Il cronoprogramma di Draghi: Sostegni, riaperture, Semplificazione, giustizia. Tutto in due settimane

Mentre i partiti cercano con scarso successo di trovare l’accordo per le amministrative, l’esecutivo inizia un tour de force serrato tra decreti e proposte. Si comincia oggi con la giustizia, a metà settimana l’assegnazione di altri 38 miliardi e le nuova date. Entro il 20 il decreto Pnrr, cioè le Semplificazioni

Foto Ansa
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I partiti sono nervosi perché non trovano la quadra sulle candidature alle amministrative. Ieri Giuseppe Conte ha detto bye bye a Zingaretti perché “i 5 Stelle a Roma sono compatti su un solo candidato che si chiama Virginia Raggi”. Letta non l’ha presa bene e al Nazareno sono un po’ irritati. Salvini e Meloni s’infilano dita negli occhi ogni giorno, bruciano possibili candidati e Giorgia ieri dalle pagine del Corriere ha chiarito: “Voglio essere il primo premier donna”. Casomai a qualcuno venisse in mente di offrire a Meloni il Campidoglio che probabilmente vincerebbe a mani basse.

Alla baruffe dei partiti ai aggiunge la cronaca: gli oltre mille sbarchi a Lampedusa in 48 ore sono una grana di cui Mario Draghi avrebbe fatto volentieri a meno perchè la gestione dei flussi è tema più che divisivo. Probabilmente già oggi sarà convocata una cabina di regia a palazzo Chigi. E chissà se Draghi riuscirà a fare capire a Bruxelles che deve essere tentata una volta per tutte la strada dei rimpatri europei.

Insomma, i due giorni al vertice di Oporto sono stata una parentesi rosa tra il rush finale per la presentazione del Pnrr a Bruxelles e due settimane, quelle che iniziano oggi, molto importanti per dimostrare che questa volta si fa sul serio. Per far uscire il paese dalla pandemia. E per fare le riforme attese da vent’anni.

Semplificazione: è la volta buona?

Nelle prossime due settimane il governo deve distribuire quasi 40 miliardi di nuovi aiuti a famiglie e imprese e mettere a punto il nuovo decreto Semplificazioni per realizzare il Piano nazionale di riprese e resilienza. Giovedì il governo vuole portare in Consiglio dei ministri il decreto Sostegni bis. La settimana successiva (entro il 20 maggio) si è impegnato ad approvare il “decreto Pnrr” o “decreto Recovery”, un maxi-provvedimento (si parla di 60 articoli) su cui stanno lavorando a testa bassa quasi tutti i ministeri (Transizione ecologica e digitale, P.a., cultura, Interni, Sviluppo economico, Lavoro). L’ obiettivo dichiarato nelle 2500 pagine di schede inviate a Bruxelles, è “rimuovere i colli di bottiglia” che ostacolano la concreta messa a terra degli investimenti, a partire dal regime delle autorizzazioni e dal meccanismo del silenzio assenso. La Via (la Valutazione di impatto ambientale) che ha bloccato tante opere pubbliche (dall’insediamento archeologico alla specie faunistica, alla coltivazione rara) avrà d’ora in poi “procedure accelerate” e se il parere sarà dato in ritardo sarà rimborsato il 50 % del contributo versato dal proponente.

Entro il 20 maggio

Questi ed altri “tagli” alla burocrazia varranno non solo per i progetti del Pnrr ma anche per quelli del Piano energia e clima (Pniec) e per le opere pubbliche finanziate dal Fondo complementare. In valutazione anche una Soprintendenza speciale e novità in materia di gestione dei rifiuti e di bonifiche. Per garantire tempi rapidi per gli appalti, saranno rivisti i contratti di programma e resi più veloci i controlli preventivi della Corte dei Conti. Saranno anche prorogate una serie di misure già introdotte in questi anni nei vari Dl Semplificazione (Conte 1 e Conte 2), prima fra tutte quella per limitare la fuga dalla firma dei funzionari pubblici. Un pacchetto di misure riguarderà la transizione digitale, dalla piattaforma per le notifiche al dialogo tra banche dati. Sono oltre cento e ciascuna rigorosamente separata dall’altra. Molti dei nostri fallimenti - dalla lotta all’evasione fiscale alla ricerca d posti di lavoro - passano proprio d qui. Si valuta anche l'istituzione di una “Anagrafe Nazionale dell’Istruzione” e dell’Università. Il nodo più stretto è quello del Codice degli appalti che deve essere riformato. Secondo le direttive europee come ha anticipato Draghi? Ma questo vorrebbe dire cestinare l’attuale Codice degli appalti. O facendo interventi chirurgici sull’attuale testo? I 5 Stelle sono già pronti alla battaglia. Entro il 20 maggio va trovata una sintesi efficace.

38 miliardi per imprese e partite Iva

La scommessa delle riforme. Quindi la realizzabilità del Pnrr. E la ripartenza. In questa settimana - è cerchiata in rosso la giornata di giovedì - è atteso un consiglio dei ministri per varare il decreto Sostegni bis (a Draghi piace più “decreto Imprese”) e il nuovo cronoprogramma per le riaperture sulla scorta dei dati sanitari, che al netto di qualche piccolo cluster che si sta ripresentando qua e là, dovrebbe riaprire la ristorazione anche all’interno e portare a mezzanotte l’inizio del coprifuoco.

Il Sostegni bis (38 miliardi) ha ancora delle criticità: come calcolare la nuova tornata di ristori per le imprese e come e quanto rinviare le cartelle esattoriali. Sui contributi a fondo perduto per le attività colpite dalla crisi Covid sul tavolo ci sono due ipotesi: quello attuale (una percentuale tra il 5 e il 7 per cento del fatturato nel periodo prescelto dal titolare); la Lega chiede di calcolare il ristoro tenendo conto anche dei costi fissi. Operazione questa che avrebbe tempo più lunghi. Sul fronte delle cartelle (ferme per tuto maggio), il compromesso potrebbe essere portare la rateizzazione a sei o a 10 anni per chi ha perso almeno il 30% del fatturato.

Nuove aperture

Quella che inizia oggi è anche la settimana in cui il governo valuterà nuove riaperture. Sulla base dei dati, come aveva spiegato il premier Draghi il 22 aprile. E non perchè qualche parte politica abbia alzato una bandierina più di altre. I dati sono buoni ma con ancora qualche ombra. Nelle ultime 24 ore sono stati 139 i morti. Sempre troppi ma mai cosi’ “bassi” dal 25 ottobre quando furono 128. Poi sono stati sei mesi di numeri da brividi, una media di 500 decessi al giorni con punte di 700. Il numero così “basso” di vittime è certamente un segnale importante. Ma va detto che le due settimane concluse hanno scontato ancora gli effetti delle chiusure. Mentre da oggi si cominciano a “misurare” gli effetti delle riaperture. Qualche ombra arriva, ad esempio, dal tasso di positività che ieri è risalito a 3,7% dal 3% dei giorni precedenti. Al ministero della Salute si ragiona su una possibile modifica dell'indice Rt che potrebbe altrimenti rimandare alcune regioni in arancione nonostante il trend positivo su ricoveri e contagi.

Sono numeri che autorizzano a ragionare su nuove riaperture. Coincidenti, tra l’altro, con l’apertura dei confini europei e la fine della quarantena per i turisti se vaccinati o tamponati nell’imminenza entro 24 ore dalla partenza. L’Italia fa da apripista al green pass europeo sollecitato da Draghi. Il governo lavora per definire il nuovo cronoprogramma per i settori che lo reclamano a gran voce. Avrà certamente una data per la ripresa il settore del wedding: potrebbe essere il primo giugno con linee guida rigorose (banchetti all'aperto, distanziamento, mascherine). Sicuramente la ripartenza sarà il 15 giugno. E poi piscine al chiuso e palestre, centri commerciali. Anche per loro il via libera potrebbe arrivare a fine maggio nel rispetto di rigidi protocolli. Il 17 maggio potrebbero riaprire bar e ristoranti al chiuso. Addio al coprifuoco alle 22: si parla delle 23 o delle 24. Guai però se queste concessioni sulla fiducia fossero intese come un via libera indiscriminato.

2487 pagine, 323 progetti, 120 entro il 2021

Intanto il Pnrr è passato da 270 a 2487 pagine. Sono disponibili per i gruppi parlamentari in Parlamento e trattano i singoli progetti del Pnrr. C’è il racconto di come si intendono utilizzare nei prossimi 5 anni i 191,5 miliardi europei alle schede con i dettagli dei singoli progetti. E c’è uno stringente cronoprogramma che dovrà portare a chiudere l'intero Piano, con la realizzazione di tutte le riforme e gli investimenti, entro agosto del 2026. Più di un terzo delle linee di intervento (oltre 120 su 323) partiranno, o sono già partite, entro quest’anno. La spesa prevista nel 2021 è di 13,8 miliardi di cui gran parte prestiti (10,5 miliardi contro 3,3 miliardi di grants, cioè risorse a fondo perduto). Secondo le tabelle allegate al Pnrr gli stanziamenti maggiori nel 2021 riguardano due misure previste dalla legge di bilancio: Transizione 4.0 (oltre 1,7 miliardi quest'anno, tutti grants) e il rifinanziamento del Fondo Simest per rafforzare la solidità patrimoniale delle imprese favorendone la competitività sui mercati esteri. Debito buono.

Sono le riforme il vero tesoretto e il senso profondo del Pnrr. Tra queste anche la Giustizia. Il ministro Cartabia ha messo al lavoro da due mesi tre tavoli tecnici. Il Civile ha già presentato le sue proposte al Parlamento. Il Penale lo farà oggi. Poi c’è il dossier Csm, dove la situazione , dopo i corvi e il caso Davigo, è sempre più fuori controllo. Entro la fine di luglio anche la Giustizia dovrà chiudere quasi trent’anni di lotte con la politica e di inefficienze.

Il documento completo:

Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4

Il governo del Piano

Nelle migliaia di pagine da sabato a disposizione del Parlamento, parte in italiano e parte in inglese, si parla anche dello “schema di attuazione” del Piano. Ci sono tre livelli: una control room a Palazzo Chigi; il Mef a fare da controllore e anche interfaccia con Bruxelles (con 300 assunzioni ad hoc previste per rafforzare la struttura) che potrà erogare fondi solo in base allo stato di avanzamento dei cantieri. E poi Regioni e comuni per il monitoraggio sul campo delle opere con l’obbligo di rendicontare settimanalmente l’andamento dei lavori ed eventuali criticità. I cittadini, specie i più giovani, cominciano a chiedersi e a chiedere come possono prendere parte al Pnrr visto che si tratta del loro futuro. Prima di tutto leggendo il Piano. Poi seguendo i cronoprogrammi dei vari progetti che saranno resi pubblici sul web. La consapevolezza è la prima forma di partecipazione. E di trasparenza.