ad uscire entro il primo agosto saranno tutti i lavoratori pubblici che raggiungono quota 100 entro l'entrata in vigore del decreto che introduce la nuova modalità per la pensione anticipata. In precedenza la prima finestra era fissata a luglio ma era dedicata solo a chi raggiungeva i requisiti entro il 31 dicembre 2018. Per chi matura i requisiti successivamente la finestra resta di 6 mesi con 6 mesi di preavviso. Per la scuola prima finestra a settembre con domande entro il 28 febbraio.

Ma, dice Salvini, "62 anni e 38 anni di versamenti senza penalizzazione" è solo "il punto di partenza, l'obiettivo è quota 41. La Fornero si prepari a piangere ancora". 

Possibile il riscatto della laurea per gli under 45

Arriva il riscatto con lo sconto degli anni dell'università per gli under 45, che abbiano iniziato a lavorare dopo il 1996 e ricadono quindi per intero nel regime contributivo. Lo prevede l'ultima bozza del decretone su reddito e pensioni per agevolare i giovani con carriere discontinue a 'coprire' buchi contributivi con costi limitati.
Si prevede che si possano riscattare fino a 5 anni con un versamento minimo.

Reddito-card e patto di formazione

Oltre al patto per il lavoro e al patto per l'inclusione sociale ci sarà anche "un patto per la formazione", siglato con "enti di formazione bilaterale, enti interprofessionali o aziende", per chi non è "adeguatamente formato" per entrare subito nel mondo del lavoro. 

Reddito e pensioni di cittadinanza raggiungeranno quasi 5 milioni di persone, 1,7 milioni di famiglie in cui rientreranno anche 255 mila nuclei con disabili. Una platea su cui saranno distribuiti poco meno di 6 miliardi di euro nei nove mesi di applicazione del 2019, da aprile a dicembre, con l'obiettivo dichiarato dal governo di rilanciare il lavoro.
I requisiti. Per richiedere il reddito bisognerà avere un Isee massimo di 9.360 euro. Viene considerato anche il reddito familiare che dovrà essere inferiore alla soglia di 6.000 euro annui (per un single) incrementata secondo una scala di equivalenza (0,4 per ogni componente maggiorenne e 0,2 per ogni minore con un massimo di 2,1, quindi 12.600 euro).
Sale a 20.000 euro se c'èun disabile. Il patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non dovrà superare i 30.000 euro l'anno. A richiederlo potrà essere anche chi percepisce già il Rei, che potrà comunque scegliere se continuare a beneficiare del reddito di inclusione o se passare al nuovo sistema.
In media 390 euro a famiglia. Dividendo a spanne l'ammontare del fondo previsto in manovra per il numero stimato dei beneficiari e per gli interi potenziali nove mesi di percezione del sostegno si ottengono poco meno di 400 euro medi a famiglia e poco meno di 140 persona. Il beneficio economico andrà comunque da un minimo di 40 a un massimo di 780 euro mensili per persona e raggiungere i1.300 euro in una famiglia con due adulti e tre figli (due minorenni). Il reddito sarà scomposto in una componente massima di 500 euro a percettore a cui aggiungere eventuali 280 euro per l'affitto. La pensione di cittadinanza invece in un massimo di 630 euro a cui aggiungere eventuali 150 euro per l'affitto. Aggiunta di 150 euro anche per il mutuo.
I tempi per la richiesta. A febbraio sarà pronto il sito internet che informa i cittadini di quale documentazione presentare, a marzo il sito è pronto per ricevere le domande, quindi aprile arriva il reddito su normalissime carte postepay. La domanda può essere fatta anche alle Poste o ad un Caf. Poi l'Impe verifica i requisiti. Dopo l'accesso al programma, entro 30 giorni, si sarà contattati dai soggetti attuatori.
Lavoro ovunque dopo 18 mesi. Il governo le definisce norme anti-divano. I beneficiari del reddito dovranno sottoscrivere il patto per il lavoro o il patto per la formazione ed accettare un'offerta di lavoro su tutto il territorio nazionale dopo 18 mesi di fruizione del sostegno e in quel caso potranno continuare a goderne ancora per tre mesi "a compensazione delle spese di trasferimento". Dunque, nei primi sei mesi di fruizione del reddito sarà considerata congrua un'offerta entro 100 chilometri dalla residenza, tra il sesto e il 12/o mese entro 250 km ed oltre il 18/o mese, nel secondo ciclo di erogazione del reddito, ovunque in Italia, nel caso in famiglia non ci siano minori né disabili.
POSSIBILI DUE NO, MA DOPO 12 MESI OBBLIGO ACCETTARE LAVORO - Chi ha diritto al reddito cercando attivamente lavoro, potrà rifiutare fino a due offerte, accettando la terza. Tuttavia, dopo 12 mesi di fruizione del beneficio, non si potrà più rifiutare alcuna offerta 'congrua' (dunque entro 250 chilometri dalla residenza), pena la decadenza del sostegno.
Beneficio anche agli immigrati italianizzati. Il reddito potrà essere chiesto anche dagli stranieri purché residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.
Reddito anche alle imprese. Alle aziende che assumono un beneficiario del reddito viene indirizzato l'importo percepito dal neo-assunto per i mesi rimanenti fino alla fine del ciclo di 18 mesi (o comunque per un minimo di cinque mesi). Per donne e disoccupati da lungo tempo all'impresa viene corrisposta una mensilità extra. Le aziende percepiscono invece metà dell'importo del reddito (sempre fino a fine ciclo) nel caso in cui il beneficiario usufruisca di un corso di formazione per l'impiego o dell'ausilio delle agenzie per il lavoro (a cui andrà il restante 50%). Le agevolazioni sono concesse a patto che l'impresa aumenti il numero di dipendenti.
16 mensilità per chi avvia un'impresa. Ai beneficiari che avviano un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale è riconosciuto - ha detto il vicepremier Luigi Di maio - fino a 16 mesi di assegno per avviarla.

Norme transitorie per il Rei

Con l'arrivo del reddito di cittadinanza il Rei scomparirà, ma non per chi già lo percepisce e continuerà a beneficiarne per tutta la durata prevista per il vecchio sussidio. Lo si evince dalle bozze del decretone circolate negli ultimi giorni. Da marzo, si legge, il Rei "non può essere più richiesto e dal successivo mese di aprile non è più riconosciuto". Ma a chi se lo sia stato visto riconosciuto prima di aprile, "il beneficio continua ad essere erogato per la durata inizialmente prevista, fatta salva la possibilità di presentare domanda per il Rdc".

"Non metteremo la fiducia"

Infine l'ipotesi fiducia durante l'iter di conversione in legge che Conte esclude assolutamente. "Su questo siamo in sintonia, questo governo non ha mai inteso la fiducia come un gesto di prepotenza o un'esibizione muscolare nei confronti del Parlamento - ha spiegato il presidente del Consiglio -. Confidiamo che dei provvedimenti siano migliorati, qualche volta siamo ricorsi alla fiducia ma laddove era veramente necessario. Non intendiamo affatto la fiducia come uno strumento da esibire per dare uno schiaffo al Parlamento".