Botta e risposta tra Salvini e Conte. Di Maio: “Quello in Umbria era un esperimento. Non ha funzionato”

“E' un voto che ha anche una valenza nazionale”, afferma il leader del Carroccio. Il premier: “Un test da non trascurare. Ma un test regionale non può incidere”. Le reazioni dei politici al risultato umbro

Di Maio, Salvini e Conte (Ansa)
Di Maio, Salvini e Conte (Ansa)
TiscaliNews

Lo scontro sul risultato elettorale delle regionali umbre, dopo il trionfo del centrodestra, si apre col botta e risposta tra il premier Conte e Matteo Salvini. Il capo del Carroccio va all’attacco evidenziando il significato nazinale di questa tornata elettorale. "E' un voto che ha anche una valenza nazionale - dice - Conte continua con la sua arrogante distruzione dell'Umbria, sbagliare è umano ma perseverare è diabolico...ogni giorno si apre un problema nuovo".

Mentre il presidente del Consiglio - a margine della seconda edizione di "Sindaci d'Italia", organizzata da Poste Italiane - fa notare che si è trattato di "un test da non trascurare affatto" ma "noi siamo qui a governare con coraggio e determinazione, il nostro è un progetto riformatore per il Paese. Un test regionale non può incidere, se non avessimo coraggio e lungimiranza sarebbe meglio andare a casa tutti".

Di Maio

Per il leader del M5s, Luigi Di Maio "quello in Umbria era un esperimento. Non ha funzionato. Tutta la teoria per cui si diceva che se ci fossimo alleati con un'altra forza politica saremmo stati un'alternativa non ha funzionato", afferma intervistato a Sky Tg24 parlando di "strada impraticabile" per il patto Pd-M5s. "Abbiamo bisogno che il governo sia migliorato e innovato", aggiunge. "Sto lavorando affinché questo governo porti a casa il programma nei prossimi tre anni - rileva -, e poi si faccia valutare dagli italiani. Il voto arriverà e sarà il momento in cui valutare se abbiamo fatto bene o male".

Il governo resta, ma “al Governo siamo una squadra e si vince e si perde insieme. Per i prossimi mesi però bisognerà dettagliare meglio il programma", specifica poi Di Maio. "Questo governo è nato quest'estate - ha ricordato - ha mantenuto la promessa sul taglio dei parlamentari e la promessa di evitare l'aumento dell'Iva, ha approvato misure che nei prossimi mesi daranno frutti e miglioreranno la vita degli italiani, ma ora sul programma ci possono essere delle migliorie".

Matteo Salvini

Ma Salvini rincara la dose: "Avete votato e scelto la libertà a nome di 60 milioni di italiani. Perché i signori Conte, Di Maio, Renzi e Zingaretti che sono momentaneamente e abusivamente occupanti del Governo nazionale i giorni sono contati".

Giorgia Meloni

"Sono scandalizzata dalle dichiarazioni del presidente Conte all'indomani delle elezioni in Umbria - dice la leader di Fdi, Giorgia Meloni, in conferenza stampa in Senato. Queste dichiarazioni avrebbe potuto tenerle per sé. Non c'è solo l'Umbria, ci sono 11 Regioni italiane in cui i cittadini hanno scelto il centrodestra. Penso che il governo debba immediatamente rassegnare le dimissioni".

Nicola Zingaretti

Il concetto del segretario del Pd Nicola Zingaretti però è molto chiaro: "Va rilanciata in fretta – scrive su Facebook - una visione del futuro e un profilo riformista e di rinnovamento del Governo. Va fatto insieme. L'alleanza ha senso solo ed esclusivamente se vive in questo comune sentire delle forze politiche che ne fanno parte, altrimenti la sua esistenza è inutile e sarà meglio trarne le conseguenze. Una maggioranza non può esistere per paura di Salvini, per evitare il voto dei cittadini o aspettare le nomine degli enti per occupare poltrone".

Graziano Del Rio

Secondo Graziano Del Rio, capogruppo democratico alla Camera, "il risultato del voto in Umbria descrive una incontestabile sconfitta per la nostra coalizione che si era formata con altre forze. Dobbiamo ora riflettere sulle ragioni con lucidità e calma. Per il Pd al centro deve esserci sempre l'ambizione di essere al fianco dei nostri cittadini con proposte chiare e forti, dando valore ai territori. Le alleanze servono se si vuole dare un governo stabile che affronti i problemi della gente”.

Matteo Renzi

E Matteo Renzi? "Una sconfitta scritta figlia di un accordo sbagliato nei tempi e nei modi. Lo avevo detto, anche privatamente, a tutti i protagonisti. E non a caso Italia Viva è stata fuori dalla partita. In Umbria è stato un errore allearsi in fretta e furia, senza un'idea condivisa, tra Cinque Stelle e Pd. E non ho capito la 'genialata' di fare una foto di gruppo all'ultimo minuto portando il premier in campagna elettorale per le Regionali", afferma l’ex premier ed ex segretario del Pd.

"Leggo sui giornali – continua Renzi in una sua e-news - che qualcuno attribuisce la colpa a me persino della sconfitta in Umbria. Mi spiace che si possa arrivare a tanto. Questo odio nei miei confronti ha qualcosa di inspiegabile. La verità è che quando ho lasciato la guida del PD governavamo 17 regioni su 21. Adesso il PD governa in 7 regioni su 21. L'idea di dire che è sempre tutta colpa mia non mi sembra geniale. Ma se serve a qualcuno per mettersi il cuore in pace, non replico, evito le polemiche e invito tutti a lavorare".

Anna Maria Bernini

La capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini, sostiene che “il nuovo bipolarismo italiano fondato sul centrodestra da una parte, e sull'alleanza organica tra Pd e Cinque Stelle dall'altra, era una finzione politica che si è infranta sul primo scoglio, quello delle elezioni umbre, perché metteva surrettiziamente insieme la realtà e la fantasia: la realtà di una coalizione consolidata e coesa come la nostra, contrapposta a quella posticcia e improvvisata delle sinistre, un esperimento in provetta nato solo per blindarsi senza un'anima comune e una vera strategia nel recinto del potere e impedire così al popolo di esprimersi".

 

Dario Franceschini

Si affida ai social anche Dario Franceschini. "Non mi sembra particolarmente acuta l'idea che poiché anche presentandoci insieme abbiamo perso l'Umbria, è meglio andare divisi alle prossime regionali – afferma su Twitter il capo delegazione Pd al governo -  L'onda di destra si ferma con il buon governo e con l'allargamento e l'apertura delle alleanze, non di certo ridividendoci".

Giovanni Toti

Ad avviso del presidente della Regione Liguria e leader di Cambiamo Giovanni Toti "Le liste civiche in Umbria hanno pagato il rullo compressore della Lega e di Fratelli d'Italia, peraltro la lista civica del neogovernatore Donatella Tesei, che era sindaco di un piccolo Comune e non proveniva dai grandi centri urbani, ha raccolto quasi il 4%, lo ritengo un risultato lusinghiero".

Davide Faraone

"La nostra ambizione – sostiene Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva in Senato, a Genova per la presentazione del gruppo consiliare del partito di Renzi in Comune - non è quella di mettere in piedi un Pd 'bonsai', ma di offrire una reale alternativa e una delle differenze principali che abbiamo è che nel Pd interpretano l'alleanza con il M5S in maniera strutturale mentre noi pensiamo che si possano realizzare dei passaggi politici per centrare obbiettivi precisi, come ad esempio dare vita a un governo nazionale".

Stefano Bonaccini

Ora non resta che attendere i nuovi appuntamenti elettorali. “La sfida in Emilia-Romagna era e resta apertissima. La vittoria della destra in Umbria è netta, ma quella era un'altra partita e io resto fiducioso", scrive, in un lungo intervento su Facebook, Stefano Bonaccini, governatore dell'Emilia-Romagna ricandidato. "Sono convinto che si possa vincere, perché qui partiamo da una condizione molto diversa, sia per le cose fatte, ma soprattutto perché noi abbiamo un progetto per il futuro dell'Emilia-Romagna".