Mattarella: decisioni chiare e in tempi brevi o si torna al voto. Nuove consultazioni martedì prossimo

Di Maio: le urne non possono essere fuga. E apre a nuova maggioranza. Salvini: elezioni sono la via maestra. Ma non esclude governo gialloverde bis. Zingaretti: disponibili solo ad esecutivo di svolta. Berlusconi e Meloni: voto unica soluzione

Mattarella: decisioni chiare e in tempi brevi o si torna al voto. Nuove consultazioni martedì prossimo
TiscaliNews

Sono proseguite le consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che al Quirinale ha incontrando i big dei principali partiti. Al termine il Capo dello Stato si è presentato davanti ai giornalisti per fare il punto della situazione. "Il ricorso agli elettori è necessario se il Parlamento non è in grado di esprimere una maggioranza di governo. Mi è stato comunicato che sono state avviate iniziative tra partiti. Ho il dovere di richiedere decisioni sollecite in tempi rapidi" ha affermato Mattarella, prima di annunciare un nuovo giro di consultazioni martedì prossimo. 

Nel pomeriggio al Quirinale sono salite le due principali forze politiche italiane, ovvero Lega e M5s che ha chiuso la serie degli incontri. "Il voto non ci intimorisce affatto ma non può essere la fuga dalle promesse fatte dagli italiani" ha affermato il leader pentastellato Luigi Di Maio che ha spiegato di essere pronto a formare "una nuova maggioranza solida". Su posizioni opposte Matteo Salvini, secondo cui "le elezioni sono la via maestra". Il leader della Lega ha però aperto a un governo gialloverde bis. Il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, si è detto disponibile a formare un nuovo esecutivo ma solo a condizione che sia "di svolta". Altrimenti per il Pd "è meglio andare subito al voto". Per il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e per quello di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, le urne sono invece l'unica strada da seguire per uscire dalla crisi. 

Di Maio: non lasciamo affondare la nave 

"Sono state avviate tutte le interlocuzioni per avere una maggioranza solida. Noi non lasciamo affondare la nave e che a pagare siano gli italiani" ha affermato Luigi Di Maio "I cittadini che ci hanno votato il 4 marzo, l'hanno fatto per cambiare l'Italia non il Movimento e penso anche che il coraggio non è di chi scappa ma chi prova fino in fondo a cambiare le cose, anche sbagliando con sacrificio e provando a fare le cose. Il voto non ci intimorisce affatto ma il voto non può essere la fuga dalle promesse fatte dagli italiani. Abbiamo tante cose da fare" ha aggiunto. "Abbiamo informato il capo dello Stato di quelli che secondo noi sono obiettivi prioritari per gli italiani, dieci impegni che secondo noi devono essere portati a compimenti" ha concluso. 

Salvini: elezioni via maestra. Ma disponibile a bis con il M5s

"L'Italia non può permettersi di perdere tempo, con un governo che litiga, che ha posizioni troppo distanti. Oggi la via maestra non possono essere giochini di Palazzo ma le elezioni" ha affermato il leader leghista al termine dell'incontro con il Capo dello Stato. "Un accordo contro tra Pd e M5S - ha proseguito - è la vecchia politica. Io non penso che l'Italia abbia bisogno di un governo contro. Se poi qualcuno mi dice ragioniamo perché i no diventano si, miglioriamo la squadra, diamoci un obiettivo, facciamo qualcosa non contro ma per, io l'ho sempre detto, sono una persona concreta, non porto rancore guardo avanti, non indietro". "Ero consapevole di un governo fermo ma se si vuol far ripartire il Paese noi siamo pronti senza pregiudiziali senza guardare indietro" ha concluso. 

Il Pd: o governo di svolta o subito al voto

"Abbiamo manifestato al presidente della Repubblica la disponibilità a verificare la formazione di una diversa maggioranza e l'avvio di una fase politica nuova e un governo nel segno della discontinuità politica e programmatica", ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti al termine dell'incontro con Mattarella. "Non un governo a qualsiasi costo: serve un governo di svolta, alternativo alle destre, con un programma nuovo, solido, una ampia base parlamentare e ridia una speranza agli italiani. Se non dovessero esistere queste condizioni, tutte da verificare, lo sbocco naturale della crisi sono nuove elezioni anticipate alle quali il Pd è pronto". Il Pd ritiene "utile" provare a costituire un "governo di svolta" per il quale "abbiamo indicato i primi non negoziabili principi": primo tra tutti la riconferma della "vocazione europeista" dell'Italia. 

Berlusconi: governo di centrodestra o voto

Berlusconi ha manifestato al Capo dello Stato "preoccupazione per la crisi di governo, aperta in un momento delicato della nostra nazione", vista l'imminenza della manovra economica e la prospettiva di una recessione. "Un governo non può nascere in laboratorio né può funzionare sulla base di un contratto", ha continuato il leader di Forza Italia. Per concludere che il suo partito dice "no a maggioranze improvvisate". Ritiene "pericoloso" un governo sbilanciato a sinistra che potrebbe "imporre una patrimoniale" e sostiene la costruzione di un "esecutivo di centrodestra, con una vocazione atlantica ed europeista". Qualora non si trovi una maggioranza di centrodestra in Parlamento "la via maestra sono le elezioni anticipate".

La Meloni: chi si insultava non può andare d'accordo

"Le elezioni sono oggi l'unico esito possibile, rispettoso dell'Italia, dei suoi interessi, del suo popolo e della Costituzione", ha detto la presidente di Fdi, Giorgia Meloni. "Diciamo no ad un governo che ha la maggioranza in Parlamento ma non tra i cittadini: sarebbe irrispettoso della volontà popolare e della nostra democrazia". "L'unico modo che abbiamo per un governo stabile è andare a votare: tutto il resto durerà solo qualche mese: gente che fino a ieri si insultava oggi non può andare d'accordo".