Nuovo stress test per Conte. M5s decide se diventare partito e se accedere al finanziamento pubblico

Il voto on line chiude oggi alle 12. Si decide anche per lo stop alle restituzioni dei parlamentari: circa 4 milioni di euro. A breve voto anche sulla deroga al limite del 2°mandato parlamentare. E l’ex premier segue Di Maio su legislatura e Quirinale

Giuseppe Conte (Foto Ansa)
Giuseppe Conte (Foto Ansa)

E’ un po’ come perdere l’anima ma lisciarsi la pelle del volto. Far capitolare uno dopo l’altro i principi fondativi e identitari e portare avanti richieste politiche che, oltre un certo limite, sanno solo di assistenzialismo e facile populismo. E’ ciò che accade nel Movimento 5 Stelle. Da una parte  decide di rinunciare a quel che resta del Movimento delle origini e della vittoria nel 2018 e quindi dire sì all’iscrizione al registro nazionale dei partiti, all’adesione al fondo 2 x mille e quindi l’accesso al finanziamento pubblico e la deroga al limite secondo mandato, tutto quello che fa “l’odiata partitocrazia”. Al tempo stesso il Movimento  presenta 950 emendamenti alla legge di Bilancio, circa un sesto dei 5950 presentati ieri al testo, che vogliono blindare il reddito di cittadinanza e togliere ogni limite a quel sussidio a pioggia e mascherato che è il bonus edilizio al 110 per cento.

Intorno all’ora di pranzo i risultati

Pensare di superare il tabù del 2x1000, ovvero la possibilità di ricevere dai cittadini un contributo tramite la dichiarazione dei redditi, una forma di finanziamento pubblico, era impensabile fino a pochi mesi fa.

Oggi invece, intorno all’ora di pranzo,  sapremo cosa hanno deciso gli elettori del Movimento circa l’apertura al versamento volontario dei cittadini nella dichiarazione dei redditi. Un’opzione che se ne porta dietro un’altra: che fare con le restituzioni dei parlamentari e le donazioni degli iscritti finora usate per tenere in vita e finanziare l’attività del Movimento. Le “urne” digitali della piattaforma Skyvote hanno aperto alle 12 di lunedì e chiuderanno oggi alla stessa ora. E il Movimento, a livello parlamentare, ha trovato un motivo in più per dividersi. Curiosa scelta di tempi da parte di Giuseppe Conte: proprio adesso che avrebbe bisogno di compattare le truppe in vista del voto per il Presidente della Repubblica, lo costringe invece a prendere decisioni che dividono e che  poco o nulla hanno a che vedere con le priorità del paese (lotta alla pandemia, messa a terra del Pnrr, ripresa economica e riforme) e parecchio, invece, con la sostanza del “regno” di Conte.

I pentastellati saranno chiamati a esprimersi anche sulla destinazione delle restituzioni dei portavoce nazionali. Uno stress test per il Movimento. Una prova del fuoco per il presidente Giuseppe Conte, un altro boccone amaro per Beppe Grillo.

Le divisioni

Le varie anime dell'universo pentastellato si stanno dividendo su questo tema. Oltre alla contrarietà del co-fondatore e garante, Beppe Grillo, c'è anche chi, come la ministra Fabiana Dadone, il presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, Daniele Pesco, l'ex ministro Danilo Toninelli e il senatore della bicamerale di vigilanza su Cdp, Vincenzo Presunto, ha subito espresso parere negativo al cambiamento di paradigma. Il vice presidente della commissione di Vigilanza Rai, Primo Di Nicola, ha detto no al 2x1000 con un lungo post su Facebook. “Voto per un no convinto, netto e radicale. L'idea di attingere a soldi pubblici, oltre che sbagliata per la necessità contingente - il finanziamento della struttura interna che si sta mettendo in piedi - rischia di rappresentare un passo epocale, decisivo, verso l'omologazione del M5s alla vituperata partitocrazia”.  La riflessione parte da un presupposto: lo strumento del 2xmille “è l'ultimo frutto velenoso del grande tradimento consumato sulla volontà dei cittadini-elettori che nel 1993 dissero stop al finanziamento pubblico dei partiti in un referendum che raccolse oltre il 90% di voti contrari”.  Il presidente del Cinquestelle, Giuseppe Conte mette le mani avanti: "Affrontiamo questo passaggio in maniera serena, valutando liberamente e scegliendo consapevolmente. Se prevarranno i sì, ogni contribuente potrà decidere di destinare, per sua libera scelta, il 2x1000 al Movimento; nel caso in cui prevarrà il no, non cambierà nulla”. L’esito della consultazione è molto incerto e ieri nessuno aveva certezze.

Ennesimo referendum sul nuovo corso?

Il timore tra lo staff e le prime linee di Conte è che la consultazione si trasformi in un altro referendum sul nuovo corso, prestando il fianco al dissenso interno. L'unico impegno che Conte prende è quello della destinazione delle risorse: “Se prevarrà un voto favorevole, mi impegnerò personalmente per garantire che queste somme siano destinate a favorire l'azione politica sui territori e l'elaborazione di nuovi progetti a beneficio delle comunità locali e nazionali”. In caso di vittoria del No, nessun dramma: “Continueremo a fare quel che abbiamo sempre fatto, con l'autofinanziamento e le micro-donazioni”. E’ chiaro anche ad un bambino che accedere al 2xmille vuol dire per Conte un passo in più verso quella struttura partito che consentirebbe poi all’ex premier dii avere più potere e una leadership  più convinta e meno esposta agli umori delle truppe.

Non a caso Conte sente il bisogno di precisare in continuazione che il Movimento “non sarà un partito in senso tradizionale, resterà un movimento. Ma avremo una maggiore articolazione interna, una struttura leggera ma organizzata”. Ad immagine e somiglianza di Conte.

Altri test in settimana

Quello su 2 per mille non è l’ unico test. In settimana è attesa la consultazione per ratificare la squadra scelta da Conte: i vicepresidenti e “se si riuscirà a stringere i tempi anche i vari Comitati”.

 E’ chiaro che la forza con cui Conte potrà guidare il Movimento dipenderà anche dall'esito di queste consultazioni. L’ex premier annusa l’aria e sottolinea in continuazione che “la colpa”, nel caso, è dei gruppi parlamentari visto che “sono stati loro a concordare, pressoché unanimemente, di aprire a questa forma di finanziamento. Per parte mia, ho preso atto di questa richiesta e ho dichiarato subito che la decisione deve essere rimessa alla volontà degli iscritti”.

Il voto di queste ore è anche sulle restituzioni di parte degli stipendi dei parlamentari 5s: “Parliamo di 4 milioni di euro - ha ricordato agli iscritti - Potrete decidere a chi destinarli tra una rosa di enti e associazioni”.

A breve poi,  dovrebbe esserci la deroga al doppio mandato parlamentare, regola che lascerebbe a casa più della metà dei parlamentari. Conte ha preferito rinviare. Troppa carne sul fuoco mentre la tensione dentro e fuori il Movimento è già alta.

Marcia indietro su Draghi e il voto

Le beghe interne al Movimento non sono l'unico campo da gioco di Conte che deve vedersela anche col tema Quirinale. Dopo che Luigi Di Maio domenica ha ripetuto in modo categorico che “Draghi deve continuare il suo lavoro a palazzo Chigi e che non esiste che si vada adesso a votare”, Giuseppe Conte è stato costretto a rivedere certe sue posizioni. E a dichiarare sul punto con chiarezza: “Lascerai lavorare Draghi”; “il Movimento farà di tutto perchè la legislatura arrivi alla scadenza naturale”; sul Presidente della Repubblica “occorre fare uno sforzo per uscire dal steccati e dialogare quindi anche con le forze di destra”. Esattamente quello che ha cercato di spiegare e dimostrare Matteo Renzi in queste settimane. Accusato però di voler inciuciare con le destra. Sempre domenica, in un’intervista al Corriere della sera, il leader di Italia viva aveva spiegato che la situazione numerica in Parlamento obbliga ad eleggere il Capo dello Stato dialogando onde destre. Con Salvini e Berlusconi. Da domenica tutti, anche i più riluttanti, ad esempio Letta e Conte, si stanno spostando su questa posizione.   A questo punto Conte ha voluto dare una stoccata anche al Pd con cui “c'è un dialogo privilegiato ma escluderei la subalternità di M5s al Pd, semmai sarà vero il contrario”. Per Conte poi “il campo largo” di Letta non potrà mai comprendere Iv che altrimenti diventa “un campo di battaglia”.