[Il commento] Conte, il Ponte Morandi e la torta di Fincantieri: così il web per la prima volta si è indignato contro gli indignati

La reazione si può capire ma il resto è un lavoro da manuale di costruzione di una fake news, quasi un caso di scuola di come si confeziona e si divulga una falsa informazione, creando migliaia di condivisioni e indignazioni, in molti casi frettolose

[Il commento] Conte, il Ponte Morandi e la torta di Fincantieri: così il web per la prima volta si è indignato contro gli indignati

Ieri, per tutta la giornata, chiunque di noi avesse un profilo social è stato sommerso di condivisioni di una fotografia in cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono e il sindaco di Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, Angelo Tosoni tagliavano una torta a forma di ponte. Indignati speciali. moltissimi, a partire da alcuni parlamentari del Pd, che contestavano l’inopportunità di mangiare una torta “a forma di Ponte Morandi”, attaccando soprattutto il presidente del Consiglio per l’”indegna scelta” e l’”indecente forma di poco rispetto nei confronti delle vittime” e “la vergognosa messa in scena” e simili amenità.

E giù condivisioni su condivisioni, con siti e giornali on line, anche delle testate più prestigiose, che raccontavano la “rivolta social” contro il premier, accusato insieme a Bono anche di aver accennato un mezzo sorriso, anziché fare la faccia contrita. E il tam tam ha rilanciato in continuazione quella foto, quella torta, quel mezzo sorriso, con commenti che dicevano più o meno tutti la stessa cosa: “Guardate qui, che scandalo, che vergogna, che indecenza, che impudicizia, che schifo…”.

Il punto è legittimo e probabilmente anche comprensibile che a dire questa cosa siano i parenti delle vittime: se perdi un figlio che sta andando in vacanza su un ponte che ti si sbriciola sotto le ruote, hai tutti i diritti di indignarti e di essere ipersensibile su tutto, ci mancherebbe altro.

E poi si può contestare la scelta estetico-gastronomica di quella torta che, dalla fotografia, sembrava sprizzare un surplus di calorie e, a mio parere, era anche kitsch oltre la modica quantità. Ma lì ci fermiamo, al giudizio da cooking show gastronomico di Iginio Massari sulla qualità e la conformazione della torta e sull’abilità del pasticciere. Io, che amo i dolci leggeri, non l’avrei mai mangiata. Ma, per l’appunto, qui parliamo di gusti e di cinquanta sfumature di glucosio.

La costruzione di una fake news

Il resto è un lavoro da manuale di costruzione di una fake news, quasi un caso di scuola di come si confeziona e si divulga una falsa informazione, creando migliaia di condivisioni e indignazioni, in molti casi frettolose, a partire da elementi falsi, quasi una definizione da enciclopedia di post-verità. Quindi, nei post, si parla spesso dei tre protagonisti della foto “che ridono”.

In passato, a pochi giorni dal crollo del ponte, è capitato che sia scappato qualche sorriso di troppo. E che quei sorrisi siano stati immortalati da scatti fotografici come prove provate di cinismo e insensibilità. Ma, anche in quei casi, occorreva essere presenti per vedere la dinamica dei fatti: se uno fa cadere un plastico o se un altro inciampa in un sasso in un cantiere, con un effetto slapstick, come nelle commedie tutte giocate sulla fisicità e la malagrazia, un po’ come i vecchi film di Stanlio e Ollio, è difficile che non ti scappi un sorriso, anche se sei in un luogo o stai parlando di circostanze drammatiche. Sarebbe innaturale se non succedesse e, sinceramente, sono più preoccupanti quelli che hanno la faccia di circostanza sempre e comunque, maschere teatrali dell’essere affranti e tristi, come se fosse un lavoro. Ma, insomma, stavolta, invece Conte, Bono e Tosoni non ridono proprio, ma hanno una faccia soddisfatta per un’azienda che riapre.

E poi si parlava di “torta a forma di ponte Morandi”. Falso anche questo. La torta (ribadisco, senza offesa per il pasticciere, a mio parere kitsch e oltre la modica quantità di zuccheri) rappresenta il logo di Fincantieri Infrastructure, che ha un ponte nel suo disegno e nella sua missione. Basta guardare la foto ed avere un minimo di memoria fotografica per vedere che quello non è il Ponte Morandi, che non ci assomiglia nemmeno.

E, allo stesso modo, chi ha fatto notare che quello è un ponte strallato “come era strallato il Ponte Morandi” cade in un terribile equivoco: che facciamo? Demoliamo tutti i ponti strallati del mondo? Condanniamo a morte Santiago Calatrava per aver partecipato al bando del commissario straordinario per il Ponte e sindaco di Genova con una serie di progetti fra cui due, bellissimi, con ponti strallati, che sono un po’ il suo marchio di fabbrica, il Dna dei suoi progetti?

E si potrebbe proseguire a lungo. Anche nei particolari: ad esempio, fra le fotografie scelte da Fincantieri per raccontare la giornata, quelle della torta non c’erano proprio. Anche a testimoniare che non era quello il cuore della cerimonia.

E qui arriva la seconda parte della storia. Leggendo i commenti sui social e sui siti che hanno pubblicato la notizia, probabilmente anche a partire dalle reazioni esagerate di alcuni parlamentari del Pd che hanno fatto alzare le antenne a molti, per la prima volta il “popolo del web” ha reagito.

Indignandosi contro gli indignati speciali. Ripeto: parenti delle vittime e persone delle zone di Certosa e Campasso e Sampierdarena colpite dalla tragedia del Morandi hanno il diritto di dire tutto ciò che pensano e di indignarsi, perché è naturale e anche giusto che la loro sensibilità sul tema sia più forte.

Ma gli altri?

Dopo un primo momento di sbandamento, è montata in rete l’indignazione contro l’indignazione e il mood è stato completamente ribaltato, facendo prevalere tre concetti: non c’è alcuna risata, quella torta rappresenta il logo dell’azienda e non il Morandi e, soprattutto, a Valeggio sul Mincio è stata inaugurata un’azienda che Fincantieri ha salvato dalla chiusura – rilevando la storica Cordioli, che sarebbe stata destinata a una fine ingloriosa ed ingiusta per la sua storia - che dà lavoro a centinaia di operai, che è un’eccellenza manifatturiera italiana, che realizzerà le prime lamiere per il nuovo ponte di Genova, ma sta lavorando anche a Pavia e in Belgio e che si è appena aggiudicata una megacommessa per un ponte da record in Romania.

Insomma, un’eccellenza italiana. Insomma, posti di lavoro. Insomma, per una volta, una storia assolutamente positiva.

Ha spiegato Bono a Valeggio sul Mincio:  “Ci riempie di orgoglio aver contribuito al rilancio di un’azienda così importante. Di fronte agli spazi lasciati vuoti da altre industrie che operano nel campo delle grandi opere, falcidiate dalla crisi che ha pesantemente investito il settore, siamo intervenuti per evitare che scomparissero attività che hanno reso l’Italia famosa nel mondo. Siamo estremamente grati al Presidente Conte perché con la sua presenza ha voluto testimoniare l’enorme importanza che il manifatturiero riveste per il Paese”.

Una storia di cui ieri si è inorgoglito anche il popolo dei social, indignandosi contro la falsa indignazione nata da una strumentalizzazione di una foto e di una torta. Ci sta tutto, ci sta (ed è la benvenuta) un’ipersensibilità su alcuni temi, ma non ci stanno le esagerazioni.

Ieri, forse, per la prima volta, abbiamo assistito a un ribaltamento dell’uso dei social, che potrebbe diventare oggetto di studio nel mondo. Ieri, forse, il web è diventato adulto. Ieri, forse, il web ha ritrovato l'innocenza.