Renzi attacca Conte: "Premier cambia idea per tenersi la poltrona. Ha avuto paura di salire al Qurinale"

Il leader di Iv: "Non avrete 161 voti, ma vi auguro di avere una maggioranza. Che sia raccogliticcia è sicuro, perchè dovete fare presto"

TiscaliNews

"Noi pensiamo che il suo governo non sia il più bello e il migliore del mondo" e "lei ha cambiato tre maggioranze per rimanere dove è". Matteo Renzi mette subito le carte in tavola. E al contrario di Conte, che non lo ha mai nominato in Parlamento, il leader di IV guarda in faccia il premier e "in modo liberatorio e tranquillo", prende la parola al Senato e affonda: "Lei ha avuto paura di salire al Quirinale, perchè ha scelto un arrocco che farà comodo a lei ma certo non alle istituzioni".

Invece "ora o mai più" bisognava scegliere, "fare un passo in avanti" invece di "preoccuparsi di piazzare qualcuno al posto giusto o garantire qualche poltrona", non risparmia colpi Renzi, di certo anche parlando al Pd. Senza però nulla dire su quello che farà Iv di qui a breve - come aveva fatto stamattina l'ex ministra Bellanova annunciando l'astensione - Renzi gela Conte: "Non avrete 161 voti, ma vi auguro di avere una maggioranza. Che sia raccogliticcia è sicuro, perchè dovete fare presto".

Contro il premier non mancano le frecciate: la più netta dall'ex ministro leghista, Gian Marco Centinaio che paragona Conte ad Arturo Brachetti: "Lei è l'Arturo Brachetti della politica, è come l'omino Playmobil, che potevi trasformare come volevi, in tanti personaggi". Toni forti anche da Sandra Lonardo, ex FI che si dichiara apertamente "responsabile" per la fiducia al governo ma che accusa Giorgia Meloni e alla sua gag di ieri sulla "Mastella airlines" ribatte con "l'aereo Scilipoti" sui cui sarebbe salita la leader di Fratelli d'Italia nel governo Berlusconi.

L'aula poi si ferma due volte per la sanificazione anti virus. Dopo riprende con il leader di Iv: in completo e mascherina nera arringa per 20 minuti ricordando che la crisi è vecchia di mesi. Alla "sympatheia" citata da Conte, lui contrappone il "kairòs", il momento supremo sapendo però che potrebbe essere arrivato per lui, come ultimo atto, ma resta sull'astensione. La replica del premier non manca, compresa l'amara consapevolezza: "Certo c'è un problema di numeri: se non ci sono il governo va a casa, non va avanti".

Poi in serata ci pensa Matteo Salvini a scaldare veramente gli animi con un attacco ai Cinque stelle che però coinvolge i senatori a vita: "ricordo ai senatori a vita che legittimamente voteranno la fiducia ai 5s, cosa diceva il leader dei 5s su di loro, 'non muoiono mai, o almeno muoiono troppo tardi', che coraggio che avete...". Urla e dissensi in Aula con la presidente Casellati che richiama il leader della Lega: "parole irrispettose".