Comunali, a Palermo Orlando sindaco. Ballottaggi a Parma, Genova e Verona. M5S fuori dalle grandi città

Tonfo dei grillini che dopo l'exploit dello scorso anno a Roma e a Torino, escono dai quattro capoluoghi di Regione. Tira il fiato il centro-destra. Esulta il Pd

L'urna elettorale e una mano che inserisce la scheda
di S. L.

Comunali amare per M5S. Il Movimento Cinque Stelle è fuori dai ballottaggi in tutte le grandi città, a partire da Genova, patria di Beppe Grillo diventata terreno di una faida interna. Con un'affluenza al 60,07%, in calo rispetto alle precedenti amministrative (fu del 66,85%), il voto in 1.004 Comuni, con oltre nove milioni di italiani, riconsegna un quadro politico soprattutto bipolare con i candidati di centrosinistra e quelli di centrodestra che si sfideranno ai ballottaggi tra due settimane. L'unico che ottiene un'immediata riconferma al primo turno è il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Tutti i risultati comune per comune 


Orlando: "Da Palermo modello di riferimento" 

"Questa è una vittoria dei palermitani guidati da Orlando, il Pd ha contribuito facendo un passo indietro. Da anni non ho partito, il mio partito si chiama Palermo". Così il sindaco Leoluca Orlando, nella sede del suo comitato elettorale allestito all'hotel Borsa di Palermo commenta i risultati e risponde alle domande sull'assenza di simboli politici tra le liste che lo sostengono. "Domattina alle sei sarò al porto di Palermo ad accogliere migranti che per me non sono nemici", ha poi detto il sindaco. Orlando ha replicato a chi gli chiedeva della polemica seguita allo spoglio pubblicato per errore ieri sul portale istituzionale: "È stata una simulazione fatta con numeri inventati per verificare il funzionamento del sistema, mi sono scusato e ho rimproverato chi ha commesso quell'errore, non c'erano neanche tutti i candidati. Ma ora ho imposto un uso rigoroso di controlli e password per cui se domani dovesse uscire qualcosa di sbagliato, so con chi devo prendermela".

Tonfo dei grillini

M5S, dopo l'exploit lo scorso anno a Roma e a Torino, esce dai quattro capoluoghi di Regione: a Genova, dove al secondo turno vanno il candidato di centrosinistra Gianni Crivello, e del centrodestra, Marco Bucci. A L'Aquila, governata fino ad oggi dal dem Massimo Cialente, è in vantaggio il candidato sindaco Americo Di Benedetto (centrosinistra) mentre a Catanzaro Sergio Abramo (centrodestra) al 31-35% se la vedrà al ballottaggio con Nicola Fiorita (Civica) al 30-34%. Il Pd nel capoluogo calabrese sarebbe fuori dai ballottaggi segnalando, secondo Roberto Speranza di Mdp, un dato politico: "In tre su quattro capoluoghi di Regione, dove c'è un'alleanza classica di centrosinistra - sostiene l'ex esponente Pd - il candidato del centrosinistra va avanti. Nell'unico comune, Catanzaro, in cui si è fatta scelta diversa e noi sosteniamo un candidato civico diverso da quello del Pd, il Pd secondo gli exit poll sarebbe fuori dal ballottaggio".

Ballotaggio a Parma

Il flop M5S è reso ancora più amaro dal risultato, abbastanza scontato, di Parma, dove il sindaco uscente Federico Pizzarotti, espulso dal Movimento di Grillo, è in vantaggio con il suo 'Effetto Parma' e se la vedrà al secondo turno con Paolo Scarpa del centrosinistra. A Verona l'eredità di Flavio Tosi non sembra avvantaggiare la sua compagna Patrizia Bisinella che sarebbe fuori dal secondo turno dove si sfideranno Orietta Salemi (centrosinistra) e Federico Sboarina (centrodestra). Tutta da decidere anche l'affollatissima partita a Taranto dove andrebbero al ballottaggio la candidata sindaca Stefania Baldassarri (centrodestra) e Rinaldo Melucci (centrosinistra).

L'esultanza del Pd

Anche se big e partiti si sono tenuti fuori dalla campagna per le amministrative, evitando di dare un valore nazionale, un minuto dopo la chiusura delle urne è partita l'esultanza per il risultato M5S. Secondo Matteo Renzi, che ha seguito i risultati dalla sede nazionale del Pd, la sconfitta grillina è un dato politico "perché vorrebbe dire - spiega il responsabile Enti Locali Matteo Ricci - che a un anno dalla vittoria di Roma e Torino, messi alla prova del governo locale, c'è un giudizio negativo".

Chi tira il fiato è il centrodestra

che guardava alle comunali come un test per un'alleanza tra Fi e Lega. "Noi abbiamo fatto - sostiene Maurizio Gasparri - l'alleanza classica ed a Genova abbiamo una condizione buona dove il sindaco uscente di centrosinistra nemmeno si è ricandidato autocertificando un fallimento. Il centrodestra ci può essere, vedremo lo scenario nazionale".

Salvini: “Centro-destra unito se c’è un programma”

Se il centrodestra funziona, e lo vediamo con il modello del Veneto, Lombardia e Liguria, la normalità avrebbe voluto che il centrodestra si battesse per il maggioritario ed invece Berlusconi vuole il proporzionale. Ma di questo ne parleremo dal 26 giugno in poi ora è solo la fine del primo tempo. Se Berlusconi vuole il proporzionale lo dovete chiedere a lui

Ora l'attenzione si sposta sui ballottaggi

Ma per fare un'analisi più approfondita sulle alleanza a livello nazionale bisognerà aspettare l'esito dei ballottaggi: il Pd dovrà contare in quante città resterà alla guida per verificare se ha ancora senso un'alleanza classica di centrosinistra. Ma contro l'autosufficienza del Pd fa sentire la sua voce l'area che va da Pisapia a Si: "Laddove la sinistra è dentro il centrosinistra va, dove il Pd sceglie l'autosufficienza esce fuori".