L'agenda rovente del governo Conte: tutti gli impegni di gennaio che minacciano la maggioranza

A tenere alta la tensione in maggioranza saranno la prescrizione ma anche la legge elettorale, il refernedum costituzionale, il decreto Milleproroghe

L'agenda rovente del governo Conte: tutti gli impegni di gennaio che minacciano la maggioranza
di A. Loi

Sarà un gennaio fitto e intenso quello che aspetta il governo Conte, in pausa fino al dopo Epifania. Gli appuntamenti e le scadenze del presidente del Consiglio e della sua squadra giallorossa già dal 7 gennaio dovranno affrontare il nodo della prescrizione, entrata in vigore dal primo gennaio ma ancora foriera di polemiche e distiguo. Mentre su questo fronte c'è chi brandisce l'ipotesi referendum - così Forza Italia che incita Iv e Pd a promuovere a una leggina lampo di abrogazione - dall'altra si lavora alacremente per arrivare quanto prima alla norma sulla ragionevole durata dei processi. 

A tenere alta la tensione in maggioranza saranno però anche altre questioni: legge elettorale, referendum costituzionale, il decreto Milleproroghe approvato "salvo intese", così come l'annosa questione delle concessioni sulle autostrade. Senza dimenticare la possibile revisione dei decreti Salvini sulla sicurezza e la vertenza Alitalia fino al processo per il leader leghista sul caso della nave Gregoretti: al Senato il parlamentare non ha i numeri per evitarlo. 

L'esecutivo però deve attendere la verifica di governo, preannunciata in conferenza stampa dal premier Conte con la quale potrebbe arrivare una schiarita sull'azione di governo. Tutto però sarà rimesso all'esito delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria: in queste due regioni si peserà il reale valore di Lega da una parte e centrosinistra più Cinquestelle dall'altra e quindi del governo.

Nodo prescrizione

Il primo braccio di ferro dunque sarà sulla prescrizione che, stanto dalla norma, si blocca a partire dalla sentenza di primo grado, sia essa di condanna o di assoluzione. Il 7 gennaio è fissato un vertice di maggioranza nel quale si decideranno eventuali limature. A fare blocco ci sono però il M5S e una parte del Pd. Dall'altra frenano una porzione di magistrati e avvocati, oltre a Iv e l'altra parte dei Dem, polemici per via dell'incontro a "cose già fatte". Su tutti pende la proposta di modifica di Forza Italia, che potrebbe essere votata almeno dai renziani, all'esame della commissione Giustizia di Montecitorio.

Il testo firmato da Enrico Costa, mira ad abrogare tout court la riforma Bonafede. Non è escluso che possa essere questo lo strumento utilizzato dai detrattori della nuova prescrizione per mettervi la parola fine. L'8 gennaio  intanto scadranno i termini per la presentazione degli emendamenti. E lì si capirà se il M5S è veramente solo come sembra.

Reddito e quota 100

La verifica di governo che Conte ha preannunciato in conferenza stampa di fine anno chiarirà pesi e contrappesi interni all'esecutivo e il ruolo degli azionisti di governo rispetto a misure ancora da perfezionare, quali quota 100 e reddito di cittadinanza, che il Pd vorrebbe ridimensionare ma che il premier (e ovviamente i 5 Stelle) difendono a spada tratta. Ci sono anche i decreti Salvini che il Pd vorrebbe ridimensionare e, come ha sottolineato Conte, "uno dei 29 punti programmatici riguarda l'intervento sui decreti Sicurezza per recepire le preoccupazioni espresse dal presidente Mattarella". 

La legge elettorale

Sul tavolo del vertice del 7 gennaio probabilmente ci sarà anche la legge elettorale su cui la maggioranza vuole trovare un'intesa: le ipotesi sono un proporzionale simil spagnolo o un proporzionale con sbarramento nazionale al 5%. Su entrambi pesano i distinguo dei renziani (sullo spagnolo) e di Leu che contesta lo sbarramento. La proposta andrà presentata entro il 12 gennaio. Stessa scadenza per la presentazione della richiesta di referendum confermativo per la riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari, le cui firme sono già state raccolte. Nel caso in cui la richiesta andasse a buon fine si voterebbe in una data compresa tra aprile e giugno.

I dossier economici

I dossier economici sono il vero nodo per la tenuta del governo. In primis il Milleproroghe con la concessione per Autostrade, che i 5Stelle chiedono di revocare, tanto più dopo gli incidenti accaduti durante le feste natalizie. Così come sarà nel mirino il caso di Alitalia: subito dopo l'Epifania, cominceranno i lavori in commissione Trasporti della Camera, con una serie di audizioni. Il decreto è atteso in Aula di Montecitorio il 13 gennaio. Anche le banche sono incluse nei dossier delicati dell'agenda di governo: il salvataggio della Banca popolare di Bari vede l'inizio dell'esame l'8 gennaio in commissione.