[il caso] E alla fine il professor Crisanti è stato scomunicato per aver dubitato dei vaccini

Il professor Locatelli ha giudicato “sconcertanti” le sue parole. Tutta la comunità scientifica contro. Nella notte, alle 2, il governo approva il Ristori Ter da due miliardi e lo scostamento di bilancio sull’anno 2020 di otto miliardi. Ne seguirà un altro a gennaio per il 2021. Ora la legge di Bilancio. FI potrebbe vedere approvato un pacchetto dei suoi emendamenti. Tregua con la Lega. Che ritira la pregiudiziale contro la norma salva-Mediaset. Che diventa anti-Vivendi

Andrea Crisanti (Ansa)
Andrea Crisanti (Ansa)

Prima o poi doveva succedere che qualcuno finiva scomunicato. A forza di competere per lo strano podio della verità sulla pandemia. O del titolo di giornata. Era successo nella prima fase e la Cassazione del professor Galli del Sacco di Milano aveva fatto pesare tutto il suo potere accademico su un paio di malcapitati. Stavolta lo scontro è tra big, tra numero uno e coinvolge due professionisti altamente mediatici. Ieri mattina è comparso sui giornali un certo scetticismo del professor Andrea Crisanti circa l’opportunità, anzi, la sicurezza di vaccinarsi a gennaio, quando arriveranno i primi lotti. «Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino. Per questo, senza dati a disposizione sui test, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio. Ne ho diritto come cittadino e non sono disposto ad accettare scorciatoie» ha detto il direttore di microbiologia e virologia all'Università di Padova. Parole che hanno scatenato una lunga scia di polemiche e contro-dichiarazioni che nel pomeriggio hanno assunto, appunto, il peso della scomunica. Arrivata direttamente dal professor Franco Locatelli, il Presidente del Consiglio superiore di Sanità, cioè la massima autorità scientifica nella struttura ministeriale. Il professore era, come ogni venerdì, al punto stampa in cui viene illustrato il monitoraggio settimanale su curve e indici di contagio.

RT a 1,2. Ma ancora non basta

Buone notizie: contagi stazionari e Rt in media torno a 1,1. Deve andare sotto uno per far tornare la situazione sotto controllo “ma è chiaro che le misure prese dal 14 ottobre  in avanti stanno dando i risultati” Non cambia nulla anche perchè il contagio si è stabilizzato ma resta alto, gli ospedali sono in sofferenza e ieri il bollettino ha fissato a 699 il numero dei decessi. Dunque il ministro Speranza ha confermato il colore di tutte le regioni e ha rinviato alla prossima settimana eventuali variazioni. Ma è stato chiaro, appena Locatelli, Silvio Brusaferro (presidente dell’Istituto superiore di Sanità) e  e Giovanni Rezza,  direttore generale della Prevenzione al ministero della Sanità, si sono messi a sedere che l’obiettivo primo dell’incontro era fare chiarezza delle enormità dette da Crisanti e bollate come “sconcertanti”. “I profili di sicurezza dei vaccini che saranno disponibili per la commercializzazione - ha precisato Locatelli come se al posto della lingua avesse un coltello -seguiranno tutta una serie di step ineludibili garantiti dalle agenzie regolatorie: Ema per l'Europa, Fda per gli Usa. In un Paese - ha concluso - che già di per sè si connota a volte per qualche perplessità, dubbio o ostilità rispetto ai vaccini, sarebbe necessario valutare sempre il riverbero a livello mediatico che certe affermazioni possono avere”.  E, a scanso di equivoci, Locatelli per primo, a seguire Brusaferro e Rezza, si sono offerti “volontari” per avere il vaccino appena arriverà in Italia. Dopo otto mesi in cui discettare di virologia ed epidemiologia è diventato come parlare della partita di campionato nei vari bar Marisa del calcio italiano, è arrivato il momento del cartellino rosso in diretta tv. 

Vedremo. Di certo non è finita qua. Crisanti ieri sera ha subito replicato: “Vorrà dire che Locatelli è sicuro dei dati della sperimentazione, io no…”. Nel mezzo una raffica di dichiarazioni contro colui che almeno nella prima fase della pandemia era diventato, e lo è tuttora, tra i già seguiti esperti del Covid e tra i più lucidi  organizzatori del tracciamento e del testing.

Vaccini, ultima chiamata

Digerito, più o meno, il metodo del Dpcm diventato il manuale per le istruzioni per convivere con il virus (specie quando avrei ripreso il controllo delle curve), la prossima sfida è senza dubbio il vaccino. Vietato sbagliare. Vietato fare errori e anche solo causare ritardi. Nella fase della vaccinazione deve funzionare tutto: la distribuzione, la catena del freddo, le siringhe, la somministrazione, dove quando perchè e chi per primo.  Mentre il resto d’Europa, e anche gli Stati Uniti, sembrano fare sfoggio di certezze e piano speciali affidati ad agenzie governative e militari, l’Italia sembra ancora un po’ indietro. Così almeno è parso di capire dal commissario - dopo terapie intensive, mascherine e banchi di scuola dove non ha particolarmente brillato, è sempre Domenico Arcuri il predestinato - che ha spiegato che “lunedì partirà la gara per le siringhe (devono essere di precisione, ndr)” quando sappiamo che Spagna, Francia, Germania le hanno già portate a casa.

“Non lasceremo il commissario Arcuri da solo”

L’incertezza di Arcuri che due giorni fa aveva lasciato un po’ perplessi è stata spazzata via ieri dai “tre moschettieri” anti Covid Locatelli, Rezza e Brusaferro che hanno spiegato come accanto ad Arcuri agirà in stretto rapporto una struttura ad hoc per gestire la logistica della vaccinazione: dove saranno conservati i vaccini; chi sarà autorizzato ad iniettarli; dove saranno somministrati; come saranno raggiunti gli anziani che non possono muoversi; come saranno raccolte le informazioni tra chi vuole vaccinarsi e chi no; chi seguirà eventuali disturbi ed effetti collaterali; quanto tempo ci vorrà per vaccinare tutti. Insomma, Arcuri non è solo e le forze politiche sono con le antenne alzate. Fioccano le interrogazioni parlamentari (il primo è stato l’onorevole Simone Baldelli di Fi), Raffaella Paita (Iv), presidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni, ha già pianificato le audizioni per conoscere e monitorare il Piano. Questa volta, contrariamente all’estate, se scatta un ritardo ci dovrebbero essere occhi e orecchie pronte per neutralizzarlo appena possibile. Anche perchè il vaccino è veramente l’unica luce cui aggrapparsi per intravedere la fine della pandemia e del disastro economico.  Il sistema questa volta non può fallire.

Vaccini (Ansa)

Via libera al test veloce

Buone notizie anche dai tamponi. Se il molecolare resta il numero 1, attendibilità al 100%, Locatelli, Rezza e Brusaferro hanno sdoganato definitivamente anche gli antigienici veloci (con prelievo venoso o tramite tampone). “Il New England journal of medicine, che per noi è un po’ la bibbia - ha spiegato Locatelli - ha definitivamente accettato il “ruolo cruciale” che il tampone antigenico può svolgere nelle politiche di testing”.  E’ stato sfatato anche un altro falso mito: la scarsa attendibilità di questi test. A parte che la tecnologia ne affina giorno dopo giorno la sensibilità, “già adesso - ha spiegato Locatelli - è ottima per riscontrare la cariche virali alte”. Che sono quelle che infettano e che vanno isolate.  Dunque, ben vagano i tamponi veloci. Nel Lazio - la regione ha già Rt sotto uno - da oggi sono disponibili nelle farmacie i test antigienici veloci. I risultati saranno inseriti nella banca dati del Servizio sanitario nazionale. Un tipo di servizio che potrebbe risolvere molti dei ritardi nel tracciamento e nel contenimento del virus.

A mezzanotte il Consiglio dei ministri

La gestione sanitaria sembra aver trovato un minimo di ordine ed è finalmente passata una settimana in cui tutte le regioni hanno più o meno capito cosa fare senza dover tirare per le giacchetta questo parametro o quell’altro. Il quadro del rischio non viene toccato “almeno per tutta la prossima settimana”. Ognuno si tiene il suo colore. Tutti sforzi accettati nella speranza  di un mese di dicembre almeno in parte liberato per salvare il Natale, quello dell’anima e  quello del pil. I depositi bancari sono in crescita costante negli ultimi nove mesi, +20% quelli delle aziende e + 3,4% quelli delle famiglie. In termine assoluti si parla di 365 miliardi in più fermi nelle banche per paura, timori  e sfiducia. La parola “stabilizzazione” -legata al virus - è quindi miele per il ministro Gualtieri da metà ottobre alla ricerca di soldi nelle pieghe del bilancio 2020 e dei vari decreti economici Covid (valore 100 miliardi) per i cosiddetti decreti Ristori che devono risarcire in parte le attività commerciali costrette a chiudere dal 23 ottobre in avanti. I soldi stanno arrivando a destinazione nei conti correnti di chi già era entrato nella banca dati dello scorso aprile. Ma ogni volta che una regione diventa rossa o arancione, il budget dei Ristori deve aumentare. Alle regioni rosse si dovrebbe aggiungere a breve l’Abruzzo su decisione però dello stesso governatore Marsilio. Ecco perchè si parla già di un Ristori n°4. Ed ecco perchè il Consiglio dei ministri previsto ieri alle 19 e stato spostato di ora in ora fino dopo mezzanotte.

Ristori ter da 2 miliardi e altri 8 di nuovo deficit

I tecnici del Mef hanno avuto il loro da fare nel cercare i soldi necessari per la terza puntata del decreto Ristori. Ogni puntata è destinata a diventare emendamento del primo decreto Ristori. La riunione è iniziata a mezzanotte e si è conclusa due ore dopo.

Il decreto ter, come aveva spiegato il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri ieri mattina a Omnibus su La 7 intervistato da Alessandra Sardoni, “sarà coperto con risparmi dei fondi stanziati dai precedenti decreti anti-crisi ma ancora non spesi, e servirà per finanziare le misure di ristoro in automatico alle regioni che cambiano colore e quindi misure di restrizione”. Fino adesso Gualtieri ha in pratica bruciato un tesoretto di 8-10 miliardi che teneva da parte e che avrebbe di sicuro preferito liberare come un jolly su una delle riforme stato attese. Magari quella fiscale.

Il decreto stanzia due miliardi e ripete, estendendole,  alcune norme del bis: credito d'imposta sugli affitti e il rinvio delle scadenze fiscali. Nello specifico: 1,45 miliardi andranno ai contributi a fondo perduto per le attività colpite dalle misure restrittive anti-Covid, 400 milioni ai sindaci per gli aiuti alimentari e 100 milioni al commissario all'emergenza Domenico Arcuri per l'acquisto di farmaci per curare i pazienti positivi al Covid.

Otto miliardi di nuovo debito

Il Cdm ha approvato anche un nuovo scostamento di bilancio per otto miliardi. Serviranno per finanziare il decreto Ristori n°4 che arriverà dopo il via libera delle Camere allo scostamento previsto per giovedì 26. In questa quarta edizione dei Ristori,dovrebbe trovare spazio anche il rinvio delle scadenze fiscali (acconti Irpef, Irap e Ires di fine novembre, i contributi previdenziali e le ritenute fiscali dei dipendenti di meta' dicembre e l'acconto Iva del 27 dicembre) e delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio, che altrimenti ripartirebbero il 10 dicembre. Lo stop dovrebbe riguardare le imprese fino a 50 milioni di fatturato con perdite di almeno il 33 per cento. Sono ancora in corso le valutazioni ma il calcolo delle perdite dovrebbe essere basato sul confronto fra il primo semestre 2020 e lo stesso periodo del 2019 per le scadenze di novembre e su novembre 2020, rapportato allo stesso mese dell'anno scorso, per i versamenti di dicembre. Verso metà gennaio si voterà  uno nuovo scostamento per l’anno sul 2021.Il 2020 si conclude con uno scostamento di bilancio totale pari a 108 miliardi.

Ora la legge di bilancio

Ora tutti gli sforzi devono essere concentrati sulla legge di bilancio. L’ufficio di presidenza ha fissato le audizioni iniziate già ieri, proseguiranno tutto oggi e poi fino a martedì. La maggior parte saranno da remoto. Il ministro Gualtieri lunedì sera (subito dopo Arcuri) sarà presente alla Camera. La discussione inizia con il buon auspicio di una collaborazione di Forza Italia. Che esce vittoriosa dall’ultimo match con la Lega in cui Salvini ha preso a schiaffi in poche ore Forza Italia, Mediaset e Berlusconi. Uno scontro che questa volta, al di là dei mega cerotti usati per aggiustare, ha lacerato la coalizione. Il ministro Gualtieri ha incontrato la capogruppo Gelmini e Renata Polverini. Top secret i temi dell’incontro ma si dovrebbe andare verso l’approvazione di un pacchetto di emendamenti di Forza Italia. Gli azzurri avrebbero però rinunciato al relatore di minoranza (sarebbe stato Brunetta) e in cambio hanno ottenuto che la Lega ha nei fatti svuotato la pregiudiziale contro la norma salva Maediset. Oppure contro scalate di Vivendi. Sul relatore non è ancora detta l’ultima parola. Ma se Forza Italia - fanno sapere dalla Lega - “Salvini porta via almeno altri dieci parlamentari”. Chissà se è vero. In fondo anche per il Capitano le cose, tra addii, temi, e umori dentro il partito -  non vanno così bene come si vorrebbe far sembrare.  La decisione finale sui relatori della legge di bilancio è attesa martedì.