[L’analisi] Le ‘purghe’ grilline stanno indebolendo la maggioranza di governo. Ecco chi potrebbero essere gli altri espulsi

Paola Nugnes, Elena Fattori e Lello Ciampolillo fra qualche giorno sapranno qual è il responso dei loro probiviri. La rabbia della corrente di Fico. Ma c’è anche chi mette in dubbio la “purezza” degli epuranti

Il senatore Gregorio De Falco, un naufrago del M5S
Il senatore Gregorio De Falco, un naufrago del M5S

Un tempo qualcuno approntava la purga da far ingerire ai dissidenti e ai non allineati. I tempi cambiano: sin dalla ‘discesa in campo’ di Silvio Berlusconi il gergo calcistico che era stato utilizzato solo dai quotidiani sportivi, complice quel gran giornalista della ‘pedata’ che rispondeva al nome di Gianni Brera, è stato sdoganato. Quindi oggi per dire che qualcuno è stato espulso da un partito si dice che gli è stato mostrato il “cartellino rosso”. Cambia il linguaggio, ma non il concetto di ‘purga’. Il durissimo intervento dei vertici del Movimento sui senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis sa di stadio, anzi di Colosseo: per qualche voto in più i grillini hanno sparso il ‘sangue’ di due persone libere.

Le prossime probabili vittime

Nell’arena social del M5S potrebbero essere presto ‘sbranati’ anche Paola Nugnes e Elena Fattori (in attesa del responso dei probiviri per quanto riguarda la loro astensione sul decreto sicurezza). Un terzo, Lello Ciampolillo, ha già ricevuto una ammonizione. L'appendice è "rischiosa”: l'assottigliamento della maggioranza al Senato dove M5S e Lega ora possono contare su 165 parlamentari più due ex pentastellati (Maurizio Buccarella e Carlo Martelli) e due esponenti del Maie (Riccardo Antonio Merlo e Adriano Cairo). Ma il pericolo, ora, è che su provvedimenti come la legittima difesa, indigesti ad una parte del Movimento, la maggioranza scenda sino al limite di guardia. Anche perché, la scure dei probiviri, arrivata alla fine dell'anno, quando già in passato il M5S ha messo in campo decisioni interne cruciali, come il nuovo Statuto, non è piaciuta ad una parte dei grillisti e ha innescato l'ira degli ortodossi che tradizionalmente fanno riferimento al presidente della Camera Roberto Fico.

La rabbia della corrente di Fico

"E' stata una scelta assurda, chi è stato espulso e segnalato ha cercato di migliorare le leggi dal Parlamento per il bene dei cittadini con azioni politiche forti ma nel rispetto dei principi del M5S e del governo", ha tuonato Luigi Gallo, presidente della commissione Cultura alla Camera e tra gli uomini più vicini a Fico. "Perché non mi hanno chiamata e non mi hanno detto, prima, "che dici, uno vale uno, nessun capo, nessun partito? La democrazia diretta? No, ti sei sbagliata, ti sei fatta un sogno"? ... Perché?", si sfoga invece Paola Nugnes rimarcando la mancanza di confronto, assemblee, discussioni, all'interno del Movimento di governo. E, proprio su di lei e su Elena Fattori i probiviri hanno annunciato che il procedimento disciplinare è ancora in corso tentando, così, di tenere le due senatrici sulle spine ed evitando, allo stesso tempo, di espellere due esponenti del Movimento arrivate alle seconda legislatura e piuttosto note ai militanti. Militanti che, sul web, sulle espulsioni si dividono. Al post di Nugnes, ad esempio, si aggiungono molti commenti di militanti critici ma, allo stesso tempo, in diversi hanno protestato sul blog all'annuncio delle espulsioni.

Il filosofo De Falco è tranquillo

De Falco, nel frattempo, sembra aver preso con" filosofia" una decisione che, del resto, era nell'aria. "E' una scelta sbagliata e incostituzionale, che mostra scarsa cultura democratica", spiega il comandante della Marina scrivendo, su facebook, di aver avuto tanti messaggi di solidarietà e annunciando che non si dimetterà. Più "addolorata" la reazione di De Bonis, che medita di lasciare lo scranno del Senato e mentre Giulia Moi, l'europarlamentare espulsa con Marco Valli, promette battaglia. "Assieme a Gianroberto Casaleggio è scomparso anche il M5S", è la sua amara considerazione.

La “purezza” degli epuranti

All'interno del Movimento, le acque sono agitatissime. L'espulsione dei due senatori risponde ad un duplice obiettivo: ribadire quella "purezza" del Movimento cara ai militanti e dare un segnale di avvertimento concreto all'ala ortodossa. "Chi non rispetta le regole è fuori, anche a costo di andare tutti a casa", è il netto "warning" lanciato da Di Maio ai dissidenti interni. Finora, dal punto di vista elettorale, la strategia delle espulsioni ha funzionato. Ma, nel Movimento, l'intervento dei Probiviri ha innescato un malcontento neanche tanto sotterraneo. Luigi Gallo e Paola Nugnes hanno lanciato via facebook i loro strali su scelte "assurde", ponendo un interrogativo piuttosto scomodo a Di Maio&Co: "il principio "uno vale uno" era solo un sogno"?.

Infine i numeri che preoccupano

La maggioranza gialloverde è ora a quota 165, il quorum è 161. A Palazzo Madama ci sono già stati segnali preoccupanti: il contestato decreto sicurezza è passato con 163 sì, il decreto fiscale con 147. Anche se ci sono due ex 5Stelle che votano spesso con il governo (Buccarella e Martelli) la situazione non è rosea. Anche perché proprio da Palazzo Madama sono storicamente venute le principali insidie per gli esecutivi, dai tempi del governo Prodi e dell'ormai famoso Turigliatto. Ammenoché non sia proprio questo l'obiettivo stellato.