Le Regioni gialle, arancioni e rosse. Negozi, scuola, sport e parrucchieri: cosa cambia. Dpcm in vigore da venerdì

Da un lato le norme nazionali. Dall’altro un meccanismo che divide — in base a una serie di criteri relativi all’andamento della pandemia a livello locale.

Il premier Conte (Ansa)
TiscaliNews

Quattro Regioni in zona rossa, due in zona arancione, le restanti in zona gialla: il premier Giuseppe Conte, in diretta tv, elenca le tre fasce in cui l'Italia, da qui al 3 dicembre, sarà divisa a seconda del livello di rischio legato al Covid e alla tenuta sanitaria. A ciascun "colore" è affidato un pacchetto di misure ad hoc: la zona rossa, di fatto, prevede un lockdown. In tutto il Paese il coprifuoco scatta alle 22. Norme in vigore da venerdì.

Il nuovo Dpcm introduce due ordini di nuove norme. Da un lato le norme nazionali. Dall’altro un meccanismo che divide — in base a una serie di criteri relativi all’andamento della pandemia a livello locale. I provvedimenti più o meno restrittivi saranno presi dal ministero della Salute e dal ministro Roberto Speranza, che si confronterà con le Regioni; saranno valutati su base settimanale, avranno la durata minima di 15 giorni: se una Regione entra in zona "rossa", vi rimarrà per due settimane almeno. 

Regioni divise in tre fasce

Gialla. Nell'area gialla, con criticità moderata, rientrano UmbriaVeneto e le province di Trento e Bolzano, Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria Toscana, Molise, Marche, Sardegna e Friuli Venezia Giulia. In queste Regioni non ci saranno altre norme da rispettare se non quelle nazionali del nuovo decreto.

Arancione. In questa area ci sono Puglia e Sicilia. Sarà vietato ogni spostamento, in entrata e in uscita, dalla Regione, così come ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, e saranno sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie);

Rossa. In questa zona rientrano Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle D'Aosta. Ci sarà di fatto un lockdown: sarà vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla Regione e anche all’interno del territorio stesso, salvo che per comprovate ragioni di salute, necessità, urgenza, per andare a scuola, per fare una passeggiata o fare sport (da soli) all’aperto; saranno chiusi i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, edicole e — appunto — parrucchieri; chiusi i mercati di generi non alimentari; chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie; sarà consentita l’ attività scolastica in presenza solo per scuola dell’infanzia, elementare e prima media.

Le nuove misure

Coprifuoco dalle 22 - Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l'arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

Trasporti. A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e di quello ferroviario regionale è consentito "un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento"; ciò con esclusione, però, del "trasporto scolastico dedicato", ossia gli scuolabus.

Stop agli spostamenti in aree a rischio  - Nelle aree ad alto rischio  che ricadono negli scenari 3 e 4 indicati nel documento dell'Iss - quelle caratterizzate da uno scenario di 'elevata gravità e quelle nelle quali ci sono situazioni di massima gravità - è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori. Può riguardare intere "Regioni o parti di esse". La differenza tra le zone che ricadono nello scenario 3 e in quelle che rientrano nel 4 sta nel fatto che in queste ultime sono vietati anche gli spostamenti "all'interno dei medesimi territori", dunque a livello comunale e provinciale.

Sport e attività motoria. Nelle zone rosse sospese le attività sportive, comprese quelle presso centri e circoli sportivi, anche se all'aperto. E' consentito "svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo" di mascherine. Si può svolgere "attività sportiva esclusivamente all'aperto" e da soli. Nel resto d'Italia i circoli sportivi restano aperti, ma è vietato l'uso degli spogliatoi.

Negozi, ristorazione e centri commerciali. Stop anche alle attività di negozi e mercati nelle Regioni, Province e Comuni a massimo rischio (zone rosse). Per le aree ad alto rischio, dunque nelle zone arancioni, restano invece aperti i negozi, ma chiudono bar e ristoranti.In tutta Italia chiusi i centri commerciali nei week end

Parrucchieri, barbieri ed estetisti.  Resteranno aperti anche nelle zone rosse

Mostre, musei e sale giochi. Sospensione delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all'interno di locali adibiti ad attività differente. Inoltre sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.

Crociere. Stop alle crociere delle navi passeggeri battenti bandiera italiana, escluse quelle in corso entro l'8 novembre.

Concorsi. Stop alle prove pubbliche e private, tranne quelle per il personale della sanità e inoltre "a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica ovvero in cui la commissione ritenga di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto".

Corsi di formazione e scuola guida. Corsi pubblici e privati (a parte alcune eccezioni, come quelli di medicina) solo con modalità a distanza. Consentiti i corsi e le prove teoriche e pratiche di scuola guida alla motorizzazione civile e nelle autoscuole, ma "in presenza di un particolare aggravamento della situazione epidemiologica", sarà disposta la temporanea sospensione delle prove pratiche di guida. 

Mascherina obbligatoria alle elementari e medie. La mascherina sarà obbligatoria a scuola per i bambini delle elementari e delle medie, anche quando sono seduti al banco.  L'attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l'infanzia continua a svolgersi in presenza - si legge nel testo - con uso obbligatorio di dispostivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina.